LA VOCE DEGLI ELETTI ALL’ESTERO

La voce degli eletti all’estero

ROMA – focus/ aise – Per i lavoratori italiani distaccati all’estero che rientrano in Italia e si chiedono se possono beneficiare delle agevolazioni fiscali previste per i lavoratori “impatriati”, sono arrivati i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate con la risposta all’interpello n. 42 del 18 gennaio 2021. A darne notizia la deputata del Pd eletta in Europa, Angela Schirò, in una nota di oggi, 16 febbraio.
“Il quesito - ha spiegato l’eletta all’estero - riguardava un cittadino italiano, laureato, che dopo aver lavorato in Italia dal 2013 al 14 febbraio 2016 alle dipendenze di una società italiana, con contratto a tempo indeterminato, a decorrere dal 15 febbraio 2016 veniva distaccato presso una società del gruppo internazionale, con sede nella Repubblica Popolare Cinese, in virtù di contratto di lavoro locale, regolamentato dalla legislazione del Paese estero. Il cittadino italiano aveva quindi riferito all’ADE che a decorrere dal 1° gennaio 2021, sarebbe stato assunto "nuovamente" in Italia dalla medesima società italiana, che lo aveva distaccato, con un nuovo contratto a tempo indeterminato; di essersi iscritto all'AIRE nel giugno 2016 (fino al 31 dicembre 2020) e che per il periodo trascorso nella RPC ivi concentrava il proprio centro degli interessi personali ed economici insieme alla moglie”.
“Il nostro connazionale - ha continuato Schirò - ha chiesto quindi se avrebbe potuto usufruire del regime speciale dei lavoratori rimpatriati a decorrere dal periodo di imposta 2021. Come è oramai noto il regime speciale per i lavoratori rimpatriati introdotto dal Decreto Legislativo n. 147 del 2015 – disposizione oggetto di numerose successive modifiche normative - ha previsto una tassazione agevolata (nella misura del 70% del reddito imponibile)”.
“L’Agenzia delle Entrate ha risposto che il nostro connazionale può accedere al beneficio fiscale se ovviamente rispetta i requisiti richiesti dalla normativa in vigore (che hanno a che fare con vincoli di residenza, lavoro e studio), precisando però che il beneficio fiscale nell'ipotesi di distacco all'estero con successivo rientro NON SPETTA in presenza del medesimo contratto e presso il medesimo datore di lavoro - ha spiegato la deputata dem -. Diversamente, nell'ipotesi in cui l'attività lavorativa svolta dall'impatriato, ancorché con lo stesso datore di lavoro, costituisca una "nuova" attività lavorativa, in virtù della sottoscrizione di un nuovo contratto di lavoro, diverso dal contratto in essere in Italia prima del distacco, e quindi l'impatriato assuma un ruolo aziendale differente rispetto a quello originario, lo stesso potrà accedere al beneficio a decorrere dal periodo di imposta in cui ha trasferito la residenza fiscale in Italia”.
Inoltre, e infine, “l’Agenzia ha precisato che l'agevolazione non è applicabile nelle ipotesi in cui il soggetto, pur in presenza di un "nuovo" contratto per l'assunzione di un "nuovo" ruolo aziendale al momento dell'impatrio, rientri in una situazione di "continuità" con la precedente posizione lavorativa svolta nel territorio dello Stato prima dell'espatrio”, ha concluso. (aise)ROMA\ aise\ - Per i lavoratori italiani distaccati all’estero che rientrano in Italia e si chiedono se possono beneficiare delle agevolazioni fiscali previste per i lavoratori “impatriati”, sono arrivati i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate con la risposta all’interpello n. 42 del 18 gennaio 2021. A darne notizia la deputata del Pd eletta in Europa, Angela Schirò, in una nota di oggi, 16 febbraio.
“Il quesito - ha spiegato l’eletta all’estero - riguardava un cittadino italiano, laureato, che dopo aver lavorato in Italia dal 2013 al 14 febbraio 2016 alle dipendenze di una società italiana, con contratto a tempo indeterminato, a decorrere dal 15 febbraio 2016 veniva distaccato presso una società del gruppo internazionale, con sede nella Repubblica Popolare Cinese, in virtù di contratto di lavoro locale, regolamentato dalla legislazione del Paese estero. Il cittadino italiano aveva quindi riferito all’ADE che a decorrere dal 1° gennaio 2021, sarebbe stato assunto "nuovamente" in Italia dalla medesima società italiana, che lo aveva distaccato, con un nuovo contratto a tempo indeterminato; di essersi iscritto all'AIRE nel giugno 2016 (fino al 31 dicembre 2020) e che per il periodo trascorso nella RPC ivi concentrava il proprio centro degli interessi personali ed economici insieme alla moglie”.
