ARCOBELLI (CTIM-CGIE): ANCORA UN ATTACCO AL "COLUMBUS DAY"

ARCOBELLI (CTIM-CGIE): ANCORA UN ATTACCO AL "COLUMBUS DAY"

WASHINGTON\ aise\ - “Un altro attacco ideologico contro il patrimonio tradizionale e culturale degli italoamericani”. Sono queste le parole di Vincenzo Arcobelli, presidente CTIM - Comitato Tricolore Italiani nel Mondo - e consigliere CGIE negli Stati Uniti, a sostegno della presidente AIAE - Association of Italian American Educators - Josephine Maietta. Quest’ultima si è infatti schierata contro la risoluzione dell’Associazione Nazionale degli Educatori degli Stati Uniti (NEA) che si è esposta a favore della sostituzione del “Columbus Day” con la “Giornata del popolo indigeno”.
“Auspico - fa sapere Arcobelli - che in molti potranno inviare una lettera, via email, all’attenzione della presidenza della NEA per convincere l’organizzazione a lasciare in pace l’unica celebrazione dedicata agli italo-americani”.
Nella sua lettera di critica, Maietta esorta i discendenti italiani e tutta la comunità italoamericana a “obiettare fermamente alla risoluzione della NEA per eliminare il Columbus Day”, così da cercare di “ribaltare la risoluzione” della NEA, che “discrimina” gli italo-discendenti.
Tale risoluzione è stata approvata nel luglio scorso dalla National Education Association, ritenendo che “la storia della colonizzazione debba essere conosciuta e riconosciuta in ogni Stato. E per fare ciò, il Columbus Day dovrebbe essere ribattezzato come Indigenous People’s Day (Giornata dei Popoli Indigeni, ndr), in riconoscimento delle prime popolazioni indigene che vivevano negli Stati Uniti prima delle colonizzazioni degli europei. Come associazione educativa, riconoscere, osservare e celebrare la storia dei fatti è importante per mantenere la nostra integrità accademica”, sostengono i promotori della risoluzione.
Nella sua risposta, la presidente AIAE Maietta ha fatto presente alla NEA di avere “problemi con la storia e la geografia, poiché Colombo non è mai sbarcato negli Stati Uniti continentali, ma in Paesi indipendenti, quali la Repubblica Dominicana, Cuba e Porto Rico. La colonizzazione degli Stati Uniti continentali proveniva dal Nord Europa, non dall’Italia”.
Ma “la National Education Association - continua Maietta - afferma di essere la voce dei professionisti dell’educazione. La loro missione è quella di sostenere questi ultimi e di unire i loro membri con la nazione, cercando di mantenere la promessa dell’educazione pubblica e di preparare tutti gli studenti a riuscire in un mondo diverso e interdipendente. Molti di noi sono legati alla NEA attraverso i sindacati degli insegnanti e le istituzioni educative. Eppure a nessuno dei discendenti italiani e della comunità italiana è stato chiesto cosa pensassero del Columbus Day o della posizione politica sulla risoluzione della comunità”.
“L’ufficio del censimento degli Stati Uniti - conclude l’esponente della comunità italoamericana - stima che ci siano 630mila insegnanti italo-discendenti, dall’asilo nido all’università. Mentre il numero di studenti italoamericani negli Stati Uniti sfiora i 5 milioni. La risoluzione della NEA, dunque, avrebbe un impatto negativo su circa il 65% della comunità italoamericana. Più che essere protetta dall’educazione, la nostra comunità sembra essere discriminata”. (aise)


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