A MONTREAL UN LABORATORIO DI RECITAZIONE E CANTO LIRICO IN ONORE DI GIOACCHINO ROSSINI

A MONTREAL UN LABORATORIO DI RECITAZIONE E CANTO LIRICO IN ONORE DI GIOACCHINO ROSSINI

MONTREAL\ aise\ - L’opera lirica è divenuta da tempo una delle vie più naturali per la diffusione della lingua italiana. Il 2018, anno in cui cade il 150° anniversario della morte di Gioacchino Rossini (1792-1868), è per l’Istituto Italiano di Cultura di Montréal l’occasione propizia di organizzare e dedicare al grande maestro di Pesaro un laboratorio di recitazione e canto lirico.
Il laboratorio, ideato con la Scuola Internazionale di Teatro “Giovanni Grasso”, è così un’opportunità per esplorare il canto, i personaggi, i temi, i linguaggi e i generi teatrali tipici dell’era di Rossini. Un viaggio affascinante che avvicina l’analisi delle specificità del Bel Canto alle tecniche teatrali proprie della Commedia dell’Arte, dell’opera buffa e dell’opera seria ottocentesca.
L’attività del laboratorio, iniziata già il 7 maggio scorso, continuerà intensamente ogni giorno sino al 31 maggio, culminando il 1° giugno in una suggestiva messa in scena.
L’Istituto Italiano di Cultura di Montréal offre così a otto giovani cantanti lirici del Québec un’esperienza unica, in cui la formazione quotidiana si trasforma giorno dopo giorno in uno spazio di recitazione, di canto lirico e d’interpretazione, animato da una rinomata classe di docenti: gli attori teatrali Chiara Cimmino e Valerio Garaffa, lo studioso Marco Piana (McGill University), il professore Daniele Agiman (direttore dell’Orchestra sinfonica G. Rossini di Pesaro e consulente del Comitato Nazionale per le celebrazioni rossiniane), la mezzosoprano Annamaria Popescu (McGill University), la cantante Esther Gonthier (McGill University), il tenore John Mac Master (McGill University), il pianista Giancarlo Scalia, la regista e attrice Denise Agiman (Université de Montréal e McGill University), il poeta Claudio Pozzani.
Come rimarcato dal maestro Daniele Agiman, dopo la sua prima settimana di lezioni, “l’esperienza voluta dall’Istituto Italiano di Cultura di Montréal è molto particolare, perché il laboratorio è dedicato a giovani cantanti e attori, che abbiano a che fare con Rossini non solo dal punto di vista musicale, ma anche da quello attoriale, connotazione essenziale considerata la vocazione scenica del teatro rossiniano”.
La musica di Rossini trovò, in Italia e in Europa, una festosa ed entusiastica accoglienza di pubblico, al punto che lo stesso maestro una volta scrisse a uno dei suoi corrispondenti: “tutti si divertono colla mia musica poco importa se è in uno o nell’altro teatro”. Le opere di Rossini, sin dall’inizio del secondo decennio dell’Ottocento, vantarono una tale diffusa notorietà da conquistare i cartelloni teatrali in Italia (Milano, Venezia, Roma e Napoli), in Europa (Parigi e Londra) e Oltreoceano. La riscoperta, poi, nel Novecento della sua opera musicale si attribuisce principalmente alla persistente azione di promozione del Teatro di Torino, del Maggio Musicale Fiorentino e del Rossini Opera Festival. Un interesse attestato ugualmente anche dalla fondazione di due società dedicategli, una tedesca e l’altra giapponese, e da un secondo festival rossiniano annuale a Bad Wildbad, nella tedesca Foresta Nera.
Una riscoperta di Rossini che suona come un’affermazione universale della sua opera musicale, come di recente ha scritto Reto Müller a proposito del “Viaggio a Reims” (1825), che resuscitato a Pesaro nel 1984 divenne “un’opera di culto, entrata stabilmente nel repertorio operistico mondiale (seicento recite in quarantaquattro diversi allestimenti nei primi venticinque anni)”. (aise) 

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