IL DISCORSO DI MATTARELLA ALL’UNIVERSITÀ DI TBILISI

IL DISCORSO DI MATTARELLA ALL’UNIVERSITÀ DI TBILISI

TBILISI\ aise\ - L’amicizia che lega Georgia e Italia si nutre anche della "prospettiva di un comune sentire europeo". Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che, da ieri in visita di Stato nel Paese, è intervenuto oggi all’Università Statale di Tbilisi.
"Georgia e Italia: un patrimonio di amicizia tra identità e apertura all’Europa e al mondo" il titolo della lettura pronunciata di fronte al rettore, agli studenti e alle autorità accademiche della più antica università di tutto il Caucaso, nella ricorrenza del suo centenario, che "non a caso", ha sottolineato Mattarella, "coincide con quella dei cento anni della prima Repubblica georgiana".
L’Italia è "presente" e vicina alla Georgia oggi come allora, sostenendo "sovranità e integrità territoriale del Paese" e accompagnandone la "crescita democratica ed economica".
"La nostra amicizia viene da lontano", ha ricordato il capo dello Stato. "Risale a prima del Cristianesimo, al tempo dell’imperatore Vespasiano. Avamposto a Oriente dell’Impero romano e millenario corridoio di transito tra Europa e Asia, questa terra è stata, da sempre, meta di viaggiatori italiani". Come testimoniò anche Marco Polo, descrivendo così i georgiani del XIII secolo: "Sono bella gente, prodi di battaglie e buoni arcieri. Sono cristiani e tengono legge di greci". E poi nel Seicento i Padri Teatini e più tardi Carlo Goldoni ne "La bella georgiana".
"Italiani e georgiani hanno una naturale affinità. E collaborano con successo nei settori più diversi.
Pur nel peculiare quadro dell’Unione Sovietica, il legame non si interruppe mai e non si affievolì l’interesse per l’arte georgiana in Italia. Il cinema, in particolare, divenne veicolo di conoscenza, grazie a intellettuali appassionati, quali il regista e scrittore Rezo Tabukashvili e il poeta Tonino Guerra, instancabili ambasciatori del dialogo e della conoscenza tra i nostri due popoli”.
“La Georgia – ha continuato il presidente Mattarella - è molto presente in Italia, nella memoria, nella simpatia, nel rispetto, nei progetti comuni. Lo stesso avviene qui per il nostro Paese. Nel ’68, alcune famiglie georgiane ospitarono i bambini colpiti dal terremoto del Belice, in Sicilia.
Agli inizi degli anni ’90 fu invece la guerra a sconvolgere la vita dei piccoli georgiani e, per anni, centinaia di bambini colpiti dalle drammatiche conseguenze del conflitto sono stati ospitati da famiglie di Palermo [non a caso città che è gemellata con Tbilisi]. Lì, estate dopo estate, hanno trascorso le vacanze e ritrovato, oltre al mare, anche la gioia. Hanno sentito il calore della solidarietà. Hanno avuto modo di praticare l’italiano e, soprattutto, il linguaggio della fratellanza.
Quei bambini sono diventati grandi. Dalla loro esperienza, e dal legame che ne deriva, è nata la Scuola italiana di Tbilisi, che oggi può vantare una sezione bilingue di successo”.
Il presidente, a proposito, ha detto: “L’incremento dell’insegnamento dell’italiano in quella e in numerose altre scuole georgiane è fra gli obiettivi che l’Italia coltiva. Così come l’aumento delle borse di studio per gli universitari. Oltre 300 georgiani hanno potuto, in questi anni, studiare nei nostri atenei, e un accordo siglato proprio ieri consentirà di disporre di ulteriori fondi congiunti”.
Riguardo l’interscambio culturale, Mattarella ha ricordato la condivisione di Italia e Georgia di culture millenarie e la cooperazione in campo archeologico, per la quale “l’Italia – ha ricordato il capo dello Stato - ha collaborato alla creazione dell’Agenzia Nazionale Georgiana per la tutela del patrimonio culturale. Numerose missioni archeologiche, di diverse università ed enti italiani, co-operano con successo, da anni, in molti siti georgiani.
Esperti georgiani frequentano corsi di specializzazione presso l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, con borse di studio disposte dal governo italiano nell’ambito di un programma bilaterale”.
“Dal prossimo autunno – ha proseguito il presidente - con il coinvolgimento anche di questa Università, avranno luogo nuove iniziative dedicate alle più innovative tecnologie per la protezione e promozione del patrimonio culturale, al quale è dedicato il 2018, Anno europeo del patrimonio culturale”.
Una menzione anche alla comune passione per il teatro: Tbilisi, infatti, celebra l’Anno Rossiniano con alcune delle sue migliori voci.
