COOPERAZIONE GIUDIZIARIA: DE RAHO INCONTRA LA PROCURATRICE GENERALE DELLA REPUBBLICA BRASILIANA

COOPERAZIONE GIUDIZIARIA: DE RAHO INCONTRA LA PROCURATRICE GENERALE DELLA REPUBBLICA BRASILIANA

BRASILIA\ aise\ - “Priorità assoluta”. Sono state queste le parole utilizzate mercoledì scorso della procuratrice generale della Repubblica brasiliana Raquel Dodge durante l’incontro con il procuratore nazionale antimafia italiano Federico Cafiero De Raho. Al centro della discussione la cooperazione giudiziaria fra Italia e Brasile, e, dunque, sul processo di estradizione di Nicola e Patrick Assisi, sospettati di essere intermediari della “Ndrangheta”.
Padre e figlio sono stati arrestati nei giorni scorsi dalla Polizia Federal e dai Carabinieri di Torino a Praia Grande con l’accusa di spaccio internazionale.
La procuratrice Dodge ha informato il magistrato italiano di aver già attivato le pratiche, come da richiesta italiana, per l’estradizione dei sospettati. L’Italia ha fatto inoltre richiesta per la condivisione delle prove, e quindi delle registrazioni telefoniche che coinvolgono membri dell'organizzazione criminale Ndrangheta.
Durante la riunione, la procuratrice brasiliana ha anche sottolineato che le indagini, a seguito della richiesta di cooperazione internazionale, sono quasi complete e che il materiale raccolto verrà inoltrato al Dipartimento per il recupero dei beni e la cooperazione internazionale. Ha rivelato inoltre della possibilità di formare una squadra investigativa congiunta tra i pubblici ministeri del Brasile e dell'Italia, per indagare sui crimini commessi dall’organizzazione criminale in entrambi i paesi.
Nella valutazione del Pubblico Ministero brasiliano, la cooperazione tra Brasile e Italia è diventata sempre più rapida ed efficiente. L'ottimizzazione del processo è stata inoltre migliorata a causa di un cambiamento nella metodologia in caso di richieste di estradizione, con la centralizzazione del monitoraggio prioritario delle procedure da parte del Segretariato di cooperazione internazionale. In tutto, il PM brasiliano ha agito in nove procedimenti di estradizione formulati dalle autorità italiane.
Durante l’incontro è stato firmato anche un nuovo protocollo d’intesa per la cooperazione tra il Pubblico Ministero Federale del Brasile e la Direzione Nazionale Antimafia d’Italia, organo di coordinamento delle investigazioni per i crimini commessi dal crimine organizzato. L’accordo fu siglato per la prima volta nel 2005 per combattere le associazioni mafiose. Il nuovo documento, invece, oltre ad un aggiornamento generale, prevede lo scambio di informazioni sul crimine organizzato che coinvolge i due paesi, indipendentemente dalla richiesta precedente, rendendo il flusso delle procedure ancora più agile.
I due procuratori, infine, hanno stabilito che fra due settimane i pubblici ministeri dei due paesi indicheranno i loro punti di contatto e, da quel momento in poi, verificheranno i casi comuni in modo che i pubblici ministeri responsabili della Repubblica scambino direttamente le informazioni tra loro.
De Raho si è detto soddisfatto dell'accordo raggiunto, richiamando l'attenzione sulla digitalizzazione dei crimini transnazionali che sfidano le autorità di polizia e la magistratura. Per lui, mai come adesso, la cooperazione internazionale agile e diretta rappresenta un’alleata fondamentale per combattere i reati transfrontalieri.
Il procuratore ha ricordato anche che i due paesi hanno agende simili per la lotta al crimine: “questo è un passo importantissimo nell’agenda che unisce il Brasile e l’Italia per contrastare la corruzione”, ha detto.
All’incontro hanno preso parte anche il giudice Giovanni Tartaglia, il ministro consigliere dell’Ambasciata italiana Fernando Pallini di San Lorenzo, l’addetto alla sicurezza dell’Ambasciata italiana Fabrizio di Simio, il viceprocuratore generale della Repubblica brasiliana Luciano Mariz Maia e il segretario aggiunto della Cooperazione Internazionale di MPF Carlos Bruno Ferreira. (aise) 

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