IL PAPA PREGA PER L’AMAZZONIA IN FIAMME

IL  PAPA PREGA PER L’AMAZZONIA IN FIAMME

ROMA\ aise\ - "Siamo tutti preoccupati per i vasti incendi che si sono sviluppati in Amazzonia. Preghiamo perché, con l’impegno di tutti, siano domati al più presto. Quel polmone di foreste è vitale per il nostro pianeta". Così Papa Francesco si è rivolto ai fedeli e pellegrini riuniti in piazza San Pietro per assistere ieri, domenica 25 agosto, alla recita dell’Angelus.
"Il Vangelo di oggi (cfr Lc 13,22-30) ci presenta Gesù che passa insegnando per città e villaggi, diretto a Gerusalemme, dove sa che deve morire in croce per la salvezza di tutti noi", ha esordito il Santo Padre. "In questo quadro, si inserisce la domanda di un tale, che si rivolge a Lui dicendo: "Signore, sono pochi quelli che si salvano?" (v. 23). La questione era dibattuta a quel tempo – quanti si salvano, quanti no… – e c’erano diversi modi di interpretare le Scritture al riguardo, a seconda dei testi che prendevano. Gesù però capovolge la domanda – che punta più sulla quantità, cioè "sono pochi?" – e invece colloca la risposta sul piano della responsabilità, invitandoci a usare bene il tempo presente. Dice infatti: "Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno" (v. 24)".
"Con queste parole", ha spiegato il Pontefice, "Gesù fa capire che non è questione di numero, non c’è il "numero chiuso" in Paradiso! Ma si tratta di attraversare fin da ora il passaggio giusto e questo passaggio giusto è per tutti, ma è stretto. Questo è il problema. Gesù non vuole illuderci, dicendo: "Sì, state tranquilli, la cosa è facile, c’è una bella autostrada e in fondo un grande portone…". Non ci dice questo: ci parla della porta stretta. Ci dice le cose come stanno: il passaggio è stretto. In che senso? Nel senso che per salvarsi bisogna amare Dio e il prossimo e questo non è comodo! È una "porta stretta" perché è esigente, l’amore è esigente sempre, richiede impegno, anzi, "sforzo", cioè una volontà decisa e perseverante di vivere secondo il Vangelo. San Paolo lo chiama "il buon combattimento della fede" (1Tm 6,12). Ci vuole lo sforzo di tutti i giorni, di tutto il giorno per amare Dio e il prossimo".
"E, per spiegarsi meglio, Gesù racconta una parabola", che Papa Francesco ha riportato ai fedeli. "C’è un padrone di casa, che rappresenta il Signore. La sua casa simboleggia la vita eterna, cioè la salvezza. E qui ritorna l’immagine della porta. Gesù dice: "Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta dicendo: "Signore, aprici". Ma egli vi risponderà: "Non so di dove siete" (v. 25)". Queste persone allora cercheranno di farsi riconoscere, ricordando al padrone di casa: "Io ho mangiato con te, ho bevuto con te… ho ascoltato i tuoi consigli, i tuoi insegnamenti in pubblico…" (cfr v. 26); "Io c’ero quando tu hai dato quella conferenza…". Ma il Signore ripeterà di non conoscerli e li chiama "operatori di ingiustizia". Ecco il problema! Il Signore ci riconoscerà non per i nostri titoli – "Ma guarda, Signore, che io appartenevo a quell’associazione, che io ero amico del tal monsignore, del tal cardinale, del tal prete…". No, i titoli non contano, non contano. Il Signore ci riconoscerà soltanto per una vita umile, una vita buona, una vita di fede che si traduce nelle opere".
"E per noi cristiani", ha proseguito il Papa, "questo significa che siamo chiamati a instaurare una vera comunione con Gesù, pregando, andando in chiesa, accostandoci ai Sacramenti e nutrendoci della sua Parola. Questo ci mantiene nella fede, nutre la nostra speranza, ravviva la carità. E così, con la grazia di Dio, possiamo e dobbiamo spendere la nostra vita per il bene dei fratelli, lottare contro ogni forma di male e di ingiustizia".
"Ci aiuti in questo la Vergine Maria", ha invocato il Santo Padre. "Lei è passata attraverso la porta stretta che è Gesù. Lo ha accolto con tutto il cuore e lo ha seguito ogni giorno della sua vita, anche quando non capiva, anche quando una spada trafiggeva la sua anima. Per questo la invochiamo come "Porta del cielo": Maria, Porta del cielo; una porta che ricalca esattamente la forma di Gesù: la porta del cuore di Dio, cuore esigente, ma", ha concluso, "aperto a tutti noi". (aise)


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