IIC: COSA VI ASPETTA

IIC: COSA VI ASPETTA

ROMA – focus/ aise – L’enogastronomia italiana la fa da padrona a Monaco di Baviera in questo inizio 2020. Due sono infatti le iniziative organizzate dal locale Istituto Italiano di Cultura, dedicate rispettivamente all’olio extravergine d’oliva e ad antipasti e stuzzichini della tradizione italiana.
"L’incontro con l’olio nuovo", questo il titolo del primo evento, si oggi, dalle ore 18.00 alle 20.00, e sarà condotto da Massimo De Angelis.
L’olio extravergine di oliva è frutto di coltivazioni secolari e, come il vino, acquista sapore e aroma diversi a seconda della varietà delle olive, delle zone di produzione, delle modalità di raccolta e di spremitura.
Il programma illustrerà: "Come nasce l’olio extravergine di oliva: i cultivar, le caratteristiche organolettiche, la coltivazione, la potatura, le zone di produzione"; "La raccolta delle olive, la molitura, la conservazione"; "I tipi di olio di oliva"; "I disciplinari di produzione per i marchi di Denominazione di Origine Protetta (DOP)"; "Incontro con le produzioni regionali italiane (Toscana, Umbria, Lazio, Puglia) con una piccola degustazione di olii extravergine DOP e IGP"; "L’uso dell’olio extravergine nella cucina italiana"; per concludere con "Fotografie dei paesaggi italiani dell’olivicoltura". Quanto al secondo incontro dedicato ad "Antipasti e stuzzichini", dà il via alla serie "L’italiano vien mangiando!" di questo nuovo anno e si terrà venerdì 24 gennaio, dalle ore 17.30 alle 22.00, presso Meine Kochwerkstatt. Le iscrizioni si potranno inoltrare sino al 17 gennaio. L’incontro sarà a cura di Gabriella Caiazza. Cucina, cultura e storia gastronomica, tradizioni, enologia: sono questi i temi di cui si parlerà (in italiano, si capisce) durante questo e i successivi incontri. Ma si può parlare di cucina senza cucinare e mangiare? Assolutamente no. Ci si troverà quindi davanti ai fornelli alle prese con ricette tradizionali e moderne e infine si gusteranno i piatti preparati accompagnandoli con ottimi vini.
Il "menù" di questo primo evento dell’anno verterà su: pinzimonio in tre salse, pomodori ripieni, insalata russa, involtini di bresaola, polpettine di tonno e ricotta, cannoli salati, zeppolette di pasta cresciuta, mozzarella in carrozza e qualche altra leccornia a sorpresa.
Onorare la tradizione europea dell'Umanesimo e i suoi valori, con riferimento particolare al riconoscimento della pace, della libertà e della prosperità transnazionali in Europa. Questo l’obiettivo di "Reloaded! European Values", evento EUNIC - European Union National Institutes for Culture, organizzato il 20 gennaio prossimo a Stoccolma dall'Istituto Italiano di Cultura e dal Goethe-Institut Schweden.
L’evento, ospitato nella sede dell’IIC, inizierà alle 18.00 con i saluti di Maria Sica, Direttrice dell'Istituto, che presenterà agli ospiti la mostra "Europe – Heritage of Humanists""Europe – Heritage of Humanists".
Seguirà "Umanesimo ieri e oggi: L'ideale rinascimentale e l'umanità libera", intervento di Elena Dahlberg, latinista e ricercatrice presso l'Università di Uppsala.
Il pomeriggio si chiuderà con la proiezione di "Voyage au bout d’une identité" (2015) di Filip Markiewicz e Charles Heller (35 min) e "Liquid Traces - The Left-to-Die Boat Case" (2014) di Lorenzo Pezzani (17 min). L’evento è organizzato in collaborazione con l’Ambasciata svizzera e Folkuniv.
Sbarca a Tokyo il progetto "Dance Well – Ricerca e movimento per il Parkinson", che sarà oggetto di una conferenza e di un workshop introduttivo in programma il 17 febbraio all’Istituto Italiano di Cultura.
