LORENZA MAZZETTI: UNA LEGGENDA A BUDAPEST

LORENZA MAZZETTI: UNA LEGGENDA A BUDAPEST

BUDAPEST\ aise\ - Il 27 e il 28 settembre l’Istituto Italiano di Cultura di Budapest ospiterà uno degli artisti più versatili del XX secolo: Lorenza Mazzetti.
La scrittrice, regista e pittrice italiana fece parte dei fondatori della corrente cinematografica inglese "Free Cinema", a cui aderirono attori come Vanessa Redgrave, Julie Christie, Malcolm McDowell e Brian Cox.
Il 27 settembre in particolare, alle ore 18.00, verrà proiettato in Istituto il film "Il cielo cade" diretto da Andrea e Antonio Frazzi. Uscito nelle sale italiane nel 2000 e interpretato da Isabella Rossellini, il film è tratto dall’omonimo romanzo pubblicato da Mazzetti nel 1961, che ebbe un successo enorme in Italia e che racconta la storia dell’artista, testimone dell’omicidio degli zii che l’avevano adottata – e con loro dei cugini – da parte delle truppe naziste.
Estate '44, Toscana. Penny e sua sorella Baby, rimaste orfane, vanno a vivere con gli zii in una villa in campagna. La zia è sposata con un affascinante intellettuale ebreo tedesco, amante della musica e dell'arte. Penny fa la conoscenza del mondo straordinario che ruota attorno all'isola felice di questa villa e dei suoi stravaganti ospiti, del mondo contadino che alla villa fa capo. Nel giro di breve tempo Penny è travolta da piccoli e grandi eventi: l'amicizia con i figli dei contadini, la scuola, la presa di coscienza di una realtà crudele ed ineluttabile, la scoperta dei primi palpiti amorosi, l'amicizia con un dolente generale tedesco consapevole e gentile, la fascinazione esercitata dallo Zio Wilhelm, paladino di giustizia. La fine della guerra coinciderà con il tragico ed inutile sacrificio della famiglia Einstein: la zia e le due cuginette saranno barbaramente massacrate dai tedeschi in fuga, sopraffatto dal dolore lo zio si suiciderà.
Alla proiezione del film a Budapest saranno presenti la scrittrice e il regista Edoardo Salerno. Gli stessi parteciperanno l’indomani, 28 settembre, sempre nella sede dell’Istituto a Budapest alla presentazione del documentario "Perché sono un genio" (2016) di Steve Della Casa e Francesco Frisari.
Nata a Roma nel 1927 e rimasta orfana insieme alla gemella, Lorenza Mazzetti trascorre la sua infanzia in Toscana in una grande tenuta della famiglia della zia paterna, Nina Mazzetti, sposata con Robert Einstein, cugino di Albert. Qui trascorre anni allegri e felici, in compagnia delle figlie degli zii, fino a quando nell’agosto del ‘44, Lorenza è testimone dell’atroce esecuzione della famiglia Einstein da parte di una squadra delle SS, vicenda che segnerà per sempre la sua vita.
Dopo la maturità classica, si trasferisce a Londra dove con tenacia, pur non avendo il denaro per pagare la retta, riesce a farsi ammettere alla Slade School of Fine Art. Qui realizza il suo primo lungometraggio "K" grazie al quale diviene tra i fondatori del Free Cinema Movement, insieme a Lindsay Anderson, Tony Richardson e Karel Reisz, la generazione degli "arrabbiati" che di lì a poco avrebbero rivoluzionato il cinema inglese contestando l’upper class. Subito dopo realizza "Together" che vince la "Mension au film del recherch" al Festival di Cannes del 1956.
Proprio quando sta iniziando ad affermarsi come cineasta, decide di tornare in Italia per stare vicino alla sorella gemella, ma il ritorno nel Paese d'origine farà riemergere il ricordo della tragedia vissuta da bambina, causandole una profonda depressione che riuscirà a superare solo grazie a un lungo periodo di cura e alla stesura del suo libro autobiografico "Il cielo cade", Premio Viareggio del 1962. In seguito scrive "Con rabbia" e "Uccidi il padre e la madre", ripubblicati quest’anno da La nave di Teseo, e "Diario londinese", suo ultimo libro che tratta del suo periodo di Londra.
Vive tra Roma e Bolsena, dove dipinge e continua a scrivere. La sua mostra "Album di famiglia" è stata inaugurata a Roma dal ministro dei Beni Culturali e poi presentata in altre città italiane e europee.
Uno dei suoi scopi principali è andare nelle scuole a parlare con i giovani della sua lotta contro ogni genere di intolleranza, religiosa, razziale, morale, culturale e sociale, e soprattutto esortarli a non dimenticare. (aise) 

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