MIGRAZIONE, EUROPA DIGITALE, SICUREZZA, RELAZIONI ESTERNE

MIGRAZIONE, EUROPA DIGITALE, SICUREZZA, RELAZIONI ESTERNE

BRUXELLES\ aise\ - Le migrazioni e la relazioni esterne, Europa digitale, sicurezza e difesa: questi i temi trattati dal Consiglio europeo ieri a Bruxelles e oggetto delle conclusioni approvate.
Nel documento uno specifico riconoscimento all’Italia per il suo “significativo contributo” nella gestione delle migrazioni nel Mediterraneo.
Il testo del documento.
MIGRAZIONE
L'approccio perseguito dagli Stati membri e dalle istituzioni dell'UE per assicurare il pieno controllo delle frontiere esterne sta dando i suoi frutti e deve essere consolidato. Assistiamo nel complesso a una notevole riduzione dei flussi migratori ed è diminuito il numero di vittime in mare.
Il Consiglio europeo è determinato a portare avanti il suo approccio globale, pragmatico e risoluto e ad applicarlo ogniqualvolta sia necessario. Ciò implica: vigilanza per quanto riguarda tutte le rotte migratorie e capacità di reagire a ogni nuova tendenza; un uso pragmatico, flessibile e coordinato di tutti gli strumenti a disposizione dell'UE e degli Stati membri; sostegno agli Stati membri direttamente colpiti o coinvolti, anche attraverso il supporto costante fornito dalle agenzie dell'UE; solida cooperazione con i partner internazionali nonché con i paesi di origine, di transito e di partenza; riduzione degli incentivi alla migrazione illegale tramite rimpatri efficaci; adeguate risorse finanziarie e di altro tipo.
Al fine di consolidare ed approfondire tale approccio relativamente a tutte le rotte migratorie, il Consiglio europeo invita inoltre a: dimostrare il nostro pieno impegno nella cooperazione con la Turchia in materia di migrazione e nel sostegno ai Balcani occidentali; attuare in maniera integrale e non discriminatoria l'accordo di riammissione UE-Turchia con tutti gli Stati membri; garantire una sostanziale intensificazione dei rimpatri tramite azioni a livello sia dell'UE che degli Stati membri, quali accordi e intese efficaci in materia di riammissione; occorre rafforzare ulteriormente l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, che dovrebbe svolgere un ruolo più rilevante nell'organizzazione dei rimpatri; garantire che le missioni e le operazioni PSDC siano dotate di tutto il personale necessario, adeguando i relativi mandati secondo necessità affinché possano prestare assistenza nella lotta contro le reti del traffico e della tratta e contribuire allo smantellamento del loro modello di attività; sostenere l'azione dei nostri partner del G5 Sahel; applicare i programmi di reinsediamento volontario e svilupparli unitamente ai partner internazionali, in particolare l'UNHCR; potenziare la condivisione di informazioni e dati all'interno dell'UE, tra gli Stati membri, le agenzie GAI e le missioni e le operazioni PSDC, nonché con i partner internazionali; in tale contesto il Consiglio europeo chiede che le squadre investigative comuni operative siano estese ai paesi interessati; creare ed applicare le necessarie leve, servendosi di tutti i pertinenti strumenti, mezzi e politiche di cui l'UE dispone, anche in materia di sviluppo, commercio e visti, al fine di ottenere risultati misurabili in termini di prevenzione della migrazione illegale e rimpatrio dei migranti irregolari.
Per quanto riguarda la rotta del Mediterraneo centrale, il Consiglio europeo: riconosce il significativo contributo apportato dall'Italia relativamente alla rotta del Mediterraneo centrale; esorta a portare avanti gli sforzi dell'UE e il sostegno agli Stati membri al fine di contenere i flussi e ad aumentare i rimpatri, nonché a costruire una solida cooperazione con i paesi di origine, di transito e di partenza; ribadisce l'importanza di collaborare con le autorità libiche e con tutti i vicini della Libia per rafforzare la capacità di gestione delle frontiere e sottolinea la necessità urgente di sostenere lo sviluppo delle comunità locali in Libia lungo le rotte migratorie; incoraggia e invita a sostenere, anche finanziariamente, gli sforzi profusi dall'UNHCR e dall'OIM in Libia, nel Sahel e nella regione, anche al fine di facilitare ulteriormente i rimpatri e i reinsediamenti volontari e di migliorare le condizioni di accoglienza in cooperazione con le autorità libiche in maniera da assicurare il trattamento umano dei migranti; si impegna a garantire finanziamenti sufficienti e mirati, anche tramite la finestra per l'Africa settentrionale del Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa, per sostenere le necessarie misure collegate alla migrazione nell'Africa settentrionale e finanziare con erogazioni tempestive tutti i pertinenti progetti nel 2017 ed oltre.
