LE "STANZE" DI DIEGO ZANGIROLAMI A SANTIAGO DEL CILE

LE "STANZE" DI DIEGO ZANGIROLAMI A SANTIAGO DEL CILE

SANTIAGO\ aise\ - È stata inaugurata martedì scorso, 2 gennaio, a Santiago "Stanze" dell'artista italiano Diego Zangirolami, prima mostra del nuovo anno organizzata dall'Istituto Italiano di Cultura nella capitale cilena.
In occasione della mostra, che sarà aperta al pubblico sino al 28 di marzo, nel pomeriggio di oggi, 9 gennaio, alle 19.30 ore locali, sempre presso l'Istituto avrà luogo una tavola rotonda con l’artista Zangirolami preceduta dalla performance del ballerino/performer Marco Ignacio Orellana, insieme al disegnatore di moda Camilo Ernesto Silva. Zangirolami si intratterrà poi a colloquio con Elias Santis.
Parallelamente alla mostra presso l'Istituto Italiano di Cultura, alla Galeria Espora di Santiago si potrà visitare "Stanze. Detrás de la cortina", esposizione parallela che, inaugurata il 6 gennaio, mostrerà il processo creativo dell'opera di Zangirolami.
"Con la serie "Stanze" ho desiderato mettere a sistema la ricerca del simbolico, spaziando per altre strade, o meglio addentrandomi in altre Stanze", spiega l’artista. "Ho immaginato degli ambienti architettonici e non, come fossero siti all'interno di una mente collettiva: quella del genere umano. Si tratta di una mente architettonica, fatta di luoghi precisi: la cappella votiva, la caverna, lo snodo ferroviario, la camera nuziale, il tempio, le terme, il giardino dell'Eden nascosto. Ho scelto di raccontare, o meglio, far raccontare alle immagini alcuni topos che caratterizzano a livello filosofico e culturale il nostro genere. Genere inteso anche e non solo come Umano. Ciascun topos, che si parli di: bellezza, potere, soprannaturale, divino, forza, violenza, santità, misticismo, sensibilità, eros, amicizia, fratellanza, pace e operosità, è stato affidato, a livello rappresentativo, a delle figure femminili provenienti da altri quadri ed opere d'arte della storia. Questi personaggi abbandonano i panni a loro consueti e si prestano a vestirne di nuovi nei miei dipinti. Talune si mascherano, poiché da sempre la narrazione di quanto ci è caro e sacro adopera rituali complessi. Pertanto le differenti manifestazioni del femminile, della madre universale, portano caschi, elmi, cappelli, volti scolpiti in bronzo, cristallo, argento e avorio. Nelle Stanze più remote della nostra memoria umana, ho pensato di situare una sorta di biblioteca enciclopedica di simboli essenziali, quelli a cui quasi tutti prima o poi ci riferiamo. Attraverso il femminile dal quale proveniamo, la Madre, ho voluto esplorare alcuni elementi fondanti del sistema di pensiero e della percezione attraverso i quali, l’Uomo, vede e comprende il Mondo che lo circonda. Come le Parche della mitologia greca o gli Oracoli, le signore contenute in ciascuna delle mie Stanze, tessono e a volte disfano, la trama delle nostre esperienze terrene". (aise) 

Newsletter
Notiziario Flash
 Visualizza tutti gli articoli
Archivi