LA CRISI POLITICA ITALIANA SOTTO LE STELLE CADENTI DI SAN LORENZO: UNA VISIONE DAL FINIS TERRE – DI NELLO GARGIULO

LA CRISI POLITICA ITALIANA SOTTO LE STELLE CADENTI DI SAN LORENZO: UNA VISIONE DAL FINIS TERRE – di Nello Gargiulo

SANTIAGO DEL CILE\ aise\ - "Quando si leggerà questa nota, possibilmente, tempi e modi per uscire dalla crisi politica saranno più chiari". A scrivere è il consigliere Cgie del Cile Nello Gargiulo, che ha affidato le sue riflessioni ad un articolo pubblicato sull’ultimo numero della rivista italiana "Pressenza".
Ne riportiamo il testo integrale, mentre in Senato si discute se dare la fiducia o meno al governo Conte dopo la crisi innescata dal ministro dell’Interno e leader della Lega, Matteo Salvini.
"La formula che fissava tra Lega e 5Stelle i termini di un contratto per i 5 anni della legislatura dopo 14 mesi non ha retto.
Reggersi su un contratto per mettere insieme programmi e posizioni diverse, in una Repubblica Parlamentare, non collima con la forza della stessa democrazia che si irrobustisce quando viene esercitata in un ruolo dialettico tra maggioranza e opposizione. Il confronto di idee nella diversità non può essere ostacolo alla ricerca del bene comune che è proprio della polis.
Adesso sotto il sole del ferragosto romano, qui dal Cile, il Paese che gode tra le più nitidi osservazioni del firmamento, ci viene da pensare alle notti di San Lorenzo, con i desideri da esprimere alle stelle cadenti che nel 258 accompagnarono il martiro del Diacono che si rifiutò, in qualità di reggente della Chiesta di Roma (la gerarchia dell’epoca venne fatta fuori dall’imperatore di turno) di consegnare in tre giorni tutti i tesori della Chiesa in modo che il potere dell’imperatore avesse la strada spianata in tutto l’Impero. Lorenzo venne messo su una graticola e pare abbia esclamato la frase "Mea nox obscurum non habet" (la mia notte non conosce oscurità) mentre le stelle con la loro luce facevano da cornice a questo martirio considerato uno dei più innocenti della storia della Chiesa, al punto che lo stesso imperatore ne aveva dubbi e quindi si inventò la consegna del tesoro della Chiesa per evitarlo e Lorenzo si presentò a lui con una schiera di poveri adducendo che questo era il suo tesoro.
In questo 2019 il fenomeno delle stelle cadenti […] è coinciso con i giorni in cui il parlamento si è riunito per trovare una strada di soluzione alla crisi. Ricomporre la propria vocazione di centro della democrazia e dare una strada di consenso e responsabilità alla soluzione di questa crisi non sarà semplice perché l’animosità ha preso il sopravvento. Ci vuole una calmata fin dove possibile così come tante volte si sente dire: la politica, l’arte dell’impossibile.
E noi dall’estero, come italiani che si raccolgono intorno a quella Patria migliore della nostra storia dove il valore del lavoro, della solidarietà e della religione sono alla base dell’associazionismo come espressione più di una Civitas che di una Polis all’interno delle società di accoglienza e integrazione, non possiamo che auspicare che la luce di queste stelle brilli negli emicicli del parlamento stimolando il buon senso per non portare questa volta sulla "graticola" il sacrificio di un Paese che lavora e lotta per mantenere gli equilibri della pace e del benessere che nel corso della storia ha costruito con parsimonia e fantasia.
Ma riusciranno i 1000 parlamentari a mandare questi messaggi di pace a milioni di stelle cadenti? Noi 6 milioni di italiani all’estero ammiriamo il fascino delle stelle da altre latitudini, ma ci sentiamo parte dello stesso firmamento dove l’insieme non deve annullare la diversità.
Giacomo Leopardi, il nostro grande e amato poeta, che scrutando lo sguardo oltre la sua Recanati profeticamente vedeva l’Italia già unita ma in quella patria globale che per lui fu l’Europa disegnata a tavolino con il Congresso di Vienna 1815, ma anche invocava non perdesse la sua originalità, se vedesse oggi la geopolitica del mondo nei suoi appunti dello Zibaldone potrebbe includere anche quell’Italia sparsa per il mondo che si sente parte della stessa radice e forse per questo chiederebbe ai politici italiani, moderazione e responsabilità e non tatticismi ed arroganza per giocare questa difficile partita nello scenario europeo e mondiale.
Parlamentari eletti nei collegi italiani e nella circoscrizione estero, pensate bene quello che farete: le stelle vi guardano e vi illuminano ma anche vi possono abbagliare. Armatevi di coraggio e di pazienza". (aise)


Newsletter
Archivi