AUSTRALIA DONNA HA 20 ANNI – DI SARA BAVATO

AUSTRALIA DONNA HA 20 ANNI – di Sara Bavato

PADOVA\ aise\ - ““Un luogo per stimolare l’incontro e il dialogo”, per raccogliere le voci delle donne d’origine italiana in Australia. Ha spento venti candeline l’Associazione Australia Donna, pioniera anche nella creazione dell’omonimo sito internet bilingue “Australia Donna” (http:// australiadonna.org.au). Oggi, come allora, l’obiettivo rimane quello di rendere vive e accessibili immagini, testimonianze e storie femminili, come ci ha raccontato Daniela Costa, fondatrice assieme a un piccolo gruppo di volontarie di base ad Adelaide”. A scriverne è Sara Bavato nel numero di ottobre del “Messaggero di Snat’Antonio – edizione per l’estero”.
“L’idea, a seguito di una conferenza del CGIE, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, era stata quella di creare un network per dare risalto al contributo attivo delle donne italo-australiane nella società e, con una certa lungimiranza, la scelta più adatta per creare questa rete ricadde su uno spazio online.
Accanto alla raccolta di articoli e biografie, negli anni l’appassionato comitato ha sviluppato diversi progetti in collaborazione con il governo statale del South Australia, le università e le associazioni locali che raccontano l’emigrazione attraverso le voci delle protagoniste. Tutte disponibili online, le iniziative si caratterizzano per l’attenzione e la sensibilità nei confronti degli argomenti trattati e l’accurata preparazione delle volontarie con workshop e seminari.
In una serie di sei videoregistrazioni dal titolo “Lingua e patrimonio”, altrettante italiane di prima generazione, accompagnate dalle figlie e, in alcuni casi, dalle nipoti, hanno raccontato il loro ruolo di mediatrici culturali tra Italia e Australia.
“Abbiamo esplorato il significato e l’esperienza che avevano avuto di trasferire la lingua e le tra dizioni italiane – ricorda Costa –. Lo abbiamo visto da una prospettiva femminile, riaffermando il ruolo centrale della donna nell’emigrazione: ovvero ricostituire un forte nucleo famigliare che naturalmente trova la sua espressione più gioiosa e felice – quella che resta poi nel ricordo – nello stare insieme e nel cibo”.
È il linguaggio della famiglia che ha fatto sì che le seconde e terze generazioni potessero mantenere vivo un collegamento con la cultura e la lingua italiane, un legame spesso consolidato con le visite nei paesi d’origine. La storia dell’emigrazione viene anche raccontata attraverso “il ruolo essenziale delle donne nel costruire e mantenere in vita le associazioni regionali” del South Australia (in particolare i club di Campania, Toscana, Marche e il Fogolâr Furlan).
Spesso, dietro le quinte, queste signore hanno avuto l’opportunità di raccontarsi senza filtri, dal momento che, come conclude Costa, “il sito riporta le testimonianze senza mediazioni né modifiche””. (aise) 

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