“L’Opera di Tbilisi – afferma Mattarella - fu inaugurata da una compagnia italiana, con “Lucia di Lammermoor” di Donizetti, nel 1851, e fu la ballerina italiana Maria Perini, nel 1916, ad aprire il primo studio di danza a Tbilisi, poi divenuto “Scuola Statale di Danza classica del Teatro dell’Opera”.
Ma la nostra amicizia, naturalmente, così radicata nel passato, è rivolta anche al futuro”.
A questo punto il presidente ha fatto una panoramica dei piani futuri nell’ambito della ricerca scientifica: “Il Centro Nazionale per le Ricerche e la Fondazione “Shota Rustaveli” hanno potenziato il loro piano di ricerche congiunte e la Fondazione COTEC – che mi onoro di presiedere – in collaborazione con la locale Agenzia per l’Innovazione ha lanciato un premio per il miglior innovatore georgiano, che potrà sviluppare la sua intuizione al “Kilometro Rosso” di Bergamo, uno dei principali distretti per l’innovazione del nostro Paese”.
“Il nostro Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica di Pavia – ha aggiunto - stanno discutendo con l’Istituto Tecnologico della Georgia una collaborazione particolarmente importante, quella per la creazione di un acceleratore di particelle per la cura dei tumori e la ricerca”.
Riguardo i rapporti economici tra i due Paesi, Mattarella ha precisato che “
Molti sono i settori in cui possiamo e dobbiamo intensificare il nostro rapporto. La green economy è, ad esempio, un ambito in cui vi è molto da fare e nel quale sono possibili collaborazioni significative e reciprocamente benefiche.
Anche in questo caso la nostra collaborazione può raggiungere risultati importanti per i cittadini dei nostri Paesi.
La tutela dell’ambiente e delle sue risorse è, prima di tutto, un dovere nei confronti delle future generazioni. Ma rappresenta anche un efficace vettore di sviluppo, un investimento strategico, specialmente per Paesi come Georgia e Italia, che fanno delle bellezze naturali e paesaggistiche, oltre che di quelle artistiche, un fattore primario di attrazione turistica e di crescita economica”.
“I nostri rispettivi Dicasteri dell’Ambiente – ha ricordato il presidente - hanno firmato un memorandum di collaborazione e stanno discutendo progetti concreti.
In occasione di questa visita l’Istituto Superiore di Sanità italiano ha sottoscritto un accordo di cooperazione strutturata con l’omologo georgiano e sosterrà, insieme all’UNICEF, un progetto teso a monitorare la salute dei bambini georgiani”.
“Sono rimasto colpito – ha sostenuto Mattarella avviandosi alla conclusione del suo intervento - dalle tante bandiere europee che sventolano sui palazzi della vostra capitale, accanto a quelle georgiane.
Colpito, ma certo non sorpreso. E’ un segno di fiducia che ci sprona a perseguire ogni giorno, nonostante le difficoltà, il grande disegno che ha reso l’Unione un successo unico nella storia, polo di attrazione imperniato sui principi della democrazia liberale; spazio di pace e prosperità.
Un successo che si misura anche al di fuori dei suoi confini, ove l’Europa mantiene il fascino di un progetto unico per slancio ideale e per concretezza, per chi voglia un sistema internazionale basato su regole condivise, che conducano alla convivenza, all’impegno comune e non alla contrapposizione.
Un sistema che porti a maggiore stabilità, a integrazioni a cerchi concentrici, differenziate e aperte, sintesi, e non mortificazione, delle tante identità che rappresentano la ricchezza del nostro continente”.
“I giovani e la cultura rivestono, in questo contesto, un ruolo cruciale.
Sono i ragazzi dell’Erasmus a rappresentare la speranza di un’Europa “2.0”, senza confini né mentali né materiali.
E’ attraverso la cultura che è possibile apprezzare le rispettive specificità e comprendere quelle altrui.
Soltanto la conoscenza e il rispetto della storia consentono di non ripercorrere strade che portano a semplificazioni pericolose.
Il cammino intrapreso dalla Georgia invita al massimo rispetto e alla più attenta considerazione. Il contributo di Tbilisi alla politica europea di sicurezza comune e difesa si è concretizzato nelle numerose operazioni e missioni di stabilizzazione e pace a cui ha partecipato, dalla Repubblica Centrale Africana al Mali, all’Ucraina.
L’Italia – è questa la conclusione che vorrei esprimervi - rimarrà al fianco della Georgia, cui è legata da una lunga storia di amicizia. Possiamo dire, a buon titolo: un passato dal grande futuro. Auguri per questo Ateneo!”. (aise) 

Newsletter
Archivi