PROGETTO S-P-HERITAGE: TRE UNIVERSITÀ A LAVORO PER STUDIARE LE VARIAZIONI DEL LIVELLO DEL MARE NEL PASSATO E NEL FUTURO

Progetto S-P-HERITAGE: tre università a lavoro per studiare le variazioni del livello del mare nel passato e nel futuro

MILANO\ aise\ - Le variazioni del livello del mare avvenute nel corso del Quaternario (ovvero gli ultimi 2,6 milioni di anni di storia del nostro pianeta) sono state in gran parte controllate dalle variazioni climatiche che hanno interessato la Terra e in modo particolare dall’alternarsi di fasi glaciali e interglaciali. Durante una glaciazione, ad esempio, l’espansione delle calotte e dei ghiacciai montani ha fatto sì che enormi quantità di acqua venissero stoccate e di conseguenza il livello del mare si è notevolmente abbassato. Questa alternanza di innalzamento ed abbassamento del livello del mare ha profondamente modificato la forma delle aree costiere contribuendo alla formazione di alte falesie di rocce, scavando profondi solchi legati al moto ondoso, costruendo e distruggendo le spiagge.
Lungo le coste della Liguria occidentale, ad esempio, questa alternanza di fasi ha permesso ai nostri antenati di occupare e sfruttare a fasi alterne le aree costiere. Nell’area del complesso dei Balzi Rossi (presso Ventimiglia) esiste un formidabile numero di riapri sotto roccia che sono stati occupati durante il Paleolitico da comunità la cui sussistenza era basata anche sulla presenza del mare.
S-P-HERITAGE, progetto FISR2019 finanziato con oltre 1 milione di euro dal Ministero dell’Università e della Ricerca, a cui collaborano oltre all'Università Statale di Milano, le Università di Pisa e di Genova, per i prossimi due anni studierà come è variato nell’area dei Balzi Rossi il livello del mare negli ultimi 400 mila anni e come, di conseguenza, le comunità archeologiche si sono adattate.
Il gruppo pisano studierà in dettaglio le variazioni del livello del mare, mentre i geoarcheologi del dipartimento di Scienze della Terra della Statale, assieme agli archeologi genovesi, studieranno i depositi archeologici conservati in alcuni ripari come ad esempio il Riparo Bombrini.
La ricerca permetterà di datare le fasi di occupazione umana di questa area e quale è stato lo stile di vita dei gruppi umani che si muovevano tra la costa e l’entroterra ligure.
L’indagine geomorfologica, inoltre, permetterà di valutare come sia variato livello del mare. Oltre alla valenza scientifica legata al popolamento umano, i dati relativi all’innalzamento del livello del mare avvenuto in passato verranno confrontati con curve che descrivono le variazioni climatiche avvenute sul pianeta, per chiarire quali sono i fattori che le hanno controllate. Questo, in ultima analisi, permetterà di elaborare modelli predittivi delle variazioni future del livello del mare guidate dall’attuale fase di cambiamento climatico e i loro effetti sulla conservazione del record archeologico nelle aree costiere. (aise) 

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