Incarica il Consiglio, con l'assistenza della Commissione, di dare immediato seguito operativo al fine di assicurare la realizzazione di questo impegno prima del Consiglio europeo di dicembre; invita ad aumentare gli sforzi volti a stabilire rapidamente una presenza permanente dell'UE in Libia, tenendo conto delle condizioni sul terreno.
Il Consiglio europeo esorta a monitorare attentamente la situazione lungo le rotte del Mediterraneo occidentale e orientale alla luce del recente aumento dei flussi migratori.
Il Consiglio europeo rammenta che affrontare le cause profonde della migrazione e fornire opportunità economiche e sociali nei paesi di transito e di origine fanno parte del suo approccio a lungo termine in materia di migrazione.
In tale contesto il Consiglio europeo accoglie con favore il recente avvio del Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile, che sostiene gli investimenti in Africa e nei paesi del vicinato europeo. Si compiace altresì dell'attuazione dell'iniziativa per la resilienza economica della Banca europea per gli investimenti (BEI), che mobilita investimenti nei paesi del vicinato europeo. Attende con interesse di discutere della cooperazione con i partner africani in occasione del prossimo vertice Unione africana-Unione europea.
Il Consiglio europeo ribadisce il proprio impegno nei confronti del sistema Schengen ed esprime l'intenzione di realizzare il prima possibile un "ritorno a Schengen" tenendo pienamente conto, nel contempo, degli interessi proporzionati degli Stati membri in materia di sicurezza.
Il Consiglio europeo si compiace dei progressi conseguiti finora in merito alla riforma del sistema europeo comune di asilo e chiede una maggiore convergenza verso un accordo che trovi il giusto equilibrio tra responsabilità e solidarietà e garantisca la resilienza a crisi future, in linea con le sue conclusioni del giugno 2017. Il Consiglio europeo tornerà sulla questione nella riunione di dicembre e si adopererà per raggiungere un consenso durante il primo semestre del 2018.
II. EUROPA DIGITALE
Il vertice sul digitale tenutosi a Tallinn il 29 settembre 2017 ha inviato un messaggio deciso in merito alla necessità di un'Europa digitale più forte e coerente. Le conclusioni del primo ministro Ratas dopo il vertice costituiscono una base eccellente per portare avanti i lavori a tutti i livelli.
La digitalizzazione offre enormi opportunità di innovazione, crescita e occupazione, contribuirà alla nostra competitività a livello mondiale e rafforzerà la diversità creativa e culturale. Per cogliere tali opportunità è necessario rispondere collettivamente ad alcune delle sfide poste dalla trasformazione digitale e rivedere le politiche interessate dalla digitalizzazione. Il Consiglio europeo è pronto a fare tutto il necessario per la transizione dell'Europa al digitale. 11. Per realizzare con esito positivo un'Europa digitale, l'UE ha bisogno in particolare di: pubbliche amministrazioni e settori pubblici che siano pienamente adeguati all'era digitale e che diano l'esempio: l'e-government e la diffusione delle nuove tecnologie, l'accessibilità, la pubblica amministrazione a sportello unico e il principio "una tantum", nonché un settore pubblico digitalizzato, sono fondamentali per trasformare le nostre società e sostenere le quattro libertà dell'UE. Il Consiglio europeo chiede l'attuazione della dichiarazione ministeriale di Tallinn sull'e-government; un quadro normativo orientato al futuro: resta essenziale portare a termine in tutti i suoi elementi, entro la fine del 2018, la strategia per il mercato unico digitale. Nonostante i notevoli progressi realizzati, per rispettare detta scadenza occorre accelerare i lavori in questo settore.
A tal fine la sessione aggiuntiva del Consiglio TTE/Telecomunicazioni del 24 ottobre dovrebbe discutere le modalità per imprimere velocità e dare priorità ai lavori sul mercato unico digitale. Occorre che i colegislatori giungano entro la fine del 2017 a un accordo sui blocchi geografici, i servizi di media audiovisivi e la consegna di pacchi. Entro il giugno 2018 dovrebbero altresì trovare un accordo sulla proposta relativa alla libera circolazione dei dati non personali e sul codice delle comunicazioni elettroniche. Il Consiglio europeo sottolinea l'importanza di garantire norme adeguate sui flussi di dati con i paesi terzi negli accordi commerciali, fatta salva la normativa UE.
