I volti del Maeci

ROMA – focus/ aise - “L’Italia è impegnata per la stabilizzazione della Siria e sostiene ogni azione volta a promuovere sicurezza, dialogo, riconciliazione nel Paese”. Lo ha dichiarato il vice ministro agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, Marina Sereni, intervenendo al webinar sulla Siria organizzato dalla Rete delle Donne del Mediterraneo (MWMN).
“Dopo il fallimento della quinta riunione del Gruppo ristretto del Comitato Costituzionale”, ha detto Sereni, “è necessario continuare a lavorare su altri punti della Risoluzione 2254, come la costruzione di misure di fiducia reciproca e iniziative per elezioni libere e trasparenti sotto la supervisione delle Nazioni Unite. Importantissima anche la dimensione umanitaria e il dialogo con le diverse fazioni in guerra per assicurare assistenza alla popolazione. L’Italia ha confermato nella Conferenza di Bruxelles il suo impegno per 45 milioni di euro”.
“Nella guerra che sconvolge la Siria ormai da 10 anni”, ha proseguito il vice ministro, “le donne sono state i pilastri su cui ha poggiato la sopravvivenza del tessuto sociale, grazie alla loro incessante opera per il dialogo e la pace. Il loro ruolo non è invece altrettanto riconosciuto nei negoziati. Eppure”, ha fatto notare Sereni, “la pace si raggiunge solo se i negoziati e l’attuazione degli accordi coinvolgono ogni segmento della società, a partire dalle donne e dai giovani. Ci sono infatti molte prove del fatto che, quando le donne partecipano direttamente alle trattative, è più facile raggiungere accordi di pace sostenibili e duraturi. Non a caso, nella risoluzione 2254 dell’ONU si parla dell’importanza del ruolo delle donne per una pace sostenibile in Siria, incoraggiando una loro significativa partecipazione al processo decisionale e al dialogo politico. Per questo”, ha detto ancora Sereni, “l’inviato speciale Pedersen ha molto insistito perché nel Comitato costituzionale vi fosse una soglia minima di un terzo di rappresentanza femminile. Questo obiettivo è stato quasi raggiunto, con una percentuale del 27 per cento. Non è ancora abbastanza, ma è sicuramente un passo nella giusta direzione”.
“L’Italia sostiene attivamente la partecipazione delle donne al processo politico siriano, nell’idea che il tessuto sociale di quel Paese non possa ricomporsi senza il loro attivo contributo”, ha sottolineato il vice ministro. “Non c’è pace senza inclusione, non c’è pace senza le donne. La speranza è che nel prossimo futuro, quando in Siria cesseranno le ostilità e si ripristineranno le condizioni di sicurezza, il loro ruolo e la loro partecipazione nel consolidare e promuovere la ricostruzione del Paese si riveleranno essenziali, come già durante il conflitto, anche in questo nuovo e più positivo scenario”, ha concluso Sereni.
Il sottosegretario agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, Benedetto Della Vedova, ha partecipato alla prima riunione della Cabina di regia per le politiche di prevenzione e contrasto alle discriminazioni sulla base dell’orientamento sessuale e l’identità di genere.
La Cabina di regia, istituita dal ministro per le Pari opportunità, Elena Bonetti, ha l’obiettivo di contribuire alla finalizzazione della Strategia nazionale pluriennale per contrastare le discriminazioni a danno delle persone LGBTI, in coerenza con le linee strategiche sul tema adottate per la prima volta dalla Commissione europea lo scorso anno per il quinquennio 2020-2025.
Alla riunione hanno preso parte, oltre al ministro Bonetti e al sottosegretario Della Vedova, i ministri Dadone, Cartabia e Messa e, tra gli altri, rappresentanti dei Ministeri della Salute e del Lavoro, dei Dipartimenti per le Politiche Europee e per lo Sport e dell’Istituto Superiore di Sanità.
Nel suo intervento, il sottosegretario Della Vedova ha ribadito la necessità dell’adozione di politiche attive per affrontare le disuguaglianze che interessano le persone LGBTI, politiche che siano condivise tra tutte le amministrazioni interessate. “Il MAECI”, ha detto, “è attivamente impegnato nella lotta contro tutte le forme di discriminazione e nella promozione e protezione dei diritti delle persone LGBTI in tutti i fori multilaterali di cui è parte, innanzitutto le Nazioni Unite, nonché a livello nazionale, grazie al lavoro del Comitato interministeriale diritti umani, il CIDU che ha sede alla Farnesina”.
Il sottosegretario ha poi ricordato l’imminente Presidenza italiana del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, da novembre 2021 a maggio 2022, importante occasione per valorizzare ulteriormente l’impegno dell’Italia in materia di tutela dei diritti delle persone LGBTI. “L’Italia potrebbe dare un segnale importante”, ha evidenziato Della Vedova, “se arrivasse all'appuntamento della Presidenza avendo ratificato il Protocollo n.12 alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, relativo al divieto generale di discriminazione”.
Il Protocollo, firmato nel 2000, non è ancora stato ratificato, per cui l’avanzamento della proposta di legge di ratifica, depositata alla Camera all'inizio della legislatura, ma mai calendarizzata, permetterebbe di fornire un quadro giuridico fondamentale per il riconoscimento e la protezione dei diritti delle persone LGBTI.(focus\ aise)