FREQUENCY: L’ARTE CONTEMPORANEA SPIRITUALE DI SULTAN BIN FAHAD ALLA RHINOCEROS GALLERY DI ROMA

Frequency: l’arte contemporanea spirituale di Sultan bin Fahad alla Rhinoceros Gallery di Roma

credit g.c.

ROMA\ aise\ - C'è una via nel cuore di Roma che diventa inaspettatamente pedonale. È via dei Cerchi. Si lascia alle spalle il traffico della città e si entra in un'altra dimensione, sospesa nel tempo.
Al 23 c'è il bellissimo portone seicentesco della Rhinoceros Gallery. Si apre, giusto il tempo per essere accolti con le procedure di rito di questi tempi (igienizzante e temperatura) e ci si trova immersi in uno spazio scuro. Il portone si chiude. Buio, tranne poche luci. Il personale della galleria ci guida alla scoperta di un artista saudita che per la prima volta espone a Roma: Sultan bin Fahad.
Il percorso che stiamo per intraprendere è un viaggio simbolico nella spiritualità che l'artista mostra attraverso sei installazioni create appositamente per gli spazi del magnifico palazzo. Qui la Fondazione Alda Fendi Esperimenti ha avuto la visione e l'idea di inaugurare nel 2018 un luogo delle arti, un art hub, commissionando il restauro del palazzo non solo estetico ma anche strutturale al grande architetto francese Jean Nouvel. I riferimenti a cui Nouvel si è ispirato sono sia letterari, attingendo ai Passages di Walter Benjamin, sia visivi, ispirandosi alle straordinarie carceri di invenzione di Piranesi (tra l'altro in mostra proprio in questo periodo all'Istituto Centrale per la Grafica di Roma).
Il luogo sorprende per l'estrema modernità e audacia in un raro equilibrio con la storia, che viene rispettata ed esaltata al tempo stesso dall'utilizzo di materiali come il calcestruzzo, il metallo, l'acciaio. Il freddo della contemporaneità rende ancora più calde le pareti seicentesche del palazzo lasciate a vista come testimoni della verità e della storia del luogo. Ed è proprio la materia, tornando all'esposizione di Sultan bin Fahad, la protagonista del percorso spirituale che si snoda nelle grandi sale del palazzo.
L'alternanza di luce e buio, di materiali originali provenienti dai luoghi sacri sauditi uniti alla tecnologia, la presenza, in ogni installazione, di elementi quasi contrapposti che dialogano tra loro e la forte tattilità dei materiali esposti (grandi divisori interni di una moschea, pietre archeologiche con scritture misteriose, teli di lino, marmi, ciotole incise in modo prezioso che richiamano l'elemento vitale dell'acqua) contribuiscono a rendere quasi reale un viaggio interiore e una ricerca individuale verso il trascendente.
Lungo tutta la mostra, che si articola su due piani, è presente il suono: una sorta di vento sonoro che evoca suoni di preghiere e un organo che richiama l'occidente (l'artista è originario di Riad, ma risiede a Los Angeles). La mostra si conclude proprio con un'installazione chiamata “White Noise“, rumore bianco: due camere immersive sospese, nere all'esterno e piene di luce all'interno: qui si può osservare la rappresentazione visiva del rumore bianco che per l'artista è l'unione del suono collettivo di tutte le persone in preghiera e a cui ognuno partecipa con la propria individuale frequenza; ed è proprio “Frequency“ il nome scelto per questa mostra.
L'artista spiega che “non guardi e non senti quello che provano o fanno le altre persone, ma sei solo con te stesso, proprio nel momento in cui stai cercando la più grande sensazione di umanità e di appartenenza“. In questi tempi in cui siamo tutti reduci da un isolamento collettivo, queste parole risuonano ancora più forti.
La mostra è stata curata dalla Fondazione Alda Fendi Esperimenti, che aveva già supportato nel 2019 la straordinaria mostra “Roads of Arabia. Treasures of Saudi Arabia“ al Museo Nazionale Romano nella sede delle Terme di Diocleziano, mostrando magnifici reperti archeologici arabi.
Grazie alla mostra “Frequency“, allestita a palazzo Rhinoceros e visitabile sino a tutto febbraio 2021, si può osservare l'arte contemporanea saudita espressa da un artista che riesce a sintetizzare con estrema eleganza e rigore minimale concetti molto complessi e profondi, spiegati anche nel catalogo che accompagna la mostra, Manfredi edizioni.
Secondo Sultan bin Fahad, Roma è una città sacra. Salendo all'ultimo piano del palazzo Rhinoceros e ammirando una vista davvero straordinaria non si può che annuire. (g.c.\aise)


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