Inoltre dovrebbero essere portati avanti in via prioritaria i negoziati sul diritto d'autore e sulla direttiva relativa al contenuto digitale. Il Consiglio europeo sottolinea altresì la necessità di una maggiore trasparenza nelle prassi e nell'uso delle piattaforme; un'infrastruttura e una rete di comunicazioni di prima qualità: ciò richiede la cooperazione a livello dell'UE, allo scopo tra l'altro di realizzare in tutta l'UE reti fisse e mobili ad altissima velocità (5G) all'avanguardia a livello mondiale e aumentare le disponibilità coordinate di spettro radio entro il 2020 nell'ambito di condizioni normative ed economiche coerenti; occorre pertanto destinare tutte le risorse legislative necessarie, tra cui un numero sufficiente di triloghi, per raggiungere un accordo sul codice delle comunicazioni elettroniche, comprese le necessarie disposizioni in materia di spettro radio; un approccio comune in materia di cibersicurezza: il mondo digitale richiede fiducia, e questa può essere ottenuta solo se garantiamo una sicurezza maggiormente proattiva sin dalla progettazione in tutte le politiche digitali, forniamo adeguate certificazioni della sicurezza di prodotti e servizi e aumentiamo la nostra capacità di prevenire, dissuadere e individuare gli attacchi informatici e di rispondere ad essi.
A tal fine, le proposte della Commissione in materia di cibersicurezza dovrebbero essere elaborate in modo olistico, presentate tempestivamente ed esaminate senza indugio, sulla base di un piano d'azione che deve essere definito dal Consiglio; combattere contro il terrorismo e la criminalità online: occorre intensificare gli sforzi in tal senso come indicato dal Consiglio europeo nelle sue conclusioni del giugno 2017. Il Consiglio europeo accoglie con favore la comunicazione della Commissione sulla lotta ai contenuti illeciti online e ribadisce di essere pronto a sostenere misure adeguate a livello dell'UE, se necessario; mercati del lavoro e sistemi di istruzione e di formazione adeguati all'era digitale: occorre investire nelle competenze digitali per dare a tutti i cittadini europei le capacità e gli strumenti per agire; uno sforzo risoluto in termini di investimenti e di ricerca e sviluppo: per sostenere le nuove forme di imprenditorialità nonché stimolare e assistere la trasformazione digitale dei settori produttivi e dei servizi.
Gli strumenti dell'UE quali i programmi quadro dell'UE, incluso Orizzonte 2020, i Fondi strutturali e d'investimento europei e il Fondo europeo per gli investimenti strategici possono contribuire a realizzare questo obiettivo.
L'UE dovrebbe altresì riflettere sulle modalità per istituire strutture e finanziamenti adeguati a sostegno delle innovazioni pionieristiche; la consapevolezza dell'urgenza di far fronte alle tendenze emergenti, comprese questioni quali l'intelligenza artificiale e le tecnologie blockchain ("catena di blocchi"), garantendo nel contempo un elevato livello di protezione dei dati, diritti digitali e norme etiche. Il Consiglio europeo invita la Commissione a presentare entro l'inizio del 2018 un approccio europeo all'intelligenza artificiale e a proporre le iniziative necessarie per rafforzare le condizioni quadro in modo da consentire all'UE di esplorare nuovi mercati tramite innovazioni radicali basate sul rischio e di riaffermare il suo ruolo guida nel settore industriale; un regime fiscale efficace ed equo, adeguato all'era digitale: è importante garantire che tutte le imprese versino la quota di tasse che spetta loro, nonché assicurare la parità di condizioni a livello mondiale, in linea con i lavori attualmente in corso in seno all'OCSE.
Il Consiglio europeo invita il Consiglio a portare avanti l'esame della comunicazione della Commissione in materia e attende con interesse proposte adeguate da parte della Commissione entro l'inizio del 2018.
Il nostro obiettivo deve essere la creazione di un mercato unico maggiormente integrato e il conseguimento di benefici pratici per i cittadini e le imprese europei. Il Consiglio europeo seguirà da vicino gli sviluppi in questo settore e fornirà i necessari orientamenti. Invita le istituzioni a intensificare i lavori legislativi e gli Stati membri ad attuare la normativa UE pertinente nonché ad adottare tutte le misure necessarie che rientrano nella loro sfera di competenza in modo da configurare la nuova era digitale.
