FLOYD, MINNEAPOLIS PIANGE

FLOYD, MINNEAPOLIS PIANGE

NEW YORK\ aise\ - “Migliaia di persone hanno affollato ieri Minneapolis per la prima commemorazione funebre pubblica di George Floyd, l’afroamericano di 46 anni, che ha sollevato un'ondata di proteste in tutto il paese per essere stato soffocato brutalmente a terra da quattro agenti bianchi, mentre rantolava “non riesco a respirare” durante un arresto per il presunto spaccio di una banconota falsa da venti dollari”. È quanto si legge su “America oggi”, quotidiano diretto a New York da Andrea Mantineo.
““Ho visto molti americani, di razze differenti marciare insieme, alzare la loro voce insieme. Siamo ad un punto di svolta”, ha detto il reverendo newyorkese Al Sharpton, noto leader nella lotta per i diritti civili, prima di ricordare la vittima in un discorso emozionante nel grande santuario della North Central University, presenti i familiari e il loro avvocato.
La cerimonia arriva all'indomani della svolta nelle indagini, con la procura che ha gravato l'imputazione per l'ex agente Dereck Chauvin da omicidio colposo a omicidio volontario, e ordinato l'arresto dei suoi tre colleghi, accusandoli di complicità. Come chiedevano la famiglia e i manifestanti che hanno infiammato l'America.
E che adesso, nonostante i 10.000 arresti eseguiti finora, continuano a scendere in piazza più pacificamente per chiedere riforme contro l'iniquità razziali e gli abusi delle forze dell'ordine, mentre il Senato si appresta a votare l'abolizione della stretta al collo e la Virginia a rimuovere la statua del generale sudista Robert E. Lee.
I quattro poliziotti devono comparire davanti al tribunale nelle prossime ore.
Dall'autopsia, intanto, è emerso che Floyd era positivo al coronavirus, ma asintomatico: per crudele ironia della sorte, è sopravvissuto alla pandemia ma non è sfuggito alla brutalità della polizia.
Quello di ieri non è che il primo omaggio a Floyd, il gigante buono “figlio dal Sud”. Oggi il suo corpo sarà portato a Raeford, in North Carolina, dove è nato, per una camera ardente e una cerimonia privata per la famiglia.
Cerimonia analoga lunedì in Texas, a Houston dove è cresciuto e ha vissuto gran parte della sua vita prima di trasferirsi 5 anni fa in Minnesota. Il giorno dopo, infine, in programma nella stessa città un funerale con 500 persone. Seguirà una cerimonia di sepoltura privata. A Huston ci sarà anche Joe Biden. La sua presenza striderà con l’assenza del presidente Donald Trump, blindato alla Casa Bianca e osteggiato dal capo del Pentagono, Mark Esper, sull'uso delle truppe contro i manifestanti e accusato duramente dall'ex segretario alla difesa James Mattis in un intervento su “The Atlantic”: “Donald Trump è il primo presidente nella mia vita che non tenta di unire il popolo americano, neppure finge di tentare. Invece tenta di dividerci” ha scritto l'ex generale evocando una leadership “immatura” e schierandosi con i manifestanti.
Mattis ha condannato l'uso dell'esercito contro le proteste, definendo “abuso di potere esecutivo” lo sgombero della folla davanti alla Casa Bianca per una bizzarra Photo-op del Commander-in-chief con la Bibbia. E ha invitato a “respingere e a richiamare alle loro responsabilità chi ha cariche pubbliche e deride la nostra costituzione”.
Trump ha reagito stizzito su Twitter: “probabilmente l'unica cosa che io e Barack Obama abbiamo in comune è che entrambi abbiamo avuto l'onore di licenziare il generale Mattis, il generale più sopravvalutato del mondo”. In realtà Mattis è un ufficiale molto stimato, non solo nelle forze armate, e non è l'unico ex generale che critica la gestione delle proteste da parte del presidente.
Anche tutti quattro gli ex presidenti, da Jimmy Carter a Barack Obama, hanno voltato le spalle al tycoon, denunciando il razzismo e schierandosi con i dimostranti. E ieri pure la senatrice Lisa Murkovski ha detto di condividere le parole di Mattis: “penso che siano vere, oneste, necessarie e tardive” ha osservato lasciando intendere che potrebbe non sostenere la rielezione di Trump.
Intanto gli Stati Uniti hanno registrato quasi 20 mila nuovi casi di coronavirus. Nell'ultima settimana 19 stati su 50 hanno una media di nuovi contagi superiori a quella della settimana precedente. E le autorità hanno ammonito che le proteste di massa per la morte di Floyd potrebbero causare una pericolosissima seconda ondata del virus”. (aise) 

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