“CERCA IL TUO AVO”: STRUMENTO ONLINE PER SCOPRIRE L’ORIGINE DEGLI EMIGRATI BELLUNESI

“CERCA IL TUO AVO”: STRUMENTO ONLINE PER SCOPRIRE L’ORIGINE DEGLI EMIGRATI BELLUNESI

BELLUNO\ aise\ - Si chiama Cerca il tuo avo ed è il nuovo strumento del Centro Studi sulle Migrazioni “Aletheia” presentato sabato scorso dall’Associazione Bellunesi nel Mondo nella propria sede. Una banca dati in cui saranno riversate le informazioni contenute nei registri parrocchiali della provincia di Belluno. Navigando tra i campi si potrà conoscere data e luogo di nascita dei propri avi, oltre al registro parrocchiale di riferimento. In alcuni casi saranno presenti anche informazioni sulle rotte migratorie: spostamenti, viaggio per mare ed eventuali familiari al seguito.
“Con “Cerca il tuo avo” vogliamo mettere a disposizione una banca dati indispensabile per chi vuole fare ricerca sul fenomeno migratorio bellunese, ma anche per i singoli discendenti desiderosi di ricostruire il proprio albero genealogico o scoprire in quale comune sono nati i propri avi - ha detto la vicepresidente Abm, Patrizia Burigo -. Certo, questo è solo l’inizio. Ci vorranno anni, costanza e pazienza per completare questa banca dati, ma dovevamo partire e così è stato”.
L’inserimento dei dati sarà effettuato da volontari formati dal personale Abm e questi opereranno in tutto il territorio provinciale. “La situazione attuale - ha aggiunto Burigo - data l’emergenza Covid-19, non ci permette di affrontare a pieno regime la digitalizzazione dei registri, ma una volta passata questa pandemia l’operatività sarà al 100%”.
La banca dati del Centro Studi sulle Migrazioni “Aletheia” non parte comunque da zero, spiegano dall’Abm. Attualmente, infatti, sono stati caricati oltre 2500 record di capifamiglia bellunesi emigrati in Brasile tra il 1875 e il 1950. Questo grazie al lavoro certosino del consigliere Abm Luisa Carniel che, in videoconferenza, ha illustrato la sua ricerca. “Le schede che ho attualmente caricato nel nostro database - ha sottolineato la Carniel - corrispondono a oltre 2500 nuclei famigliari bellunesi emigranti in Brasile. I campi compilati riguardano nome e cognome del capofamiglia; soprannome se conosciuto; data di nascita; comune di nascita; località di residenza; anno di emigrazione; anno di morte; numero dei componenti il nucleo familiare; nome del vapore; traversata transoceanica; Stato e località di destinazione in Brasile; fonte; note: paternità, nomi e date di nascita dei familiari partiti in quella circostanza”.
La ricerca può essere fatta inserendo, nel campo specifico, il cognome del capofamiglia emigrato, ma anche attraverso il nome, l’anno di nascita, il luogo di nascita o addirittura sommando i diversi campi appena citati.
In questa ricerca la Carniel ha consultato venticinque archivi parrocchiali presenti nelle zone del Feltrino, Valbelluna e Agordino, oltre all’archivio digitale brasiliano “Arquivo Nacional”, che le ha permesso di trovare le liste dei passeggeri dei bastimenti salpati per il Brasile, a partire dal 1876, e l’elenco degli emigranti ospitati presso le hospedarie. La sua analisi si è poi concentrata attraverso la lettura di numerosi volumi, riferiti all’emigrazione in Brasile, presenti nel catalogo della Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”.
“Dal mio studio si evince come per oltre il 60% degli emigranti si conosce il nome del vapore che ha permesso loro la traversata oceanica. Alcune curiosità? I cognomi più diffusi sono Rech, Grando e Bof, mentre l’emigrante più anziano è Gioacchino Rech partito da Belluno all’età di 88 anni”, ha evidenziato ancora la vicepresidente dell’associazione di emigranti.
Questo e molto altro è già fruibile online. Basta entrare nel sito del Centro Studi sulle Migrazioni “Aletheia”. “Abbiamo anche attivato una serie di funzioni - ha sottolineato Marco Crepaz, direttore dell’Abm - affinché tutti i record siano costantemente aggiornati. Per questo motivo in ogni scheda è presente un form in cui si lancia l’invito a inviarci eventuali correzioni o aggiunte da fare. Da sempre la nostra Associazione crede nell’interattività e nella condivisione con i propri soci e, in questo caso, utenti”.
“Inoltre - ha concluso Crepaz - è attiva anche una chat per supportare gli utenti nella loro ricerca in particolar modo riferita ai cognomi. In molti casi infatti il cognome all’estero veniva modificato o storpiato”. (aise) 

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