LINGUA E TURISMO NEL MONDO PER LA RIPRESA ITALIANA

Lingua e Turismo nel mondo per la ripresa italiana

ROMA\ aise\ - È in corso il primo dei quattro incontri preparatori alla IV Assemblea plenaria della Conferenza Permanente Stato – Regioni – Provincie Autonome – CGIE, organizzato dal Consiglio Generale degli Italiani nel Mondo e dedicato all’Internazionalizzazione del Sistema Paese. E a tal riguardo non potevano mancare due argomenti importanti per valorizzare l’Italia nel mondo: la promozione della lingua nel mondo e la promozione del turismo, soprattutto quello di ritorno.
E difatti, a parlarne, dopo gli interventi istituzionali della Viceministra agli Esteri, Marina Sereni, e del Sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano, sono stati Alessandro Masi, Segretario Generale della Società Dante Alighieri, Silvana Mangione, vicesegretario generale del Cgie per i paesi anglofoni extraeuropei, e Giorgio Palmucci, presidente dell’ENIT.
Masi ha incentrato il suo intervento specialmente riguardo la nuova piattaforma che sta varando la Dante, dal titolo “Dante Globale”, che cerca anche di intervenire in questo periodo di grande difficoltà: “sono intorno ai 2 milioni di studenti di italiano, è la quarta lingua più studiata al mondo”, ma quello che evidenzia in particolar mondo Masi e che vorrebbe che questa assemblea ascoltasse con orecchio attento è il tema della “formazione”: “noi abbiamo un popolo di insegnanti che sta sparendo per mancanza di attenzione e risorse. Il corpo docente ha bisogno di un grande sostegno, perché sono loro ad essere in prima linea, che formano ragazzi e tutti quelli che vogliono imparare l’italiano. È un progetto che va rafforzato”. Per farlo, la Società Dante Alighieri porterà questo tema nella sua piattaforma, così come farà con l’insegnamento online e come ci porterà anche il tema “dell’identità italiana”, che “non significa essere nazionalisti, quanto piuttosto sposare un concetto di cultura fondamentale, un progetto di umanesimo. La Divina Commedia è un testamento per l’umanità. E siamo ben felici di poterlo esportare con la nostra lingua, che serve per l’internazionalizzazione, perché con l’Italiano passa il brand Made in Italy”. Tutto questo è quanto la Dante vuole portare in “Dante Globale 2021”, che verrà inaugurato il prossimo 25 marzo, nel Dantedì, che vuole cercare di “dare all’Italia la possibilità di riscattarsi attraverso la cultura”.
Nel suo intervento, invece, il vicesegretario generale del Cgie per i paesi anglofoni extraeuropei, Mangione, ha ricordato l’importanza di promuovere l’insegnamento dell’italiano nei discendenti italiani, “che è una lingua sia di cultura che di business, perché la nostra lingua è di fatto il più raffinato prodotto del Made in Italy attraverso i secoli”. A tal proposito Mangione ha spiegato come secondo lei “servirebbe un vero progetto politico che coinvolga anche altri ministeri e altre forze”, in modo che queste si possano “trainare a vicenda. Come il mondo dell’industria, le competenze delle regioni, le comunità italiane di base, i parlamentari italiani all’estero”, tutte al servizio dell’idea di “commercializzazione del Made in Italy”.
Altro tema trattato da Mangione è stata l’istruzione della lingua, che sorprendentemente “sta crescendo, forse anche “grazie” alla pandemia”, però, secondo Mangione, “c’è bisogno di internazionalizzare anche le meravigliose Università italiane, intensificandone il ruolo”.
Giorgio Palmucci, Presidente dell’Ente Nazionale Italiano per il Turismo, non poteva che parlare di “Turismo di Ritorno”. In questo ultimo anno, il tema è stato molto caro all’Enit, al Cgie così come alla promozione del sistema paese, ma si è scontrato con il Covid-19 e la pandemia. Ma Palmucci ha spiegato di essere già al lavoro e di essere pronto a quando i flussi turistici torneranno normali, evidenziando anche l’importanza di un tipo di turismo come quello delle origini. A tal ragione ha spiegato di aver firmato “un protocollo con il Cgie per la promozione attraverso i Comites del turismo di ritorno. E quindi, visto che come Enit abbiamo una collaborazione importante con il MAECI, con l’ICE e con gli IIC, c’è la necessità di lavorare insieme per promuovere l’Italia, e firmare questa convenzione è stato importante, anche se purtroppo nel 2020 abbiamo dovuto interrompere”. La ripresa, farà intensificare gli sforzi per promuovere un turismo che deve calcolare anche la “deconcentrazione e destagionalizzazione” del turismo di ritorno, che potrà far scoprire “un’Italia diversa e meno conosciuta da dove sono partiti i discendenti di tanti oriundi”.
