ITALIA – COREA DEL SUD: UNA TARGA PER L’ITALIA

ITALIA – COREA DEL SUD: UNA TARGA PER L’ITALIA

SEOUL\ aise\ - La presidente della Korean Nurses Association, Kyung Rim Shin, ha consegnato ieri all’Ambasciata italiana a Seoul una placca di ringraziamento per l’apprezzato e prezioso aiuto dell’ospedale da campo n68 inviato dal Governo italiano durante la Guerra di Corea. Nel 1951, infatti, l’Italia rispose all’appello della Croce Rossa Internazionale per portare aiuto alla popolazione civile.
Riportiamo di seguito la ricostruzione pubblicata sul sito corea.it, che cita “La Croce Rossa Italiana nella Guerra di Corea” edito dall’Associazione per l'Amicizia Italo-Coreana nel 1980.
“Il 25 giugno 1950 scoppiava nella penisola coreana una guerra che doveva durare tre lunghi anni. Per portare aiuto alla popolazione civile, ridotta in estreme condizioni di terrore, miseria e abbandono, la Croce Rossa Internazionale richiese l’intervento delle Croci Rosse di vari Paesi, fra cui l’Italia.
Fu così che l'Italia mandò un ospedale da campo da 100 letti in Corea, dove giunse nel novembre del 1951.
Diretto inizialmente dal capitano medico dottor Luigi Coia e, a partire dal luglio 1952, dal maggiore medico prof. Fabio Pennacchi, l'ospedale dovette assumere la responsabilità di tutta l'assistenza sanitaria per la popolazione civile del triangolo Inchon-Seul-Suwon. A causa della guerra, il numero dei civili che affluivano all’ospedale aumentava di giorno in giorno.
Per far fronte agli accresciuti compiti fu istituito un vasto poliambulatorio e i posti letto furono portati a 120. Il personale dell’ospedale veniva spesso anche chiamato ad intervenire nell’occorrenza di gravi incidenti.
Il 17 settembre 1952, in occasione di un disastro ferroviario avvenuto sulla linea Inchon-Seul, l’ospedale italiano, accorso sul luogo dell’incidente, trasportò con i propri automezzi tutti i 160 infortunati, procedendo a lavorare di emergenza in camera operatoria. Non mancarono i momenti difficili. Dopo un violento incendio che il 30 novembre 1952 distrusse l'edificio che lo ospitava, l'ospedale fu ricostruito e portato a 200 letti grazie agli aiuti giunti dall'Italia e dal governo americano.
Il lavoro dell'ospedale italiano ricevette numerosi riconoscimenti da parte delle autorità civili e militari, sia coreane che delle altre nazioni allora presenti nella Repubblica di Corea. Il 27 luglio 1953 il comandante dell'ospedale italiano, maggiore Pennacchi, in rappresentanza del governo italiano assisteva alla cerimonia della firma dell'armistizio fra le forze dell'ONU e quelle sino-nordcoreane a Panmunjom.
Anche dopo la firma dell'armistizio, a causa delle gravi condizioni generali del paese, l'ospedale continuò la sua missione fino al 31 dicembre 1954.
Come risultato secondario, ma non minore, dell'attività dell'ospedale italiano in Corea, si deve annoverare il fatto che l'ingresso dell'Italia nel consesso delle Nazioni Unite, avvenuto il 14 dicembre 1955, fu senza dubbio favorito dalla partecipazione della Croce Rossa Italiana alla guerra di Corea”. (aise) 

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