Italiani nel mondo e dintorni

ROMA – focus/ aise - Un’opportunità per giovani studenti, dottorandi, ricercatori e lavoratori dell’Emilia-Romagna che hanno avuto un’esperienza all’estero: creare un network diventando Ambassador al Programma Regionale “it-ER – International Talents Emilia-Romagna”.
Il programma si rivolge appunto a studenti, dottorandi, ricercatori e/o lavoratori internazionali (ossia che abbiano conseguito un titolo di studio in una delle Università della regione Emilia-Romagna o nelle sedi emiliano-romagnole del Politecnico di Milano e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e che siano tornati in Emilia-Romagna dopo aver trascorso un periodo di studio, ricerca e/o lavoro all’estero) con alte competenze che vivono nel territorio dell’Emilia-Romagna e frequentano un percorso di istruzione e formazione terziaria (corsi universitari, corsi AFAM, corsi ITS) o lavorano per un’azienda o per una università, centro di ricerca, istituzione che abbia sede operativa nella regione Emilia-Romagna. A condividerne i fini e la notizia è anche la Consulta degli Emilia-Romagnoli nel Mondo nella propria pagina Facebook.
Coloro che aderiscono al network diventeranno Ambassador dell’Ecosistema dell’Innovazione dell’Emilia-Romagna nel mondo, attraverso il racconto e la promozione della propria esperienza di studio, ricerca e/o lavoro e delle connessioni con la regione e le sue eccellenze.
Gli it-ER Ambassador potranno agire in diversi modi: partecipando agli eventi e alle iniziative organizzate da ART-ER e dagli attori del Tavolo Multistakeholders sull’attrazione e la retention dei talenti internazionali (di cui fanno parte istituzioni, università/enti di ricerca, imprese, società civile); proponendo loro stessi eventi ed iniziative nazionali e/o internazionali legati al tema; raccontando la loro esperienza e promuovendo il loro ruolo di Ambassador it-ER all’interno di eventi ed iniziative a livello nazionale/o internazionale organizzati da terzi; raccontando la loro esperienza e promuovendo il loro ruolo di Ambassador it-ER attraverso post sui social network che usano più frequentemente.
A supporto della loro attività gli it-ER Ambassador verranno dotati di un Kit Comunicazione e potranno far riferimento in qualsiasi momento al team it-ER di ART-ER.
Ma quali sono i vantaggi? Si chiede il portale giovani del Comune di Reggio Emilia. Come International Talent Ambassador dell’Emilia-Romagna, avrai l’opportunità di conoscere altri internazionali che vivono in regione, valorizzare la tua esperienza tra i principali attori dell’ecosistema regionale e contribuire allo sviluppo del programma it-ER International Talents Emilia-Romagna.
I candidati a diventare un IT-ER Ambassador devono realizzare un breve video in inglese in cui si raccontano le motivazioni per cui si è scelto l’Emilia-Romagna. Poi, si scarica e si compila il modulo sulla Privacy, che una volta compilato andrà caricato nel modulo di candidatura.
Il team di it-ER esaminerà poi le richieste di adesione al programma it-ER Ambassador con cadenza mensile e contatterà poi i candidati.
Il primo round di valutazione verrà effettuato il 19 aprile 2021, mentre il kickoff meeting è fissato per il 26 aprile prossimo, dalle 18.00 alle 19.30.
Un’azione legale contro il sindaco James F. Kenny e la città di Filadelfia per aver attentato ai diritti civili federali è stata depositata presso il tribunale distrettuale degli Stati Uniti, distretto orientale della Pennsylvania. I querelanti sono la Conferenza dei presidenti delle principali organizzazioni italoamericane, il membro del consiglio di Filadelfia Mark F.Squilla e la 1492 Society.
Le ragioni risiedono nelle ultime azioni del primo cittadino contro l’istituzione del Columbus Day. Il 27 gennaio scorso, infatti, spiegano i querelanti, il sindaco Kenney con l’Ordine esecutivo n.2-21 ha annullato unilateralmente il Columbus Day come festività a Filadelfia e lo ha sostituito con l’Indigenous Peoples Day. Nessun avviso è stato dato agli altri rami del governo di Filadelfia che avevano il diritto di designare giorni festivi, non è stato richiesto o consentito alcun input da parte dei comuni cittadini e delle associazioni e non è stata data alcuna deferenza a State Statue (44 PS Sezione32) che dichiarava Columbus Day come una festa ufficiale in tutto lo stato: il tutto in violazione del Philadelphia Home Rule Charter. Ancora più importante per i querelanti è che l'Executive Order del sindaco Kenney è l'ultima di una lunga serie di discriminazioni contro la comunità italoamericana di Filadelfia - fra le altre il rovesciamento nel cuore della notte della statua di Rizzo e la devastazione della statua di Colombo in Marconi Plaza -, e viola la pari protezione garantita dalla Costituzione degli Stati Uniti contro la discriminazione governativa.
