UN PO' DI ITALIA ALLA CAPE TOWN ART FAIR

UN PO

CAPE TOWN\ aise\ - “Si è aperta ieri al Convention Centre di Città del Capo l'Art Fair, una manifestazione che cresce di anno in anno e nella quale va aumentando anche la presenza di artisti italiani e da questa edizione anche di organizzazioni italiane. Sono presenti infatti, fra gli altri, Valentina Colella e l'Art Residency Project del Centro Luigi Di Sarro di Roma che l'ha selezionata per questa edizione, la prima nella quale è presente con un proprio spazio espositivo nel settore degli operatori artistici no-profit”. A rilanciare la notizia è Ciro Migliore sulla “Gazzetta del Sud Africa” che dirige a Cape Town.
“Valentina è arrivata alla Fiera direttamente dal volo Roma-Dubai-Cape Town atterrato alle 16.30. Con lei Angelica Farinelli, studentessa romana di regìa televisiva, che nel progetto in corso ha il compito di documentare l'attività di Valentina durante la residenza sudafricana, nel corso della quale è prevista anche una puntata a Johannesburg per incontri con operatori artistici di quella metropoli e con esponenti della comunità regionale abruzzese.
Dopo il corso di studi in Beni Storico Artistici nell’Accademia di Belle Arti di L’Aquila e la specializzazione in Progettazione Museale presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, Valentina Colella intraprende un percorso di approfondimento di scenari che rimandano ad un concetto di opposizione esaltati nei vari passaggi dal reale al digitale.
La pittura, il disegno, le installazioni, i video, le fotografie e i frames attinti da internet sono i fantasmi di un discorso eroico, atemporale. In tal senso il progetto fotografico “Entrata/ uscita dalla gabbia”, del 2008, ha come soggetto la stanza, separata dalla linea appena visibile di una zanzariera, confine tra il dentro e il fuori; oppure la serie di fotografie “Valentina’s room”, (2009-2012), indaga la connessione tra l’immagine e la consapevolezza, documenta dinamiche mentali che si mescolano al flusso della vita, in uno spazio silenzioso, in cui gli oggetti pulsano, parlano.
Nel 2013 nella mostra WhiteOut, Hundred Years Gallery, Londra, comincia a sviluppare l’immagine di un volo estrapolato da Google Maps, indagine che si sviluppa in diverse tappe, nel 2014 con la mostra Attese Impossibili curata da Vittoria Biasi, Centro di Documentazione della Ricerca Artistica Contemporanea Luigi Di Sarro, Roma, nel 2014 partecipando alla BienaALfinDelMundo, Mar Del Plata, Argentina.
Nel 2015 il volo, tratto da una performance avvenuta su Facebook, e documentato con stampe, fa parte della mostra 2015 Gestures-Body Art Stories-Marina Abramovic & The Others, a cura di Valerio Dehò, Kaohsiung Museum of Fine Arts, Taiwan.
Nel 2016 con “… e poi accadde il bianco!” a cura di Vittoria Biasi, si conclude un ciclo importante del progetto esposto presso l’Istituto Italiano di Cultura di Colonia, Germania; il Museo Laboratorio Ex Manifattura Tabacchi, Città Sant'Angelo (Pe); il Museo Regionale dell’Emigrante, Introdacqua (Aq).
Con il progetto Learning, Valentina viene selezionata per la residenza 2016 / 2017 ARP Art Residency Project, Cape Town, Sud Africa”. (aise) 

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