COMMERCIO ESTERO E DINTORNI

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ROMA – focus/ aise – Il 2020 rappresenta un turning point degli attuali assetti politici ed economici internazionali: inizierà con l’entrata in carica della nuova Commissione europea e terminerà con le elezioni americane di novembre. Quali saranno, in questo contesto, i principali driver politici ed economici? L’Europa può ritrovare se stessa o rimarrà schiacciata nelle logiche del confronto bipolare? Come rilanciare il multilateralismo?
Questi i temi al centro de “Il mondo nel 2020. Opportunità e rischi per le imprese” conferenza in programma il 23 gennaio prossimo nella sede di Assolombarda a Milano, organizzata nell’ambito dell’Osservatorio Geoeconomia promosso da ISPI e Intesa Sanpaolo, in collaborazione con Sace.
Ai lavori – che inizieranno alle 10.00 - parteciperanno, tra gli altri Alberto Bombassei, Presidente, Brembo; Silvia Candiani, Amministratore Delegato, Microsoft Italia; Fabrizio Di Amato, Presidente, Maire Tecnimont; Manlio Di Stefano, Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale; Roberto Gavazzi, Amministratore Delegato, Boffi; Paolo Magri, Vicepresidente Esecutivo e Direttore, ISPI; Giampiero Massolo, Presidente, ISPI e Fincantieri; Alessandro Scarabelli, Direttore Generale, Assolombarda; Marco Sesana, Amministratore Delegato, Generali Italia; Alessandro Terzulli, Chief Economist, Sace.
Il Commissariato Generale di Sezione dell’Italia a Expo 2020 Dubai e Confcommercio-Imprese per l’Italia hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa per favorire la partecipazione delle piccole e medie imprese italiane all’Esposizione Universale di Dubai 2020 in programma nella città emiratina dal 20 ottobre 2020 al 10 aprile 2021.
Il Protocollo, firmato dal Commissario italiano per Expo Paolo Glisenti e dal Presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, ha l’obiettivo di valorizzare la presenza delle imprese italiane del commercio, dei servizi, del turismo e della logistica che sperimentano e adottano innovazioni di prodotto e di processo relative ai temi della partecipazione italiana all’Esposizione Universale, compresa la diffusione e la promozione di percorsi formativi dedicati all’elaborazione di nuovi modelli imprenditoriali e alla creazione di nuove competenze.
L’obiettivo sarà perseguito attraverso la realizzazione di eventi, iniziative e occasioni di confronto nelle città e nei territori, luoghi privilegiati della rappresentanza del sistema Confcommercio, e con momenti formativi all’interno di Expo per valorizzare le piccole e medie imprese italiane, nella loro integrazione con le nuove tecnologie e l’innovazione.
“Due sfide attendono consorzi e cantine del Veneto, prima regione d’Italia esportatrice di vini, per il riposizionamento nei mercati internazionali: la Brexit e la conquista di nuovi mercati nei paesi emergenti”. Ad affermarlo è stato l’assessore di Regione Veneto all’agricoltura, Giuseppe Pan, a Lonigo, durante un focus sui mercati del vino nell’ambito del Consuntivo della vendemmia 2019 nel Veneto.
La vendemmia 2019, con 13,5 milioni di quintali di uva raccolta e lavorata inferiori solo all’annata eccezionale 2018 quando furono vinificati oltre 16 milioni di quintali di uve, conferma il trend in costante aumento della produzione del settore vitivinicolo veneto.
“Con 14 Docg, 29 Doc e 10 Igt il Veneto è la regione con il maggior numero di “etichette d’origine”, a riprova dei grandi investimenti in qualità e tipicità effettuati dai nostri viticoltori - ha detto Pan -. E l’orientamento delle politiche regionali è volto stabilmente a sostenere un settore che rappresenta la locomotiva dell’agroalimentare regionale e che, con 2,2 miliardi di euro di export, vale da solo un terzo del totale nazionale”.
Negli ultimi 12 mesi, la Regione Veneto – ha affermato Pan - ha sostenuto il settore vitivinicolo con oltre 46,5 milioni di contributi, suddivisi tra aiuti per la “Ristrutturazione e riconversione dei vigneti”, sostegno agli investimenti materiali ed immateriali e promozione sui mercati dei Paesi terzi volti a sostenere i vini veneti extra UE.
Complessivamente il settore vitivinicolo veneto ha beneficiato negli ultimi 12 anni di quasi 600 milioni di euro di risorse pubbliche, tra fondi del Piano nazionale di sostegno e risorse del Programma di sviluppo rurale.
“Si tratta di un investimento ingente, volto a premiare la qualità – ha sottolineato Pan – dettato dal valore strategico del settore, che rappresenta il nostro biglietto da visita nel mondo non solo dal punto di vista economico, ma anche culturale e paesaggistico, nonché dalle sue ottime performances nella gestione degli investimenti, che registrano percentuali infinitesimali di decadenza nelle domande di aiuti pubblici”.
“Ora – ha evidenziato l’assessore - è giunto il momento di avviare, insieme a produttori e all’intera filiera vitivinicola, una riflessine a 360° su come orientare al meglio le politiche future dei sostegni pubblici e la leva degli investimenti privati: le maggiori DOC del Veneto, dal sistema Prosecco a quello della Valpolicella alla nuova doc interregionale del Pinot Grigio, hanno deciso, dopo anni di crescita, di bloccare l'aumento delle superfici per salvaguardare il legame vincente tra vino e contesto geografico e prevenire altalene congiunturali. Una scelta, questa, di gestione attenta del marchio e del potenziale produttivo che suggerisce di puntare di più e meglio al posizionamento sui mercati, alla promozione di filiere e “sistemi del vino”, alla presenza nei nuovi paesi emergenti, anche per diversificare il rischio rispetto alle incertezze create dalla Brexit (il Regno Unito vale il 20 per cento del nostro export) e dalla minaccia dei dazi statunitensi”.
Tra le strategie di investimento futuro necessarie anche per far breccia in nuovi mercati, Pan ha messo al primo posto l’attenzione alla riconversione ambientale: “i nuovi mercati e le nuove generazioni di consumatori sono sempre più sensibili alla sostenibilità ambientale e su questo dobbiamo tutti investire, in termini di progetti di ricerca, di collaborazioni con istituti scientifici e tecnici, di sperimentazioni culturali, come le superfici vitate a biologico, i filari in quota e i vitigni resistenti”. (focus\ aise) 

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