"Dance Well" nasce con l’obiettivo di includere in un’attività artistica – in questo caso la danza contemporanea – persone affette da morbo di Parkinson. Il progetto è nato nel 2015 presso il CSC (Centro per la Scena Contemporanea) di Bassano del Grappa, a seguito dello studio di una simile esperienza olandese. "Dance Well" si distingue per alcune particolarità: i partecipanti sono "Parkinson dancers", ovvero né "malati" né "anziani", ma artisti a tutti gli effetti; le lezioni si tengono in luoghi d'arte e di cultura come musei, teatri ecc., mai in ospedali o palestre; le classi sono miste, ovvero aperte a persone affette da Parkinson, accompagnatori, giovani, anziani, ballerini, coreografi. Dal 2018 il progetto ha iniziato a diffondersi anche in Giappone. In questa occasione, la coreografa, regista e ballerina Shirakami Momoko e il ballerino e coreografo Sakai Naoyuki, che hanno partecipato al primo workshop giapponese di "Dance Well" e approfondito l’esperienza nell’estate 2019 a Bassano, terranno una conferenza e un workshop introduttivo assieme a Roberto Casarotto, direttore del programma. È prevista la traduzione consecutiva da italiano a giapponese e da giapponese a italiano.
Il programma della giornata all’IIC si aprirà alle ore 15.00 con la conferenza di Casarotto, Momoko e Naoyuki, che presenterà le attività di "Dance Well" che si svolgono a Bassano del Grappa, il corso per istruttori tenuto ogni estate sempre a Bassano e lo stato del progetto in Giappone.
Il successivo workshop si terrà a partire dalle ore 17.00 sempre in Istituto a cura di Momoko e Naoyuki. La loro partecipazione al workshop fa parte del loro percorso formativo in vista del riconoscimento ufficiale da parte di "Dance Well" in qualità di istruttori. Casarotto farà da supervisore.
"The elusive fox or the elusive aspect of contemporary art" è il titolo della conferenza che Vittorio Canta terrà domani, 14 gennaio, a Montreal.
La conferenza è organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura e dal Department of Languages, Literatures, and Cultures-Italian Studies della McGill University, che ospiterà l’incontro a partire dalle ore 16.30.
La presentazione riguarderà lo stato dell'arte contemporanea così come viene percepita dal grande pubblico, con l'obiettivo di rispondere a idee sbagliate legate al significato di "arte" contemporanea. Dopo aver osservato come il linguaggio dei "media" che controlla il nostro ambiente culturale abbia distorto la percezione di molti problemi, Vittorio Canta ha ritenuto opportuno esporre ciò che sta accadendo nel mondo che chiamiamo ART. Utilizzando il proprio lavoro come punto di riferimento (e senza promuoverlo), il dialogo sarà supportato da riferimenti storici intesi a definire alcuni paradossi dati per scontati. La spiegazione più vicina che Vittorio Canta potrebbe offrire sarebbe la "demitificazione" delle tele bianche sotto il titolo "Il campo nevoso". Mentre una voce registrata fornirà spiegazioni, il materiale visivo verrà proiettato su uno schermo.
Vittorio Canta, nato a Milano nel 1941, ha studiato presso l'Accademia di Brera di Milano, prima di diventare un grafico molto ricercato nel settore della dinamica della pubblicità in Italia. Nel 1966, dopo otto anni di servizio in importanti agenzie di pubblicità di Milano, si trasferisce a Montreal. Come art director e direttore creativo, ha progettato e realizzato comunicazioni visive per molte aziende e istituzioni di primo piano. Dopo quaranta anni di arte commerciale, si trasferisce nella pittoresca città di Sutton, nei Cantons-de-l’Est in Quebec. Timeline: 1956-1958, Collegio di Brera a Milano; 1958-1959, Studio Piaggi; 1959-1966, direttore artistico Associato presso l'agenzia di pubblicità italo-britannica Radar & Benson, direttore artistico per l'agenzia italo-francese ATA, direttore artistico per l'italo-americana BBDO, direttore creativo presso l'agenzia italo-americana Milan & Gray; 1967-1973, direttore creativo presso l’Avenue Advertising Art & Marcil / Caron / Barks a Montreal; 1973-2001, direttore creativo indipendente per un gran numero di clienti diretti e agenzie pubblicitarie; 2002, interamente dedicato alla pittura e alla scrittura.
La sua conferenza a Montreal si svolgerà in lingua inglese e sarà ad ingresso libero. (focus\ aise) 

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