INFINITO VISIVO: COSTANZA ALVAREZ DE CASTRO ALLA KOU GALLERY DI ROMA

Infinito visivo: Costanza Alvarez de Castro alla Kou Gallery di Roma

ROMA\ aise\ - Inaugura oggi, 20 febbraio, alla Kou Gallery di Roma (Via della Barchetta, 13) “Infinito Visivo”, la mostra personale di Costanza Alvarez de Castro, a cura di Massimo Scaringella.
In esposizione fino al 27 marzo un corpus di 16 opere costituito da lavori pittorici di formato medio-grande, realizzati ad olio su tela tra il 2020 e il 2021 appositamente per lo spazio della galleria. Protagonisti delle opere sono oggetti, elementi meccanici e strumenti tecnici di varia natura – tra cui eliche, bitte, compassi e calamai – risultati di una raffinata e intensa ricerca artistica. I lavori oscillano tra un’elegante concretezza materica, data dalla rappresentazione iper-accurata degli oggetti, e una profonda astrazione da cui emerge la sensibilità espressiva dell’artista.
Grazie ad una sapiente stesura del colore, gli oggetti ritratti affiorano nei loro toni brillanti da uno sfondo monocromo, che li connette indissolubilmente trasportandoli all’interno di una dimensione altra, uno spazio indefinito i cui confini oltrepassano i limiti reali della tela fornendoci l’illusione di una traccia di infinito tangibile.
Ad introdurre il testo critico è una citazione di Italo Calvino da Lezioni americane: “E allora mi prende un’altra vertigine, quella del dettaglio del dettaglio del dettaglio, vengo risucchiato dall’infinitamente piccolo, come prima mi disperdevo nell’infinitamente vasto”.
Il curatore internazionale Massimo Scaringella ci aiuta in questo modo a comprendere la poetica alla base del lavoro artistico di Costanza Alvarez de Castro, la sua “attenta lettura e interpretazione di ciò che ci circonda”, mettendo in luce il concetto fondante di “contraddizione dell’immaginario”: quel magnetico convogliarsi di finito e infinito messo abilmente in scena nelle opere.
Costanza Alvarez de Castro nasce a Roma nel 1989, da padre italiano e madre di El Salvador. Dopo una laurea in Economia per la cooperazione internazionale e lo sviluppo, decide di dedicarsi interamente all’arte e alla pittura. I primi passi li muove nella scenografia per cinema e teatro, assistendo nel 2011 il maestro scenografo Jean Rabasse per la realizzazione del film “Io e Te” di Bernardo Bertolucci. In seguito si iscrive all’Institut Superieur de Peinture Van Der Kelen et Logelain di Bruxelles. Nel 2013 cura la pittura dei fondali del Teatro dell’Opera di Roma.
Esauritesi le incursioni nella scenografia, decide di dedicarsi esclusivamente alla pittura da cavalletto. È del 2015 la prima mostra personale, curata da Valentina Moncada presso lo Spazio Cerere. Del 2016 sono la seconda mostra personale, “Natura in Scena”, svoltasi presso lo Spazio Makemake a cura di Giovanni Argan, e la donazione al Palazzo di Cosenza della tela Martinello per una mostra collettiva a cura di Roberto Bilotti. Tra il dicembre 2017 e il febbraio 2018 realizza un’altra esposizione personale, “Giorno di festa”, presso Spazio Menexa a Roma. (aise) 

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