L’EUROPARLAMENTO SUL BILANCIO UE: DOPO IL 2020 DEVE ESSERE ALL’ALTEZZA DEGLI OBIETTIVI POLITICI

L’EUROPARLAMENTO SUL BILANCIO UE: DOPO IL 2020 DEVE ESSERE ALL’ALTEZZA DEGLI OBIETTIVI POLITICI

STRASBURGO\ aise\ - Promuovere programmi di ricerca e aiutare giovani e piccole imprese; finanziare nuove priorità e sostituire parzialmente i contributi nazionali basati sul reddito nazionale lordo con nuove risorse proprie. Questa, in estrema sintesi, la posizione del Parlamento europeo sul prossimo bilancio a lungo termine dell’Unione, che dovrà finanziare nuove priorità e compensare le perdite causate dalla Brexit.
Nella seduta di oggi, il Parlamento europeo ha adottato due risoluzioni sulle spese e sulle entrate per il prossimo Quadro finanziario pluriennale (QFP) in vigore dal 2021.
La prima risoluzione dei co-relatori Jan Olbrycht (PPE, PL) e Isabelle Thomas (S&D, FR) sul bilancio a lungo termine dell’UE dopo il 2020 è stata adottata con 458 voti in favore, 177 voti contrari e 62 astensioni.
Secondo il Parlamento Ue il bilancio dell’UE deve essere all’altezza delle priorità politiche e rispondere alle nuove sfide che tutti gli Stati membri devono affrontare, come le migrazioni, la difesa, la sicurezza o il cambiamento climatico. Gli eurodeputati ritengono che il limite di spesa debba essere portato dall’1 al 1,3% del reddito nazionale lordo comunitario per poter finanziare nuove aree prioritarie senza sacrificare le regioni europee più povere o le comunità agricole.
Tra le principali proposte figurano il potenziamento dei programmi di ricerca, di Erasmus+, dell’iniziativa di sostegno alle PMI e degli investimenti infrastrutturali attraverso il meccanismo per collegare l’Europa, noto come Connecting Europe Facility (CEF).
I deputati avvertono che “non è possibile concludere un accordo sul QFP senza compiere adeguati progressi in materia di risorse proprie”, vale a dire sulla parte di bilancio relativa alle entrate. Le spese e le entrate dovrebbero essere trattate insieme in un unico pacchetto.
La seconda risoluzione, presentata dai co-relatori Gérard Deprez (ALDE, BE) e Janusz Lewandowski (PPE, PL) sulla riforma del sistema di risorse proprie UE, è stata adottata con 442 voti in favore, 166 voti contrari e 88 astensioni.
La risoluzione si basa sul rapporto del gruppo di alto livello sulle risorse proprie, guidato da Mario Monti, e chiede il rafforzamento delle risorse proprie esistenti e l’introduzione progressiva di nuove. Queste ultime potrebbero consistere in una revisione delle risorse derivanti dall’IVA, un’imposta a livello UE sulle transazioni finanziarie, una tassa sul settore digitale e tasse ambientali.
Le nuove risorse dovrebbero portare a una sostanziale riduzione (obiettivo del 40%) della quota dei contributi diretti basati sul reddito nazionale lordo, in modo da creare risparmi per i bilanci degli Stati,; abolire il sistema di “rebates” e di correzioni di cui beneficiano solo alcuni Stati membri; coprire l’ammanco generato dalla Brexit senza aumentare l’onere fiscale complessivo per i contribuenti UE.
Le due risoluzioni rappresentano il contributo del Parlamento alle proposte della Commissione europea previste per maggio 2018.
I deputati chiedono che i colloqui tra Parlamento, Commissione e Consiglio inizino subito, per cercare di raggiungere un accordo prima delle elezioni europee del 2019. (aise) 

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