"IL MONDO FUGGEVOLE DI TOULOUSE-LAUTREC" A MILANO

"IL MONDO FUGGEVOLE DI TOULOUSE-LAUTREC" A MILANO

MILANO\ aise\ - Palazzo Reale a Milano celebra l’artista Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901) con una grande mostra monografica che da oggi, 17 ottobre, e sino al 18 febbraio 2018 ne evidenzierà l’intero percorso artistico e i tratti di straordinaria modernità.
La mostra "Il mondo fuggevole di Toulouse-Lautrec", a cura di Danièle Devynck (direttrice del Museo Toulouse-Lautrec di Albi) e Claudia Zevi, è promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, da Palazzo Reale, da Giunti Arte Mostre Musei e da Electa, con il Musée Toulouse-Lautrec di Albi e l’Institut national d’histoire de l’art (INHA) di Parigi.
Il progetto espositivo, articolato in sezioni tematiche, conduce il visitatore a comprendere il fascino e l’importanza artistica del pittore bohémien che, senza aderire mai a una scuola, seppe costruire un nuovo e provocatorio realismo, sintesi estrema di forma, colore e movimento.
L’evoluzione stilistica dell’autore, di origine aristocratica ma testimone della Parigi dei bassifondi e delle case chiuse, viene delineata in tutte le sue fasi di maturazione, dalla pittura alla grafica, con particolare riguardo per la sua profonda conoscenza delle stampe giapponesi e per la passione verso la fotografia.
In mostra sono esposte oltre 250 opere di Toulouse-Lautrec, con ben 35 dipinti, oltre a litografie, acqueforti e la serie completa di tutti i 22 manifesti realizzati dall’artista "maledetto", provenienti dal Musée Toulouse-Lautrec di Albi, da importanti musei e collezioni internazionali e da diverse collezioni private.
LE SEZIONI DELLA MOSTRA
I VISCONTI DI LAUTREC, POI di TOULOUSE LAUTREC, POI di TOULOUSE LAUTREC MOMFA
Il padre di Henri era un uomo interessato soltanto alla caccia e ai cavalli, dedito a uno stile di vita ancora medievale trascorso prevalentemente nei suoi diversi casini di caccia. La madre, Adèle trascorse la maggior parte della sua vita nei castelli di famiglia dedita alle pratiche religiose e al figlio. In questa sala viene presentata la famiglia di Henri. Seguiremo le vicende dell’artista che, da bambino bellissimo e superdotato diventa un adolescente malaticcio fino a quando, in seguito alla rottura non calcificata di entrambi i femori non rimarrà definitivamente un nano. Il contesto è molto importante per capire l’evoluzione dell’artista e la struttura di una famiglia che, come testimoniano le sue lettere, rimarrà sempre per lui un fondamentale riferimento affettivo.
TOULOUSE-LAUTREC E LA SUA IMMAGINE
Di Toulouse-Lautrec possediamo un unico autoritratto che esponiamo in mostra. Accanto il ritratto dell’artista eseguito da Anquetin pittore amico e coetaneo.?Tuttavia, nel corso della sua vita, l’artista tenne molto a costruire una propria immagine incaricando gli amici, tra cui il fotografo Lescau per il cui studio realizzerà un’affiche, di rappresentarlo in una serie di pose ironiche al limite della provocazione, da lui attentamente sceneggiate.?Queste fotografie sono la testimonianza importante dei gusti di un uomo che detestava la propria immagine, al punto da potersi rappresentare solo e unicamente sotto la forma della deformazione o di una messa in scena carnevalesca. Questa galleria d’immagini, dissacranti e irreverenti, fa da contraltare alle immagini austere e paludate della vita di famiglia. Tuttavia esse rivelano anche la frenesia di modernità che aveva invaso gli artisti bohémiens della fine del secolo inducendoli, come Lautrec, a fare ampio e multiforme uso della fotografia.
HENRI DE TOULOUSE LAUTREC SCOPRE LA SUA VOCAZIONE
Questa sezione è dedicata agli anni della tarda adolescenza di TL. Costretto spesso a letto si diverte a disegnare e dipingere. Il padre lo vorrebbe cacciatore, ma la madre gli consente di frequentare l’Accademia d’arte. La sua passione per i cani e i cavalli della sua infanzia e della tradizione familiare si esprime in piccoli dipinti giovanili e nella grafica maggiore dell’epoca tarda. Abbiamo in questa sala anche alcuni ritratti di donna che già rivelano il modo con cui TL sarà affascinato dall’immagine femminile: un ritratto di ragazza ancora accademico proveniente dal museo di Belgrado, un nudo giovanile la cui sensualità è tradita già dalle calze nere e il magnifico ritratto della modella Jeanne nuda, proveniente dal museo Kroller Muller.
L’ATELIER CORMON E LA VITA D’ARTISTA