“Il nostro connazionale - ha continuato Schirò - ha chiesto quindi se avrebbe potuto usufruire del regime speciale dei lavoratori rimpatriati a decorrere dal periodo di imposta 2021. Come è oramai noto il regime speciale per i lavoratori rimpatriati introdotto dal Decreto Legislativo n. 147 del 2015 – disposizione oggetto di numerose successive modifiche normative - ha previsto una tassazione agevolata (nella misura del 70% del reddito imponibile)”.
“L’Agenzia delle Entrate ha risposto che il nostro connazionale può accedere al beneficio fiscale se ovviamente rispetta i requisiti richiesti dalla normativa in vigore (che hanno a che fare con vincoli di residenza, lavoro e studio), precisando però che il beneficio fiscale nell'ipotesi di distacco all'estero con successivo rientro NON SPETTA in presenza del medesimo contratto e presso il medesimo datore di lavoro - ha spiegato la deputata dem -. Diversamente, nell'ipotesi in cui l'attività lavorativa svolta dall'impatriato, ancorché con lo stesso datore di lavoro, costituisca una "nuova" attività lavorativa, in virtù della sottoscrizione di un nuovo contratto di lavoro, diverso dal contratto in essere in Italia prima del distacco, e quindi l'impatriato assuma un ruolo aziendale differente rispetto a quello originario, lo stesso potrà accedere al beneficio a decorrere dal periodo di imposta in cui ha trasferito la residenza fiscale in Italia”.
Inoltre, e infine, “l’Agenzia ha precisato che l'agevolazione non è applicabile nelle ipotesi in cui il soggetto, pur in presenza di un "nuovo" contratto per l'assunzione di un "nuovo" ruolo aziendale al momento dell'impatrio, rientri in una situazione di "continuità" con la precedente posizione lavorativa svolta nel territorio dello Stato prima dell'espatrio”, ha concluso.
"Esprimo pieno sostegno e plauso alla petizione promossa su Change.org da Ivana Lo Stimolo, creatrice del gruppo New York Italian Women. Indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri, la petizione chiede che tutti gli iscritti Aire del Nord America possano ottenere il rilascio della Carta di Identità Elettronica per usufruire dei servizi innovativi che sono connessi a tale Carta di Identità”. Così Fucsia Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in centro e Nord America.
L’auspicio della parlamentare forzista è che “il nuovo Governo tenga conto di queste richieste che vengono dai cittadini contribuendo a sviluppare il Sistema Italia di cui i residenti all’estero sono parte fondamentale. Intanto – conclude – invito a firmare la petizione promossa da Ivana Lo Stimolo a questo link".
"Fiducia, ottimismo, coraggio, dedizione. Li abbiamo sentiti nelle parole del presidente Draghi e noi di Italia Viva siamo convinti che sia la persona migliore per affrontare questa crisi. Possiamo essere ottimisti, grazie a un programma che mette al centro dell’agenda di governo molti dei punti che noi stessi, come IV, abbiamo portato avanti da tempo". Lo ha dichiarato Laura Garavini, senatrice eletta in Europa e Vicecapogruppo vicaria di Italia Viva-Psi, che questa mattina è intervenuta durante la discussione generale per il voto di fiducia al governo Draghi nell’Aula di Palazzo Madama.
"Bene che si parta dalla necessità di investire sulle nuove generazioni, per invertire la rotta che ha portato all'estero tanti nostri giovani promettenti”, ha commentato Garavini, prima di sottolineare “l’importanza dell’impegno per aumentare la presenza femminile non solo nel lavoro ma anche ai ruoli apicali”. E ancora: “servono importanti interventi per fare ripartire la crescita, con particolare attenzione al Sud e alle grandi opere. Ci sono oltre 100 miliardi di risorse pubbliche già stanziate da anni che vanno sbloccate, rimettendo in moto i cantieri, come chiediamo di fare da tempo".
"Bene il percorso espresso dal Presidente in politica estera”, ha aggiunto, riferendosi alla “chiara sottolineatura della linea europeista e atlantista del nostro paese. Grande attenzione al Mediterraneo, preoccupazione per le tensioni intorno alla Cina e determinazione nel dialogare con Paesi come la Russia e la Turchia senza sottovalutare la lesione dei diritti umani. Il quadro è tracciato con precisione ed è estremamente condivisibile”, ha confermato Garavini. “Siamo certi – ha concluso – che il nostro Paese saprà realizzare una transizione ambiziosa. Da Paese per certi versi ancora retrogrado a paese capofila in Europa, dal punto di vista economico, politico, sociale e culturale". (focus\aise) 

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