DA BATTEZZATI SIAMO CHIAMATI A CAMMINARE NELLA LUCE

DA BATTEZZATI SIAMO CHIAMATI A CAMMINARE NELLA LUCE

foto Osservatore Romano

ROMA\ aise\ - Con una meditazione sul tema “Rivestiti di Cristo”, Papa Francesco ha concluso oggi in udienza generale il ciclo di catechesi sul Battesimo.
“Gli effetti spirituali di questo sacramento, invisibili agli occhi ma operativi nel cuore di chi è diventato nuova creatura, sono esplicitati dalla consegna della veste bianca e della candela accesa”, ha esordito il Santo Padre. “Dopo il lavacro di rigenerazione, capace di ricreare l’uomo secondo Dio nella vera santità, è parso naturale, fin dai primi secoli, rivestire i neobattezzati di una veste nuova, candida, a similitudine dello splendore della vita conseguita in Cristo e nello Spirito Santo”. “La veste bianca, mentre esprime simbolicamente ciò che è accaduto nel sacramento, annuncia la condizione dei trasfigurati nella gloria divina”, ha spiegato Papa Francesco, prima di ricordare che è stato San Paolo a chiarire “che cosa significhi rivestirsi di Cristo” elencando “le virtù che i battezzati debbono coltivare: “Scelti da Dio, santi e amati, rivestitevi di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri. Ma sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto””.
“Anche la consegna rituale della fiamma attinta dal cero pasquale, rammenta l’effetto del Battesimo”, ha aggiunto il Santo Padre. ““Ricevete la luce di Cristo”, dice il sacerdote. Queste parole ricordano che non siamo noi la luce, ma la luce è Gesù Cristo, il quale, risorto dai morti, ha vinto le tenebre del male. Noi siamo chiamati a ricevere il suo splendore! Come la fiamma del cero pasquale dà luce a singole candele, così la carità del Signore Risorto infiamma i cuori dei battezzati, colmandoli di luce e calore. E per questo, dai primi secoli il Battesimo si chiamava anche “illuminazione” e quello che era battezzato era detto “l’illuminato””.
“Questa – ha quindi sottolineato Francesco – è infatti la vocazione cristiana: “camminare sempre come figli della luce, perseverando nella fede”. Se si tratta di bambini, è compito dei genitori, insieme a padrini e madrine, aver cura di alimentare la fiamma della grazia battesimale nei loro piccoli, aiutandoli a perseverare nella fede. “L’educazione cristiana è un diritto dei bambini; essa tende a guidarli gradualmente a conoscere il disegno di Dio in Cristo: così potranno ratificare personalmente la fede nella quale sono stati battezzati”. La presenza viva di Cristo, da custodire, difendere e dilatare in noi, - ha sottolineato ancora il Papa – è lampada che rischiara i nostri passi, luce che orienta le nostre scelte, fiamma che riscalda i cuori nell’andare incontro al Signore, rendendoci capaci di aiutare chi fa la strada con noi, fino alla comunione inseparabile con Lui”.
“Quel giorno, dice ancora l’Apocalisse, “non vi sarà più notte, e non avremo più bisogno di luce di lampada né di luce di sole, perché il Signore Dio ci illuminerà. E regneremo nei secoli dei secoli”. La celebrazione del Battesimo si conclude con la preghiera del Padre nostro, propria della comunità dei figli di Dio. Infatti, - ha osservato il Papa – i bambini rinati nel Battesimo riceveranno la pienezza del dono dello Spirito nella Confermazione e parteciperanno all’Eucaristia, imparando che cosa significa rivolgersi a Dio chiamandolo “Padre”. Al termine di queste catechesi sul Battesimo, ripeto a ciascuno di voi l’invito che ho così espresso nell’Esortazione apostolica Gaudete et exsultate: “Lascia che la grazia del tuo Battesimo fruttifichi in un cammino di santità. Lascia che tutto sia aperto a Dio e a tal fine scegli Lui, scegli Dio sempre di nuovo. Non ti scoraggiare, perché hai la forza dello Spirito Santo affinché sia possibile, e la santità, in fondo, è il frutto dello Spirito Santo nella tua vita””.
A margine dell’udienza, Papa Francesco ha rivolto un appello per la pace in Medio Oriente, all’indomani dell’ennesima strage a Gaza.
“Sono molto preoccupato e addolorato per l’acuirsi delle tensioni in Terra Santa e in Medio Oriente, e per la spirale di violenza che allontana sempre più dalla via della pace, del dialogo e dei negoziati”, ha detto il Papa. “Esprimo il mio grande dolore per i morti e i feriti e sono vicino con la preghiera e l’affetto a tutti coloro che soffrono. Ribadisco che non è mai l’uso della violenza che porta alla pace. Guerra chiama guerra, violenza chiama violenza. Invito tutte le parti in causa e la comunità internazionale a rinnovare l’impegno perché prevalgano il dialogo, la giustizia e la pace. Dio abbia pietà di noi!”.
Infine, il Papa ha rivolto il suo “augurio cordiale per il mese di Ramadan che inizierà domani. Che questo tempo privilegiato di preghiera e di digiuno aiuti a camminare sulla via di Dio che è la via della pace”. (aise) 

Newsletter
Notiziario Flash
 Visualizza tutti gli articoli
Archivi