DEREK NON DEVE MORIRE, OVVERO: COME L’INTERATTIVITÀ STA CAMBIANDO LE SERIE TV – DI NICO TANZI

DEREK NON DEVE MORIRE, OVVERO: COME L’INTERATTIVITÀ STA CAMBIANDO LE SERIE TV – di Nico Tanzi

ZURIGO\ aise\ - “Di interattività si parla da molti anni. Eravamo addirittura nel secolo scorso quando la BBC ha lanciato il suo red button, il tasto rosso che da allora è diventato il simbolo della possibilità per gli spettatori di “dialogare” direttamente con il programma che stanno guardando. Da allora il tasto rosso si è ulteriormente evoluto, e si è diffuso al di fuori del Regno Unito. Anche in Svizzera, dove la SSR proprio quest’anno sta lanciando una forte offerta “interattiva”. Da elemento di rottura con il passato, l’interattività è quindi entrata a far parte della vita quotidiana. Ed è diventata una componente essenziale del consumo di contenuti digitali”. Così scrive Nico Tanzi su “La Rivista”, mensile diretto a Zurigo da Giangi Cretti.
“In fondo, l’esempio più lampante è la facilità estrema offerta dai social network nell’instaurare connessioni istantanee con il mondo esterno, che si trasforma così in uno sconfinato insieme di contenuti. Nell’ambito della fiction, invece, l’interattività ha vissuto una parabola diversa e meno “lineare”.
Già negli anni ’80 la diffusione del computer e dell’”ipertesto” (la possibilità di “navigare” in un testo in una modalità non-lineare, legata alle scelte personali del lettore) avevano portato a diversi tentativi di narrativa interattiva, in cui il lettore poteva determinare lo svolgimento della storia. Tentativi rimasti tuttavia in un ambito ristretto, lontani da una diffusione di massa. Ben diverso, e dirompente, è stato l’impatto dell’interattività nell’ambito dei videogiochi, che hanno raggiunto un livello tale da proporre veri e propri “mondi alternativi” in cui i giocatori possono vivere storie avventurose e avvincenti.
Negli ultimi anni un ulteriore impulso a questa tendenza è giunto dallo sviluppo della virtual reality e della realtà aumentata, con la messa a punto di visori e accessori che immergono completamente i giocatori nella dimensione virtuale. Con tutti i sensi potenzialmente coinvolti nell’azione, e con il risultato di potersi estraniare del tutto dalla realtà esterna. Non a caso in prima fila nello sviluppo di esperienze virtuali sempre più realistiche è l’universo del porno, dove cominciano a proliferare estensioni tattili, maschere olfattive e altri accessori su cui il buon gusto suggerisce di non indagare oltre. L’ultimo baluardo di resistenza alle tentazioni dell’interattività è la fiction TV. Che rappresenta pur sempre la tipologia di contenuti più consumata, soprattutto dopo lo straordinario sviluppo qualitativo delle serie di ultima generazione.
Nonostante la sofisticazione narrativa e tecnologica delle fiction più recenti, finora, con poche (e poco significative) eccezioni, in quest’ambito la narrazione è rimasta “tradizionale”, senza concessioni all’interattività.
Finora, dicevo: perché proprio qualche settimana fa, e proprio da Netflix – la piattaforma di video on demand di maggiore successo per questo genere di contenuti – è giunto il grande annuncio: sono in arrivo le prime storie interattive. Storie il cui svolgimento può essere modificato da chi guarda. Storie in cui lo spettatore può decidere quali decisioni prenderà il protagonista, e modificare la trama di conseguenza attraverso il touch-screen o il telecomando.
Certo, siamo agli inizi, e quindi non è un caso che le storie in questione siano destinate ai bambini.
“Abbiamo deciso di partire da qui – spiegano a Netflix – perché i più piccoli amano giocare con i loro personaggi preferiti, sanno già come toccare lo schermo e farlo scorrere, si rivolgono al video come se i personaggi potessero sentirli”. Ma la strada ormai è tracciata. Se l’esperimento, come è ampiamente prevedibile, avrà successo, i creatori delle grandi serie TV avranno presto una sfida in più con cui confrontarsi. E chissà, fra qualche anno potremo essere noi a decidere il destino dei protagonisti di Grey’s Anatomy, Criminal Minds o Game of Thrones”. (aise) 

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