Dopo alcuni tentativi falliti alle scuole accademiche Lautrec entra nell’atelier di Cormon, pittore da Salon da cui avevano studiato e studiavano alcuni degli artisti che avrebbero costituito le nuove avanguardie, da Anquetin a Van Gogh. Diventa amico di Bernard e di Vuillard, insieme si spartiscono le esperienze artistiche e, spesso, si ritraggono a vicenda.?Da qui in poi l’attività di artista di TL sarà pienamente riconosciuta, comincerà a viaggiare a Parigi, a Londra e altrove per seguire le sue esposizioni. L’esperienza della fotografia diventa più matura e sta alla base anche dei ritratti di alcuni degli amici pittori e scrittori e nelle opere di grafica che stanno diventando il momento fondamentale della sua arte. Contemporaneamente nascono le illustrazioni per i giornali satirici e i primi manifesti.?Nello stesso tempo TL scopre il fascino dell’arte giapponese, che ha influenzato la generazione precedente di artisti, da Monet a Degas. Quello che lo interessa tuttavia, non sono tanto i paesaggi delle stampe giapponesi, ma i colori piatti e i tagli non tradizionali delle scene d’interno. Vedremo successivamente come questi temi diventeranno argomenti non solo formali ma sostanziali della sua arte.
L’ARTE APPESA AI MURI DELLA CITTA’
Toulouse-Lautrec è senza dubbio il più moderno e anticonformista degli artisti della sua generazione. Spinto, forse anche a causa della sua deformità fisica, a guardare la vita da un’angolazione originale, egli sembra trasformare la capacità che ha avuto di abbandonare il proprio ambiente, di uscire da ogni schema, per rileggere in modo diverso anche gli eventi dal mondo circostante. Un elemento fondamentale di questo percorso è il riferimento all’arte giapponese. Ne sono testimonianza i tagli obliqui delle figure, il contrasto dei colori piatti, l’uso decorativo delle ombre e dei neri. L’invenzione dell’affiche come immagine a sé stante, porta il segno indelebile della sua mano. Basta confrontare i manifesti di Toulouse-Lautrec con quelle degli altri suoi contemporanei, per cui l’affiche non è altro che una riproduzione semplificata di un dipinto, per capire l’enorme novità e la forza di comunicazione che Toulouse-Lautrec ha immesso nella sua opera.
MONTMARTRE
Montmartre è un quartiere di Parigi nel quale artisti e pittori dal 1800 in avanti hanno amato incontrarsi e vivere.L’area, in elevata pendenza, era difficilmente raggiungibile dai mezzi pubblici. Le carrozze non avanzavano più in alto della Place Pigalle e la ripida collina della Boutte era un luogo che pur essendo in pieno centro di Parigi, rimaneva in un mondo a sé stante che conservava vaste aree di campagna con vigne, mulini e ruscelletti.Nel Medioevo la zona era possesso dei monaci benedettini che la coltivavano soprattutto a vigneti. Alla fine del XIX secolo il quartiere acquisì una cattiva fama per la presenza di cabaret e bordelli. Numerosi artisti lo consideravano, comunque, un quartiere speciale, dove in molti si trasferirono trasformandolo in una delle zone più affascinanti della città.Nella seconda metà del 1800 molti artisti provenienti da diverse parti dell’Europa, attratti da Parigi e dalla stimolante vita che si andava avviando, fecero di Montmartre il posto privilegiato di adozione, vivendo in modo bohemién grazie alla benevolenza dei bottegai che spesso facevano loro credito. Di Montmartre Toulouse Lautrec fu il cantore più celebre.
LA VITA A MONTMARTRE
Per frequentare l’atelier di Cormon Lautrec si trasferisce a Parigi, dove vive per un certo periodo a casa dell’amico Grenier, al 19 bis di rue Fontaine dove abita anche Degas.? Con gli amici pittori, con gli editori delle riviste a cui collabora, scopre il cabaret. Il celeberrimo Le chat noir diventa Le Mirliton di Aristide Bruant.?L’artista soggiorna e vive a Montmartre dove, nella compagnia costante di Van Gogh e Anquetin (van Gogh lo chiamerà il gruppo del ‘Piccolo Boulevard’) frequenta caffé e teatri.?I ritratti di attori e attrici gli consentiranno di sviluppare un segno che ha la rapidità e l’autenticità dello scatto fotografico.?In particolare alle attrici-ballerine Jane Avril, Yvette Guilbert e La Goulue e all’amico Aristide Bruant verranno dedicati alcuni dei suoi più celebri e rivoluzionari manifesti. I muri di Parigi si coprono di colori squillanti e inabituali: le critiche sono sferzanti (alcuni li definiscono: una vera porcheria), gli editori dei manifesti sono renitenti a pubblicarli e Bruant deve intervenire pesantemente, di persona, per imporre la loro realizzazione, se non il pagamento dei costi, che ricadrà in parte sullo stesso Lautrec. (aise) 

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