83° CONGRESSO INTERNAZIONALE DELLA DANTE: IL SALUTO DI MATTARELLA

83° CONGRESSO INTERNAZIONALE DELLA DANTE: IL SALUTO DI MATTARELLA

ROMA\ aise\ - "Gli italiani e gli "amici dell’Italia" all’estero rendono il nostro Paese ancor più suggestivo; e più protagonista nel mondo". Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel videomessaggio inviato in occasione dell'83° Congresso Internazionale della Società Dante Alighieri, che si è aperto ieri a Buenos Aires.
Nel rivolgere un saluto ai partecipanti al congresso, che si svolge presso l’Università cattolica di Buenos Aires, Mattarella ha osservato che "è la prima volta, da quando la Dante è stata fondata, che il suo congresso avviene fuori dal territorio italiano. E non è certo un caso", ha aggiunto, "che questo avvenga in Argentina, Paese da sempre legato all’Italia, anzitutto per il gran numero di suoi cittadini di origine italiana, per i tanti italiani che vi sono immigrati e i loro discendenti".
Il capo dello Stato ha inviato "un pensiero affettuoso ai tanti figli e nipoti di italiani che vivono, con orgoglio e con grande passione, l’attaccamento alla Madrepatria. L’Italia vi vuol bene", ha detto Mattarella, "vi apprezza molto e vi ha sempre presenti".
"La novità di un congresso fuori dal territorio nazionale", ha proseguito il presidente Mattarella, "è pienamente coerente con il carattere e la missione della Società Dante Alighieri. Era ed è significativo che, nel manifesto-appello, della sua fondazione, redatto da Giosuè Carducci, si legga: "La Patria non è tutta dentro i confini materiali dello Stato". Sono parole importanti, impegnative, di grande significato, perché la Patria", ha confermato Mattarella, "non si esaurisce nel suo territorio: è un ideale, un sentimento di appartenenza: a una storia, a una cultura, a una tradizione, a un sistema di valori".
"Ci si può sentire ed essere italiani pur essendo lontani migliaia di chilometri. Circostanza, questa, ormai, non più di ostacolo a una relazione intensa e costante", ha sottolineato. "Si può, inoltre, essere amici dell’Italia amando, conoscendo e coltivando la sua arte, la sua cultura, la sua musica, la sua cucina e praticando la sua lingua". D’altro canto, ha continuato il presidente della Repubblica, "la globalizzazione, per un verso, rende i soggetti nazionali più piccoli, ma, d’altro lato, proietta idee, culture, consuetudini e prodotti dell’ingegno e dell’arte, in uno spazio, immensamente più vasto".
"In questo spazio di dimensioni planetarie e di grande dinamismo", ha detto Mattarella, "la lingua italiana può trovare e trova ulteriore impulso e ancor maggiore interesse. Si tratta di una sfida affascinante e ineludibile".
Mattarella è d’accordo con il presidente della Dante, Andrea Riccardi: "è il momento di passare da un atteggiamento conservativo-difensivo della lingua italiana a uno più dinamico e propositivo. Promuovendo la lingua italiana non soltanto tra chi ha origini italiane, ma tra tutti coloro - e sono tanti - che guardano all’Italian style con attenzione e ammirazione".
"Voi", si è avviato infine a concludere Mattarella, "soci, amici e studenti della Dante Alighieri, attraverso la diffusione della lingua, siete portatori della cultura italiana nel mondo. Italiani e amici dell’Italia all’estero, rendono il nostro Paese ancor più suggestivo e più protagonista nel mondo". (aise)


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