COMITATO 10 FEBBRAIO/ PIÙ DONNE NEI MANUALI SCOLASTICI: SPAZIO A NORMA COSSETTO E MARIA PASQUINELLI

COMITATO 10 FEBBRAIO/ PIÙ DONNE NEI MANUALI SCOLASTICI: SPAZIO A NORMA COSSETTO E MARIA PASQUINELLI

ROMA\ aise\ - La recente proposta del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Valeria Fedeli di inserire maggiori figure femminili nei manuali scolastici può avere importanti sviluppi anche per quanto concerne quella che la legge istitutiva del Giorno del Ricordo (92/30 marzo 2004) definisce la “complessa vicenda del confine orientale”.
Il Comitato 10 febbraio ha quindi suggerito “un primo approfondimento dedicato a Norma Cossetto, la studentessa universitaria istriana catturata, seviziata, violentata e scaraventata in una foiba durante la prima ondata di uccisioni di massa attuate dai partigiani comunisti jugoslavi di Tito subito dopo l’8 settembre 1943. La sua storia sarà anche al centro di “Rosso Istria”, pellicola cinematografica di imminente uscita nelle sale, quindi questo episodio di femminicidio potrà venire approcciato in maniera multimediale”.
Più complessa, continua il Comitato, “risulta la figura di Maria Pasquinelli, maestra nata a Firenze e trovatasi testimone delle pagine più atroci delle Foibe, avendo identificato parte del centinaio di vittime delle fucilazioni perpetrate dai miliziani di Tito a Spalato nel settembre 1943 e raccolto in seguito testimonianze in Istria relative alla già ricordata mattanza. Il suo utopistico progetto di creare un fronte italiano che si opponesse ad una nuova ondata di stragi per opera “titina” a guerra finita, coinvolgendo partigiani “bianchi”, reparti della Divisione Decima e forze del Regno del Sud potrebbe altresì rappresentare un prezioso riferimento per comprendere le particolarità della Resistenza in Friuli Venezia Giulia, in cui la dialettica fascismo-antifascismo si intersecava con questioni nazionali e sociali”. “L’attentato della Pasquinelli, al tempo attiva nel Comitato per l’Esodo da Pola, al Generale britannico Robin De Winton il 10 febbraio 1947 – a parere del Comitato 10 febbraio – consentirebbe inoltre di accostarsi alla questione degli Esuli, che nel capoluogo istriano riguardò 28.000 polesani su 30.000 residenti, dopo che fra l’altro nella limitrofa spiaggia di Vergarolla si era consumata la strage del 18 agosto 1946 (molte donne e bambine nel centinaio di morti e nelle decine di feriti causati dall’attentato di agenti provenienti dall’OZNA, la polizia segreta di Tito). Approfondimenti sull’esodo e ulteriori testimonianze possono, infine, giungere grazie alla pubblicazione nelle antologie di stralci del libro “Nata in Istria” (Rizzoli, Milano 2006) della giornalista Anna Maria Mori, nata a Pola nel 1936, esule con la famiglia in tenera età e già firma di Repubblica e del Messaggero”. (aise) 

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