CULTURA E CREATIVITÀ MATERIE PRIME DEL FUTURO? DOMANI A MONACO IL SEMINARIO PROMOSSO DA ITALCAM

CULTURA E CREATIVITÀ MATERIE PRIME DEL FUTURO? DOMANI A MONACO IL SEMINARIO PROMOSSO DA ITALCAM

MONACO\ aise\ - La Camera di Commercio Italo-Tedesca- ITALCAM, in occasione dell’Assemblea Generale dei Soci, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Berlino, organizza domani, 19 luglio, alle 17.00 presso la Bayerische Landesbank di Monaco di Baviera un convegno dal titolo: “Cultura e creatività come materie prime del futuro? Il ruolo delle industrie culturali e creative in Italia e in Germania”.
L'interdipendenza e la complementarietà economica fra Italia e Germania – sottolinea Italcam – sono note e radicate nei secoli. Eppure, vi è un settore rimasto finora ai margini del dibattito, e che tuttavia dischiude un grande potenziale: le industrie culturali e creative, nelle quali i due Paesi sono ai vertici delle classifiche europee, sia in termini di valore aggiunto (98,8 miliardi di euro in Germania, 92 miliardi in Italia) sia di posti di lavoro (1,6 milioni in Germania, 1,52 in Italia). La cultura ha poi sul resto dell'economia un effetto moltiplicatore, reso ancora più evidente oggi dai processi di trasformazione digitale. Il convegno si propone di confrontare e valorizzare le esperienze italiane e tedesche e fungere da stimolo per una discussione sui modelli di sviluppo che mettono al centro il capitale culturale.
In che modo la molteplicità delle nostre specializzazioni può contribuire a una crescita sostenibile e inclusiva? Come possono le nuove generazioni di "nativi digitali", dotati di competenze così diverse e trasversali, rinnovare quei settori tradizionali, come l'artigianato e la moda, senza perdere il legame con i saperi dei territori e con il patrimonio culturale?
La creatività e la cultura diventeranno le materie prime del futuro in un mondo in cui oltre la metà dei posti di lavoro attuali rischia di essere sostituita dall'intelligenza artificiale?
A queste domande, al convegno di Berlino cercheranno di dare una risposta e proporre uno spunto di riflessione Jürgen Michels - Chief Economist and Head of Research presso la Bayerische Landesbank, Domenico Sturabotti -Direttore della Fondazione Symbola, Jörg Ohnemus - Vice Direttore del Dipartimento Economia Digitale, Centre for European Economic Research (ZEW), Sylvia Hustedt - Direttrice Generale dell’u-Institut e Direttore del Competence Center per le Industrie culturali e creative del Governo tedesco. Moderatore del convegno e della tavola rotonda sarà Thomas Fromm, giornalista del quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung.
Il sistema produttivo culturale – ricorda Italcam – si articola in 5 macro settori: industrie creative (design, architettura, comunicazione), industrie culturali (editoria, cinema, musica, videogiochi, software e stampa), patrimonio storico-artistico (musei, biblioteche, archivi, siti archeologici e monumenti storici), performing e visual arts e imprese creative (imprese non direttamente legate al settore ma che esercitano in modo strutturale professioni culturali e creative come la manifattura evoluta e l'artigianato).
Dal confronto dei dati pubblicati per l’Italia dalla fondazione Symbola nel report “Io sono cultura 2018” e quelli presenti nel rapporto tedesco “Kultur-und Kreativwirtschaft 2017”, si evince che il fatturato sviluppato dall’industria culturale e creativa in l’Italia e Germania è costantemente cresciuto nel corso degli ultimi anni con un tasso che varia tra il 1,56 ed il 2%.
In Italia – aggiunge Italcam – 33,6 miliardi di euro di valore aggiunto (2,2% del totale nazionale) sono generati dall'industria culturale che nell’ultimo anno ha occupato 488 mila persone (1,9% del totale). Importante il valore aggiunto dell'industria creativa, che arriva a raggiungere i 13,4 miliardi di euro grazie all'impiego di quasi 261.000 dipendenti.
In Germania, nel 2016, sono 154,4 miliardi di euro di valore aggiunto (ossia +1,5% rispetto al 2015) generati dall’industria culturale e creativa, con una conseguente crescita del 3,5 % dei posti di lavoro per lavoratori dipendenti pari a 864000 posti.
Esperti dei due paesi prevedono una crescita delle ICC anche negli anni avvenire. In Germania per soddisfare la futura domanda di personale qualificato, le aziende delle industrie culturali e creative stanno perseguendo strategie diverse. In primo luogo, l'orario di lavoro flessibile, che il 38% delle aziende considera una strategia promettente per garantire una forza lavoro qualificata. In secondo luogo, segue l'aumento dell'offerta di opportunità di formazione continua (37%).
Cosí come evidanziato nel rapporto di Symbola attraverso le parole del Presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello, in futuro si punterà sempre più su competenze strettamente legate alla cultura: “Il mondo che affronteremo nei prossimi anni sarà guidato da una serie di trasformazioni radicali concentrate soprattutto nella sfera del lavoro e delle competenze. Mediamente, chi opera nel campo delle professioni culturali e creative possiede un più alto livello d’istruzione. Puntare sulla cultura e sulla creatività significa quindi puntare in alto, su competenze in grado di affrontare la stagione dell’Industria 4.0”. (aise) 

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