"SCRATCHED SURFACES": LE OPERE DI EVA FRAPICCINI IN MOSTRA A LONDRA

"SCRATCHED SURFACES": LE OPERE DI EVA FRAPICCINI IN MOSTRA A LONDRA

LONDRA\ aise\ - Una stratificazione di simboli e significati legati alla conformazione geofisica di alcuni territori italiani unisce i lavori The Spirit of Resistance (2017) e Nodo temporale 40° 39' N - 15° 30' E (2014) all’interno della mostra dal titolo "Scratched surfaces" di Eva Frapiccini, inaugurata il 9 febbraio a Londra, nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura.
Eva Frapiccini si addentra in luoghi della collettività cercando di cogliere aspetti intimi e interiori che affiorano da "superfici scrostate", come se una mano invisibile avesse grattato con il dito la loro scorza esterna.
"The Spirit of Resistance" è un’opera fotografica realizzata durante l’estate 2017, a un anno di distanza dalle forti scosse di terremoto che nel 2016 colpirono gravemente il Centro Italia, in particolare le regioni delle Marche e dell’Umbria. Nei paesi tra gli Appennini del lato marchigiano, l’artista ha cercato di rintracciare quelli che per lei erano i punti di riferimento durante le sue gite d'infanzia. Ma il terremoto, con la sua forza incontrollabile, ha stravolto ogni ricordo e sovvertito ogni ordine, privando questi luoghi della loro riconoscibilità. Narrazioni e mitologie latenti trovano espressione nel lavoro dell’artista che ripercorre eventi storicamente documentati e tradizioni antropologiche osservando le caratteristiche fisiche e geografiche di un territorio; perseguendo un approccio di ricerca che abbraccia procedimenti scientifici verificabili così come credenze e superstizioni.
L’opera Nodo temporale 40° 39' N - 15° 30' E prende forma durante una residenza artistica a Balvano, in provincia di Potenza, una zona sismica confinante con il distretto geografico dell’Irpinia, che oggi corrisponde all’area della provincia di Avellino e che nell’antichità si estendeva fino alle provincie di Benevento e Foggia. Durante i giorni della sua residenza, Eva Frapiccini si pone in ascolto di questi luoghi riflettendo sulla mitologia locale che gli abitanti di Balvano hanno composto nel tempo per comprendere e rielaborare eventi drammatici che hanno colpito il loro paese nei secoli: da fenomeni sismici a epidemie di peste, fino al brigantaggio del XIX secolo. A Balvano sceglie la polaroid come strumento fotografico "per perdere il controllo sulla rappresentazione, a vantaggio della scoperta del non visibile, della magia di un’immagine che si autoproduce senza alcuna manipolazione". Le polaroid scattate a Balvano sono avvolte in un’atmosfera misteriosa e lasciano apparire luoghi chiave e simboli del paese.
Nella pubblicazione d’artista, che accompagna l’opera, Eva Frapiccini raccoglie alcune fonti scritte e iconografiche. Accanto all’elenco di una successione di eventi storici, vi sono testimonianze della tradizione culturale che mescola credenze religiose e studi alchemici con rituali magici. (aise) 

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