ANCHE L’ITALIANA TODINI NELLA COMMESSA DA 81 MILIONI ALLA CENTRALE DI GABCÍKOVO

ANCHE L’ITALIANA TODINI NELLA COMMESSA DA 81 MILIONI ALLA CENTRALE DI GABCÍKOVO

BRATISLAVA\ aise\ - “Dopo oltre un anno e mezzo dall’annuncio della gara internazionale, e diversi anni di attesa per una operazione non più rimandabile, è stato selezionato il vincitore dell’appalto per la revisione generale della centrale elettrica di Gabcíkovo (VEG), la più grande centrale idroelettrica slovacca che si trova sul corso del Danubio poche decine di chilometri ad est della capitale. La società statale Vodohospodárska výstavba (VVB), che da quattro anni gestisce la centrale elettrica di Gabcíkovo, ha assegnato il mese scorso la commessa da 81 milioni di euro a un consorzio denominato Združenie Gabcíkovo, composto dalle società slovacche CEDIS (capofila del consorzio) e HANT BA, insieme alla ceca Strojírny Brno e all’azienda italiana Todini Costruzioni Generali”. A darne notizia è “Buongiorno Slovacchia”, quotidiano online diretto a Bratislava da Pierluigi Solieri.
“Secondo le stime di VVB, l’oggetto dell’appalto aveva un valore di 71 milioni di euro, oltre a Iva. Dai documenti di gara risulta che altri due candidati erano entrati in competizione, entrambi cechi: la società Metrostav, che aveva offerto di eseguire il lavoro per 99 milioni di euro e la società CKD Blansko Engineering, che ha chiesto 127 milioni di euro.
L’operazione di manutenzione straordinaria alla centrale ha lo scopo di ripristinare la piena funzionalità dell’impianto, che da tempo non veniva revisionata, oltre a prevenire guasti e migliorare la sicurezza generale del sito, compresa la revisione generale delle turbine di generazione dell’elettricità e l’acquisizione di nuove attrezzature con la loro messa in servizio.
Lo Stato slovacco ha ripreso il controllo della gestione della centrale di Gabcíkovo nel marzo 2015 attraverso la società VVB, dopo che l’allora primo ministro Robert Fico ha rescisso anticipatamente il contratto di affitto in essere con Slovenské elektrárne, il produttore di energia elettrica nazionale allora controllato per i due terzi dal gruppo italiano Enel (la cui quota oggi è per metà in mano ai cechi di EPH). Tra le ragioni per invalidare con grande anticipo un contratto che sarebbe scaduto nel 2036, il governo citava anche la presunta indisponibilità di Slovenské elektrárne ad effettuare una revisione generale della centrale elettrica di Gabcíkovo, che anno dopo anno diventava sempre più urgente secondo i funzionari del governo.
La centrale idroelettrica di Gabcíkovo, con capacità installata totale di 720 megawatt, è in funzione dal 1992. Comprende otto turbogeneratori, che sono stati gradualmente messi in funzione tra il 1992 e il 1995. Secondo l’impresa statale Vodohospodárska výstavba, che ne gestisce la proprietà per conto dello Stato, le sue infrastrutture sono tecnicamente consumate”. (aise) 

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