Il Consiglio europeo tratterà al suo livello le questioni che non possono essere risolte al livello del Consiglio.
III. SICUREZZA E DIFESA
Il Consiglio europeo rammenta le sue conclusioni del giugno 2017. Si compiace dei notevoli progressi conseguiti dagli Stati membri nell'elaborazione di una notifica in materia di cooperazione strutturata permanente (PESCO) con un elenco comune di impegni, nonché in materia di governance PESCO. Esorta gli Stati membri in grado di farlo a notificare rapidamente al Consiglio e all'alto rappresentante la loro intenzione di partecipare alla PESCO. Ciò permetterebbe di avviare la PESCO entro la fine dell'anno, con l'obiettivo di attuare rapidamente gli impegni, compreso il lancio dei primi progetti. Il Consiglio europeo accoglie con favore il lavoro svolto finora dai colegislatori sulla proposta della Commissione relativa a un programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa. Chiede di giungere ad un accordo in sede di Consiglio entro la fine dell'anno in modo da portare a termine il prima possibile i negoziati con il Parlamento europeo, affinché nel 2019 possano essere finanziati i primi progetti in materia di capacità definiti dagli Stati membri.
Il Consiglio europeo incoraggia gli Stati membri a sviluppare meccanismi di finanziamento flessibili e solidi nell'ambito del Fondo europeo per la difesa, al fine di consentire l'acquisizione congiunta di capacità e/o la loro manutenzione congiunta e in quanto modalità per migliorare l'accesso alle capacità più all'avanguardia. L'obiettivo è realizzare capacità, garantire una base competitiva, innovativa ed equilibrata per il settore industriale della difesa europea in tutta l'UE, anche grazie alla cooperazione transfrontaliera e alla partecipazione delle PMI, nonché contribuire a rafforzare la cooperazione europea in materia di difesa, sfruttando le sinergie e mobilitando il sostegno dell'UE in aggiunta ai finanziamenti degli Stati membri. Lo sviluppo dell'industria della difesa europea richiederà anche il sostegno dell'UE agli investimenti delle PMI e delle imprese intermedie (a media capitalizzazione) nel settore della sicurezza e della difesa. Incoraggia la BEI a valutare ulteriori iniziative al fine di sostenere gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo nel settore della difesa. Accoglie con favore l'avvio del collaudo della revisione coordinata annuale sulla difesa (CARD), che dovrebbe contribuire a promuovere una cooperazione rafforzata tra gli Stati membri in materia di difesa.
Il Consiglio europeo evidenzia la necessità di un rafforzamento reciproco tra cooperazione strutturata permanente, Fondo europeo per la difesa e revisione coordinata annuale sulla difesa, al fine di accrescere la cooperazione in materia di difesa tra gli Stati membri. 16. Il Consiglio europeo ritornerà sulla questione nel dicembre 2017 e valuterà i progressi conseguiti per quanto riguarda tutti gli aspetti dell'agenda in materia di sicurezza esterna e difesa definiti nel dicembre 2016.
IV. RELAZIONI ESTERNE
Il Consiglio europeo ha tenuto un dibattito sulle relazioni con la Turchia. 18. Il Consiglio europeo invita la RPDC a rispettare pienamente, incondizionatamente e senza indugio gli obblighi che le derivano dalle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, nonché ad abbandonare, in modo completo, verificabile e irreversibile, i propri programmi connessi al nucleare e ai missili balistici. Il recente comportamento della RPDC è inaccettabile e costituisce una minaccia significativa per la penisola coreana e non solo. Il Consiglio europeo sottolinea che una pace duratura e la denuclearizzazione della penisola coreana devono essere raggiunte con mezzi pacifici e attraverso un dialogo credibile e significativo.
Il regime di sanzioni dell'UE nei confronti della RPDC è stato ulteriormente rafforzato dalle sanzioni autonome dell'UE adottate dal Consiglio "Affari esteri" del 16 ottobre 2017. Il Consiglio europeo prenderà in considerazione ulteriori risposte in stretta consultazione con i partner e l'UE continuerà a sensibilizzare i paesi terzi esortandoli ad attuare pienamente le sanzioni delle Nazioni Unite. 19. Il Consiglio europeo ribadisce il suo pieno impegno nei confronti dell'accordo sul nucleare iraniano e appoggia la dichiarazione del Consiglio "Affari esteri" del 16 ottobre 2017”. (aise) 

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