NEL BATTESIMO CI SONO LE RADICI DELLA NOSTRA VITA IN DIO

NEL BATTESIMO CI SONO LE RADICI DELLA NOSTRA VITA IN DIO

foto Osservatore Romano

ROMA\ aise\ - “Rinnovo a tutti l’invito a conservare sempre viva e attuale la memoria del proprio Battesimo. Lì ci sono le radici della nostra vita in Dio; le radici della nostra vita eterna, che Gesù ci ha donato con la sua Incarnazione, Passione, Morte e Risurrezione”. Così Papa Francesco al termine dell’Angelus recitato insieme ai fedeli a Piazza San Pietro nella giornata in cui la Chiesa, al termine del Tempo liturgico del Natale, ha celebrato la festa del Battesimo di Gesù.
“La liturgia – ha esordito il Santo Padre – ci chiama a conoscere più pienamente Gesù del quale, da poco, abbiamo celebrato la nascita; e per questo – ha spiegato – il Vangelo illustra due elementi importanti: il rapporto di Gesù con la gente e il rapporto di Gesù con il Padre. Nel racconto del battesimo, conferito da Giovanni il Battista a Gesù nelle acque del Giordano, vediamo anzitutto il ruolo del popolo. Gesù è in mezzo al popolo. Esso non è solamente uno sfondo della scena, ma è una componente essenziale dell’evento”.
“Prima di immergersi nell’acqua, - ha ricordato il Papa – Gesù si “immerge” nella folla, si unisce ad essa assumendo pienamente la condizione umana, condividendo tutto, eccetto il peccato. Nella sua santità divina, piena di grazia e di misericordia, il Figlio di Dio si è fatto carne proprio per prendere su di sé e togliere il peccato del mondo: prendere le nostre miserie, la nostra condizione umana. Perciò anche quella di oggi è una epifania, perché andando a farsi battezzare da Giovanni, in mezzo alla gente penitente del suo popolo, Gesù manifesta la logica e il senso della sua missione”.
“Unendosi al popolo che chiede a Giovanni il Battesimo di conversione, - ha osservato Papa Francesco – Gesù ne condivide anche il desiderio profondo di rinnovamento interiore. E lo Spirito Santo che discende sopra di Lui “in forma corporea, come una colomba” è il segno che con Gesù inizia un mondo nuovo, una “nuova creazione” di cui fanno parte tutti coloro che accolgono Cristo nella loro vita. Anche a ciascuno di noi, che siamo rinati con Cristo nel Battesimo, sono rivolte le parole del Padre: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”. Questo amore del Padre, che abbiamo ricevuto tutti noi nel giorno del nostro Battesimo, - ha quindi sottolineato il Papa – è una fiamma che è stata accesa nel nostro cuore, e richiede di essere alimentata mediante la preghiera e la carità”.
Il secondo elemento sottolineato dall’evangelista Luca, ha proseguito, “è che, dopo l’immersione nel popolo e nelle acque del Giordano, Gesù si “immerge” nella preghiera, cioè nella comunione col Padre. Il battesimo è l’inizio della vita pubblica di Gesù, della sua missione nel mondo come inviato del Padre per manifestare la sua bontà e il suo amore per gli uomini. Tale missione è compiuta in costante e perfetta unione con il Padre e con lo Spirito Santo. Anche la missione della Chiesa e quella di ognuno di noi, per essere fedele e fruttuosa, è chiamata ad “innestarsi” su quella di Gesù. Si tratta di rigenerare continuamente nella preghiera l’evangelizzazione e l’apostolato, per rendere una chiara testimonianza cristiana non secondo i progetti umani, ma secondo il piano e lo stile di Dio”.
“Cari fratelli e sorelle, la festa del Battesimo del Signore è una occasione propizia per rinnovare con gratitudine e convinzione le promesse del nostro Battesimo, impegnandoci a vivere quotidianamente in coerenza con esso. È molto importante – ha ribadito Francesco – anche, come vi ho detto svariate volte, conoscere la data del nostro Battesimo. Io potrei domandare: “Chi di voi conosce la data del suo Battesimo?”. Non tutti, di sicuro. Se qualcuno di voi non la conosce, tornando a casa, la chieda ai propri genitori, ai nonni, agli zii, i padrini, agli amici di famiglia… Chieda: “In quale data sono stato battezzato, sono stata battezzata?”. E poi non dimenticarla: che sia una data custodita nel cuore per festeggiarla ogni anno. Gesù, che ci ha salvati non per i nostri meriti ma per attuare la bontà immensa del Padre, ci renda misericordiosi verso tutti. La Vergine Maria, Madre di Misericordia, - ha concluso – sia la nostra guida e il nostro modello”. (aise) 

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