LA NUOVA EMIGRAZIONE ITALIANA: ONLINE I RISULTATI DELLA RICERCA DELLA FILEF BELGIO

LA NUOVA EMIGRAZIONE ITALIANA: ONLINE I RISULTATI DELLA RICERCA DELLA FILEF BELGIO

BRUXELLES\ aise\ - Dal 2008-2009 è ripresa senza sosta l’emigrazione italiana verso l’estero. A causa del divaricarsi degli squilibri economici all’interno dei confini italiani e tra aree centrali e periferiche dell’Unione Europea, decine di migliaia di persone dal nord e sud Italia, ma anche dalle regioni del sud e dell’est dell’Europa, ogni anno si spostano dal loro paese per cercare di migliorare la propria condizione economica e sociale e costruirsi un futuro degno di essere vissuto. Da molti anni ormai la quantità di italiani che abbandonano il paese è in crescita e “l’entità del flusso in ingresso e di quello in uscita tendono a avvicinarsi”. Tratta di questo la relazione finale della ricerca eseguita dalla Filef Belgio - Federazione Italiana Lavoratori Emigranti e Famiglie - sulla nuova emigrazione italiana, che ha coinvolto le associazioni ACLI del Belgio e EPN network e che sono stati presentati il 30 maggio scorso.
Nell’insieme dei “nuovi migranti”, è emerso, esiste una percentuale significativa di persone altamente qualificate, che i media definiscono “cervelli in fuga”, ma restano una minoranza. Sia detto per inciso poi, tutti i migranti sono forniti di “cervello” e il problema della spoliazione di competenze per i paesi di partenza è un problema storico connaturato al fenomeno delle migrazioni. Si tratta di una dinamica spesso assecondata dai paesi di approdo o transito, o addirittura incentivata in maniera evidente se si pensa alle politiche tedesche verso i rifugiati dalla Siria o alle condizioni che il governo britannico sembra intenzionato a imporre ai migranti nel dopo la Brexit.
La ricerca è stato un momento di autoriflessione, in quanto condotta da emigranti su altri emigranti. Autoriflessione comparativa, in quanto si sono confrontati problemi e soluzioni degli emigranti degli ultimi anni.
Oggetto della ricerca sono stati gli italiani che hanno cominciato il loro percorso migratorio dal 2014, indipendentemente dalla loro iscrizione all’AIRE (Anagrafe Italiana Residenti all’Estero). In realtà la gran parte di coloro che hanno risposto al questionario, o sono stati intervistati, sono migranti recenti, 2016-2019. E l’obiettivo ultimo della ricerca era quello di ottenere delle informazioni riguardanti le situazioni socio economiche prima dell’avvio del percorso migratorio, i principali problemi affrontati e i modi con cui si sono affrontati, i rapporti con l’Italia e la comunità Italiana e gli stereotipi incontrati, positivi o negativi. A tal ragione sono stati raccolti e analizzati 749 questionari anonimi tra il Belgio (soprattutto le regioni di Bruxelles capitale e nelle Fiandre, quindi la circoscrizione consolare di Bruxelles), la Svizzera occidentale, circoscrizione consolare di Berna, il Lussemburgo, la Spagna (nell’area di Barcellona), la Francia (circoscrizione consolare di Parigi) e la Germania, (in un’area di circa 50 Km attorno a Francoforte sul Meno).
La ricerca è disponibile a questo link. (aise) 

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