Bisogna dunque “fare sistema” con Maeci e Cgie, secondo il Presidente dell’Enit, e infatti “queste collaborazioni non possono che dare buoni risultati”. “Speriamo in una ripresa rapida rispetto al turismo di ritorno. Una ripresa che darebbe sostegno al settore turistico, che ha sofferto e sta soffrendo pesantemente questa crisi, anche perché non c’è nessuno di migliore dei discendenti italiani che può internazionalizzare l’Italia”. (lu.ma.\aise)ROMA\ aise\ - È in corso il primo dei quattro incontri preparatori alla IV Assemblea plenaria della Conferenza Permanente Stato – Regioni – Provincie Autonome – CGIE, organizzato dal Consiglio Generale degli Italiani nel Mondo e dedicato all’Internazionalizzazione del Sistema Paese. E a tal riguardo non potevano mancare due argomenti importanti per valorizzare l’Italia nel mondo: la promozione della lingua nel mondo e la promozione del turismo, soprattutto quello di ritorno.
E difatti, a parlarne, dopo gli interventi istituzionali della Viceministra agli Esteri, Marina Sereni, e del Sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano, sono stati Alessandro Masi, Segretario Generale della Società Dante Alighieri, Silvana Mangione, vicesegretario generale del Cgie per i paesi anglofoni extraeuropei, e Giorgio Palmucci, presidente dell’ENIT.
Masi ha incentrato il suo intervento specialmente riguardo la nuova piattaforma che sta varando la Dante, dal titolo “Dante Globale”, che cerca anche di intervenire in questo periodo di grande difficoltà: “sono intorno ai 2 milioni di studenti di italiano, è la quarta lingua più studiata al mondo”, ma quello che evidenzia in particolar mondo Masi e che vorrebbe che questa assemblea ascoltasse con orecchio attento è il tema della “formazione”: “noi abbiamo un popolo di insegnanti che sta sparendo per mancanza di attenzione e risorse. Il corpo docente ha bisogno di un grande sostegno, perché sono loro ad essere in prima linea, che formano ragazzi e tutti quelli che vogliono imparare l’italiano. È un progetto che va rafforzato”. Per farlo, la Società Dante Alighieri porterà questo tema nella sua piattaforma, così come farà con l’insegnamento online e come ci porterà anche il tema “dell’identità italiana”, che “non significa essere nazionalisti, quanto piuttosto sposare un concetto di cultura fondamentale, un progetto di umanesimo. La Divina Commedia è un testamento per l’umanità. E siamo ben felici di poterlo esportare con la nostra lingua, che serve per l’internazionalizzazione, perché con l’Italiano passa il brand Made in Italy”. Tutto questo è quanto la Dante vuole portare in “Dante Globale 2021”, che verrà inaugurato il prossimo 25 marzo, nel Dantedì, che vuole cercare di “dare all’Italia la possibilità di riscattarsi attraverso la cultura”.
Nel suo intervento, invece, il vicesegretario generale del Cgie per i paesi anglofoni extraeuropei, Mangione, ha ricordato l’importanza di promuovere l’insegnamento dell’italiano nei discendenti italiani, “che è una lingua sia di cultura che di business, perché la nostra lingua è di fatto il più raffinato prodotto del Made in Italy attraverso i secoli”. A tal proposito Mangione ha spiegato come secondo lei “servirebbe un vero progetto politico che coinvolga anche altri ministeri e altre forze”, in modo che queste si possano “trainare a vicenda. Come il mondo dell’industria, le competenze delle regioni, le comunità italiane di base, i parlamentari italiani all’estero”, tutte al servizio dell’idea di “commercializzazione del Made in Italy”.
Altro tema trattato da Mangione è stata l’istruzione della lingua, che sorprendentemente “sta crescendo, forse anche “grazie” alla pandemia”, però, secondo Mangione, “c’è bisogno di internazionalizzare anche le meravigliose Università italiane, intensificandone il ruolo”.
Giorgio Palmucci, Presidente dell’Ente Nazionale Italiano per il Turismo, non poteva che parlare di “Turismo di Ritorno”. In questo ultimo anno, il tema è stato molto caro all’Enit, al Cgie così come alla promozione del sistema paese, ma si è scontrato con il Covid-19 e la pandemia. Ma Palmucci ha spiegato di essere già al lavoro e di essere pronto a quando i flussi turistici torneranno normale, evidenziando anche l’importanza di un tipo di turismo come quello delle origini. A tal ragione ha spiegato di aver firmato “un protocollo con il Cgie per la promozione attraverso i Comites del turismo di ritorno. E quindi, visto che come Enit abbiamo una collaborazione importante con il MAECI, con l’ICE e con gli IIC, c’è la necessità di lavorare insieme per promuovere l’Italia, e firmare questa convenzione è stato importante, anche se purtroppo nel 2020 abbiamo dovuto interrompere”. La ripresa, farà intensificare gli sforzi per promuovere un turismo che deve calcolare anche la “deconcentrazione e destagionalizzazione” del turismo di ritorno, che potrà far scoprire “un’Italia diversa e meno conosciuta da dove sono partiti i discendenti di tanti oriundi”.
Bisogna dunque “fare sistema” con Maeci e Cgie, secondo il Presidente dell’Enit, e infatti “queste collaborazioni non possono che dare buoni risultati”. “Speriamo in una “ripresa rapida rispetto al turismo di ritorno. Una ripresa che darebbe sostegno al settore turistico, che ha sofferto e sta soffrendo pesantemente questa crisi, anche perché non c’è nessuno di migliore dei discendenti italiani che può internazionalizzare l’Italia”. (lu.ma.\aise) 

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