FARE RETE (2)

Fare rete (2)

ROMA – focus/ aise - L'artista romano Lucamaleonte parteciperà alla 5° edizione di IPAF - International Public Art Festival, partito a Cape Town in queste ore e che si concluderà il prossimo 14 febbraio 2021. Lucamaleonte contribuirà alla creazione di un murale durante una performance collettiva di vari artisti locali e internazionali, con enormi creazioni di arte pubblica che si concentrano sui principi della sostenibilità economica, sociale e ambientale. L'evento è organizzato dall'Istituto Italiano di Cultura della città sudafricana insieme all'Ambasciata d'Italia e Baz Art.
Il 5° Festival Internazionale di Arte Pubblica (IPAF) si svolgerà a Salt River e dintorni e si concentrerà su tre punti: creatività, sostenibilità e sicurezza. Esaminerà anche sulle possibilità di rispondere ai bisogni di oggi senza compromettere il mondo che le nostre generazioni future erediteranno. L'iniziativa della Ong Baz-Art è un evento unico che mette in mostra i migliori artisti di murales locali e internazionali. Gli artisti creeranno opere d'arte giganti sui muri di Salt River per il beneficio della comunità e dei visitatori da apprezzare e conoscere. IPAF offre al pubblico una piattaforma per vedere l'arte e allo stesso tempo collega artisti internazionali e locali con le comunità in modo significativo e interattivo.
Lucamaleonte è nato a Roma nel 1983, dove vive e lavora. Laureato all’Istituto Centrale per il Restauro, è attivo nel campo della StencilArt dal 2001. È entrato a contatto con la street art realizzando stencil sui muri di Roma, approdando in poco tempo alla produzione di opere più elaborate dipinte su tela. Ha sviluppato uno stile molto personale, ottenendo stencil elaborati a più livelli realizzando immagini con una resa quasi fotografica. Ha partecipato, nel corso degli anni, a diverse esposizioni sia in gallerie italiane, sia all’estero (Stati Uniti, Australia e altre ancora), la sua ultima esposizione è stata a maggio 2008 al Can’s Festival di Londra. In collaborazione con Sten e Lex, Lucamaleonte è impegnato anche nell’organizzazione di eventi legati alla street art, come l’International Poster Art, mostra internazionale di poster, giunta ormai alla terza edizione.
Si svolgerà alle 11.00 di sabato prossimo, 13 febbraio, davanti alla Burchardstrasse 11 nel quartiere Kontorhaus di Amburgo, sede del gruppo editoriale Bauer, alla presenza del Console Generale d’Italia ad Hannover, Giorgio Taborri, la deposizione di una “pietra di inciampo”, in ricordo degli internati militari italiani che erano in prigionia nei campi di lavoro forzato in tre edifici dell’area.
La “pietra di inciampo” normalmente contiene il numero dei deportati e uccisi durante il nazionalsocialismo e viene depositata là dove in quel tempo c’era la fermata dell’autobus dalla quale partivano i camion che deportavano le vittime, al loro sterminio. Quella di Amburgo conterrà la scritta: “Heinrich-Bauer-Haus, costruita nel 1924. Dal 1943 al 1945 è stata il lager per 700 internati italiani destinati ai lavori forzati presso ditte amburghesi. Furono sfruttati, privati dei diritti e maltrattati. Il ricordo per noi è un ammonimento: MAI PIÙ”.
L’iniziativa delle “Pietre di inciampo” è dovuta all'artista tedesco Gunter Demnig che nel 1992 a Colonia in ricordo di mille tra Sinti e Rom deportati nel maggio del 1940, ha installato la prima “memoria”, una piccola targa d'ottone della dimensione di un sampietrino (10 × 10 cm). La “pietra di inciampo” viene posta davanti alla porta della casa in cui abitò la vittima del nazismo o nel luogo in cui fu fatta prigioniera. Sulla pietra sono incisi il nome della persona, l'anno di nascita, la data, l'eventuale luogo di deportazione e la data di morte, se conosciuta. Questo tipo di informazioni intendono ridare individualità a chi si voleva ridurre soltanto a numero.
Le “pietre d'inciampo” vengono posate in memoria delle vittime del nazismo, indipendentemente da etnia e religione. L'espressione "pietra di inciampo" viene dalla Bibbia e dall’Epistola ai Romani di Paolo da Tarso. La parola "inciampo" deve intendersi non in senso fisico, ma visivo e mentale, per far fermare a riflettere chi vi passa vicino e si imbatte, anche casualmente, nell'opera.
Nel 2019 sono 71.000 le pietre installate. La cinquantamillesima pietra è stata posata a Torino. Le targhette di ottone si possono trovare in quasi tutti i paesi che furono occupati durante la seconda guerra mondiale dal regime nazista tedesco, inoltre anche in Svizzera, Spagna e Finlandia. Solo l’Estonia, la Bielorussia e alcuni paesi balcanici non hanno aderito al progetto.
La maggior parte delle pietre di inciampo sono collocate in Germania. Come in altri paesi, anche in Germania la pianificazione, l'approvazione e le collocazioni delle pietre d'inciampo sono effettuate da iniziative locali. Le città più attive sono: Berlino per molti anni al primo posto, ora con 8 176 pietre, Amburgo tradizionalmente seconda, con 5 534 pietre, Colonia al terzo posto con circa 2 300 pietre. Seguono Francoforte sul Meno con circa 1 400 pietre e altre sei città, tutte con oltre cinquecento pietre: Stocarda, Brema, Wiesbaden, Würzburg, Lipsia e Magdeburgo. Il progetto Demnig è rappresentato a livello nazionale in tutta la Germania. Solo a Monaco di Baviera il consiglio comunale ha vietato la posa su suolo pubblico. Ma anche a Monaco sono già state collocate novanta pietre d'inciampo, tutti su terreni privati e altre 240 pietre sono in attesa in un magazzino per la loro collocazione.
Ad Amburgo, per la deposizione, sarà presente, oltre a Taborri, l’artista Gunter Demnig che deporrà la soglia di inciampo davanti al Palazzo del gruppo editoriale Bauer, nella Burchardstrasse 11 e interverrá all’incontro insieme al capo dell’ufficio distrettuale di HAMBURG-MITTE, Falko Drossmann, al presidente dell’unione nazionale degli internati militari italiani, Orlando Materassi, e al presidente del consiglio aziendale del Bauer media GROUP, Andreas Bierling.
L’evento sarà inoltre trasmesso in diretta sulla piattaforma zoom. Per ricevere i dati di accesso è necessario scrivere a rechtespurensuche@gmail.com.
Si svolgerà lunedì prossimo, 15 febbraio, alle ore 10.30, la presentazione di una ricerca elaborata dall’Istituto internazionale per la food innovation di Bologna che analizza le opportunità del mercato indiano per le startup italiane provenienti da agritech, foodtech e industria 4.0.
Organizzata dall’ufficio di Mumbai dell’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane con il Future Food Institute, interverranno Vincenzo De Luca, Ambasciatore d’Italia in India; Fabrizio Giustarini, responsabile dell’Ufficio di Mumbai - Agenzia ICE; Sara Roversi, Presidente del Future Food Institute; Chhavi Jatwani, Innovation Project Lead del Future Food Institute.
Secondo il World Economic Forum, l’India diventerà presto la terza potenza mondiale, importante mercato potenziale di investimento per l’Italia.
Sarà possibile partecipare al webinar tramite la piattaforma zoom collegandosi a questo link.(focus\ aise) 

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