LE INIZIATIVE DEGLI ITALIANI NEL MONDO

LE INIZIATIVE DEGLI ITALIANI NEL MONDO

ROMA – focus/ aise – Il prossimo 21 marzo, Studio Arcobaleno in collaborazione con IACE - Italian American Committee on Education - e La Scuola d’Italia a New York organizza una speciale giornata di studio dedicata alla creatività e alle emozioni.
Lo scopo è quello di valorizzare tutti gli aspetti della lingua anche quelli che coinvolgono le emozioni, gli stati d’animo più profondi, espressi attraverso la creatività delle parole.
“Emozioni della musica e delle parole” il tema della giornata – ospitata nella sede della Scuola d’Italia a New York (12 East 96th Street): il corso dedicato a insegnanti di lingua e cultura italiana, intende approfondire il concetto dell’italiano come lingua dell’immaginazione e della creatività per intuire, capire e dire i sentimenti e gli stati d’animo, raccontare le emozioni e giocare con le parole.
Con la partecipazione straordinaria di Cristiana Pegoraro che eseguirà al pianoforte un brano della sua opera “Ithaka”.
“Si tratta di una giornata davvero speciale che si svolge all’insegna della Musica e della parola, quella della creatività e dell’immaginazione”, spiega Studio Arcobaleno. “Vengono illustrate le implicazioni metodologiche e didattiche nello sviluppo di itinerari di lavoro che valorizzano la divergenza della lingua, la metafora, la similitudine, il ritmo, le assonanze e i “colori” delle parole”.
Durante l’incontro verranno presentati anche materiali didattici che valorizzano gli aspetti della lingua che evoca e crea e due progetti speciali: “La lingua della pubblicità: scoperte linguistiche e attività didattiche”, a cura di Matilde Fogliani e Luisanna Sardu; e “Ascolto della musica per scrivere in Italiano: creatività e immaginazione dall’emozione alla lingua che la racconta”, a cura del compositore David Rose che presenta quattro brani musicali e attività didattiche.
Il programma dettagliato del corso – gratuito per tutti gli insegnanti – sarà disponibile nelle prossime settimane.
Sbarca poi a Tokyo il progetto "Dance Well – Ricerca e movimento per il Parkinson", che sarà oggetto di una conferenza e di un workshop introduttivo in programma il 17 febbraio all’Istituto Italiano di Cultura.
"Dance Well" nasce con l’obiettivo di includere in un’attività artistica – in questo caso la danza contemporanea – persone affette da morbo di Parkinson. Il progetto è nato nel 2015 presso il CSC (Centro per la Scena Contemporanea) di Bassano del Grappa, a seguito dello studio di una simile esperienza olandese. "Dance Well" si distingue per alcune particolarità: i partecipanti sono "Parkinson dancers", ovvero né "malati" né "anziani", ma artisti a tutti gli effetti; le lezioni si tengono in luoghi d'arte e di cultura come musei, teatri ecc., mai in ospedali o palestre; le classi sono miste, ovvero aperte a persone affette da Parkinson, accompagnatori, giovani, anziani, ballerini, coreografi.
Dal 2018 il progetto ha iniziato a diffondersi anche in Giappone. In questa occasione, la coreografa, regista e ballerina Shirakami Momoko e il ballerino e coreografo Sakai Naoyuki, che hanno partecipato al primo workshop giapponese di "Dance Well" e approfondito l’esperienza nell’estate 2019 a Bassano, terranno una conferenza e un workshop introduttivo assieme a Roberto Casarotto, direttore del programma.
È prevista la traduzione consecutiva da italiano a giapponese e da giapponese a italiano.
Il programma della giornata all’IIC si aprirà alle ore 15.00 con la conferenza di Casarotto, Momoko e Naoyuki, che presenterà le attività di "Dance Well" che si svolgono a Bassano del Grappa, il corso per istruttori tenuto ogni estate sempre a Bassano e lo stato del progetto in Giappone.
Il successivo workshop si terrà a partire dalle ore 17.00 sempre in Istituto a cura di Momoko e Naoyuki. La loro partecipazione al workshop fa parte del loro percorso formativo in vista del riconoscimento ufficiale da parte di "Dance Well" in qualità di istruttori. Casarotto farà da supervisore.
"Imagining the Renaissance / Defining the Jews" è il tema del convegno del Fondo per le Scienze Umane e Sociali che si tiene da ieri a mercoledì 15 gennaio a Gerusalemme. L’evento si tiene presso la Biblioteca Nazionale d’Israele, che lo ha organizzato in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv.
Partendo dal presupposto che al giorno d'oggi "sempre più continenti, popoli, idee e religioni hanno raggiunto una visibilità finora mai perseguita", il convegno si muove in una prospettiva globale, al cui interno gli storici sempre più tentano di confrontarsi con rappresentazioni dei confini tra queste entità che assumono la fisionomia di realtà miste e porose.
Il convegno "Imagining the Renaissance / Defining the Jews" tenta di contribuire a questa discussione sulle "forme di mescolanza culturale, metissage e scambio" per come si espressero nell’ambito del lungo Rinascimento italiano.
Numerosi i partecipanti italiani: Emma Abate del CNRS - French National Center for Scientific Research, Edoardo Angione dell’Università di Roma Tre, Guido Bartolucci dell’Università della Calabria, Marina Caffiero, Serena Di Nepi e Margherita Mantovani dell’Università La Sapienza di Roma, Filippo de Vivo della Birkbeck University of London, Alessandro Guetta di INALCO, Fabrizio Lelli dell’Università del Salento, Germano Maifreda dell’Università di Milano, Martina Mampieri della University of Göttingen, Pier Gabriele Mancuso di Medici Archive Project, Giuseppe Veltri della University of Hamburg, Alessandra Veronese dell’Università di Pisa, Stefano Villani della University of Maryland e Federico Zuliani dell’Università di Torino. (focus\ aise) 

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