“Noi italoamericani crediamo che ogni gruppo etnico meriti di celebrare il proprio patrimonio e le proprie conquiste storiche”, ha dichiarato Basil Russo, presidente della Conferenza dei Presidenti delle maggiori organizzazioni italoamericane del Paese. “Riteniamo inoltre che sia una violazione della clausola di protezione sulla parità della Costituzione degli Stati Uniti consentire a un gruppo etnico il diritto di farlo (persone indigene), mentre si nega ad un altro gruppo il diritto di celebrare la sua eredità (italoamericani), come ha scelto di fare il sindaco Kenney. Questa causa, sostenuta dalle principali organizzazioni italoamericane in tutto il nostro Paese, ha lo scopo di garantire a tutti i gruppi etnici l'opportunità di celebrare i loro patrimoni individuali e distinti e le realizzazioni storiche in uno spirito di rispetto reciproco”.
“Dopo aver appreso che la festività del Columbus Day era stata cancellata”, il consigliere Mark F. Squilla ha “immediatamente contattato il sindaco Kenney per capire cosa lo avesse portato a questa decisione, ma non ho mai ricevuto una risposta. In quanto città di immigrati, Filadelfia deve celebrare tutte le etnie e il loro contributo alla crescita della città e del Paese”. Squilla è “deluso dal fatto che il sindaco Kenney abbia rimosso una festa che celebrava l'eredità italoamericana, senza un processo. Gli indigeni meritano una giornata per celebrare la loro cultura e il contributo alla città e alla nazione. Tuttavia questo cambiamento ha creato tensioni tra due parti della popolazione, piuttosto che promuovere l‘inclusività e riforme a livello cittadino che servano tutte le nostre diverse comunità e che ne incoraggino l'unità, non la separazione”.
Ieri, 8 aprile, in tutta Israele è stato celebrato il giorno della Shoa’ e dell’eroismo, in ricordo dei 6 milioni di ebrei sterminati dai tedeschi. Cerimonie si sono svolte al memoriale di Yad Vashem a Gerusalemme, al kibbuz Yad Mordechai, al kibbuz Lohame’ Haghettaot. Anche la collettività italiana da diversi anni organizza in questa giornata delle cerimonie, durante le quali vengono letti i nomi di coloro che sono stati deportati dall’Italia e non hanno fatto ritorno.
La cerimonia centrale – riporta il presidente del Comites di Gerusalemme, Beniamino Lazar - si svolta ieri mattina nella Sinagoga italiana di Conegliano Veneto a Gerusalemme. Ha presenziato il Consigliere dell’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv Gianmarco Macchia, ricevuto dal Presidente della Hevrat Yehudei Italia beIsrael, Michael Raccah.
Presenti diversi scampati all’olocausto, tra cui David Cassuto, Daniele Nissim, Sergio Del Monte e Leone Passerman, già Presidente della Comunità ebraica di Roma.
Gianni Di Porto ha ricordato i suoi genitori, entrambi scampati ai campi di concentramento, che riuscirono a fare ritorno a Roma e a ricrearsi una vita. Presenti anche rappresentanti del Comites di Gerusalemme.
Dopo aver ascoltato due minuti di raccoglimento al suono della sirena, la cerimonia è iniziata con la lettura di una preghiera speciale per i defunti, “El male’ rachamim”, letta da David Cassuto. Quindi, a turno, i presenti hanno letto i nomi dei loro cari deportati, basandosi sul libro scritto a suo tempo da Liliana Picciotto, “Il libro della Memoria”.
Nel pomeriggio si è tenuta un’altra cerimonia, questa volta sulla piattaforma zoom, cui hanno partecipato figlie e figli, nipoti di italiani, dai 12 ai 18 anni, che, guidati da Cecilia Hemsi Nizza, hanno letto brani scelti, in italiano e in ebraico, di scrittori ebrei italiani sulla shoa’ e sulla deportazione dall’Italia. (focus\ aise)