Made in Italy e dintorni

ROMA – focus/ aise - Le eccellenze del Made in Italy a portata di clic. È nato in queste ore, infatti, il Marketplace degli Italiani per l’e-commerce di qualità, con una vetrina digitale aperta al mercato internazionale per le aziende italiane che operano nei settori dell’enogastronomia, moda, benessere e artigianato. Il portale è promosso dall’associazione Italian Digital Revolution, Aidr, una rete senza scopo di lucro che si pone come mission la diffusione della cultura digitale.
Il Marketplace, nasce infatti dalla volontà di creare una rete di supporto digitale alle aziende Made in Italy, in un momento particolare dell’economia del nostro Paese, creando un portale dedicato in cui poter promuovere i loro prodotti.
Puntare sul digitale, secondo le stime dell’Osservatorio Export Digitale della School of Management del Politecnico di Milano, significa incidere positivamente sulla ripresa economica, basta considerare alcuni dati: l’export digitale italiano nel 2020 ha raggiunto il valore di 13,5 miliardi di euro, con una crescita è stata pari al 14%, a fronte di un crollo del settore sul fronte delle esportazioni che ha toccato le due cifre. In quest’ottica, sempre secondo i dati del Politecnico, occorre puntare sulla formazione digitale, per aiutare le imprese italiane, ancora in forte ritardo rispetto agli altri Paesi dell’Unione.
In questa direzione l’associazione si occuperà inoltre di affiancare gli imprenditori nel loro percorso di alfabetizzazione digitale. Alla piattaforma hanno già aderito diverse realtà, sparse su tutto il territorio nazionale. Attraverso il sito, che rispetta gli ultimi standard in materia di usabilità, sarà possibile acquistare in maniera sicura e veloce diverse categorie merceologiche.
“Stiamo riscontrando una grande volontà di riscatto da parte degli imprenditori - ha sottolineato il presidente di Aidr, Mauro Nicastri -. In questo ultimo anno, la pandemia ha stravolto le nostre abitudini di acquisto, spostando online molte attività. A fronte di una domanda, destinata a crescere rapidamente, secondo le stime internazionali, molti imprenditori, continuano a riscontrare delle difficoltà di accesso alle attività digitali. Proprio per questo, la nostra associazione, ha deciso di mettere al servizio delle aziende, non solo le proprie conoscenze, ma uno strumento operativo con una vetrina online per essere ancora più competitivi nel mercato italiano ed internazionale”, ha concluso Nicastri.
Da oggi fino al 9 aprile avrà luogo, in forma virtuale, ITB India, la convention annuale b2b dedicata al mercato turistico indiano e dell'Asia meridionale che riunisce i principali leader del settore dei viaggi e gli espositori internazionali di vari segmenti di MICE, tempo libero, corporate, travel & technology.
Tra gli enti presenti anche l’Enit che ha redatto un focus di approfondimento sui dati relativi al mercato indiano (con riferimento all'anno pre-Covid 2019).
Flussi. Le presenze indiane negli esercizi ricettivi italiani sono stati circa 1,4 milioni nel 2019, il 10,6% in più rispetto al 2018. Le prime 5 regioni di destinazione: Lazio (+15,5%), Lombardia (+19,8%), Veneto (+4,4%), Toscana (-2,3%) e Campania (+31,9%).
La clientela si è orientata verso il soggiorno nelle strutture alberghiere, dove si contavano oltre un milione di notti nel 2019 (=il 79,5% del totale).
Negli esercizi extra-alberghieri si è registrato l'incremento più elevato di presenze: +13,9% (contro +9,8% degli alberghi).
La spesa. Gli introiti turistici dall’India in Italia ammontavano a circa 207 milioni di euro nel 2019 (quasi un +18,0% sul 2018). Nella prime 5 regioni di destinazione si è concentrato l’89,5% della spesa totale.
Nelle strutture ricettive italiane si è rilevato il 76,3% delle entrate (=157,7 milioni di euro). A seguire, la spesa di 38,3 milioni di euro per le case in affitto.
Per i turisti indiani, il soggiorno in Italia è motivato soprattutto dalla vacanza culturale per la quale hanno speso 87 milioni di euro nel 2019 (il 42% del totale).
“L’appuntamento di oggi è per noi motivo di orgoglio perché siamo riusciti a costituire, in tempi relativamente rapidi e grazie al lavoro di squadra, la fondazione di Umbria Film Commission, tanto attesa e che mancava nella nostra regione”. Così la presidente della Regione Umbria Donatella Tesei nel corso della presentazione, mercoledì a Palazzo Donini, della Fondazione Umbria Film Commission, a cui hanno partecipato la sottosegretaria alla cultura Lucia Borgonzoni, i sindaci di Perugia, Andrea Romizi, e di Terni, Leonardo Latini, il presidente Anci Umbria Michele Toniaccini, la presidente della Associazione italiana film commission Cristina Priarone, il regista Paolo Genovese il presidente di Anica, Francesco Rutelli. Presenti anche i membri del Cda.
“Sin dall’insediamento di questa Giunta – ha aggiunto la presidente Tesei – abbiamo lavorato a questa priorità avendo piena consapevolezza che quello dell’Umbria è un territorio naturalmente vocato all’accoglienza di produzioni cinematografiche e televisive. Si tratta di una bellissima iniziativa, condivisa con tutti i Comuni umbri, che avrà notevoli ricadute anche per lo sviluppo economico dei territori. Ad aprile – ha annunciato Tesei - la Giunta regionale presenterà inoltre un pacchetto straordinario di misure per i settori del turismo, della cultura e dello spettacolo. Si tratta di strumenti diversi, tutti collegati da una strategia unica che, oltre al rafforzamento dei ristori per operatori, associazioni e imprese operanti in questi settori, punterà a favorire la ripartenza di un comparto particolarmente colpito dagli effetti del Covid”.
La sottosegretaria Borgonzoni ha evidenziato che “i temi dell’audiovisivo e della cultura sono fondamentali per il nostro Paese, in quanto hanno una ricaduta enorme sui territori dove le film commission rappresentano fattori di sviluppo e di attrazione. Anche nell’ambito del Pnrr sono previsti consistenti investimenti sulle film commission ed in particolare su Cinecittà come attrattore mondiale della produzione audiovisiva e filmica in Italia e volano per le altre realtà regionali”.
Borgonzoni ha inoltre affermato che c’è e ci sarà “il supporto del ministero a sostegno delle film commission, nella consapevolezza che, come emerso da una ricerca di Anica in collaborazione con il centro studi di Confindustria, l’investimento sull’audiovisivo costituisce un moltiplicatore economico molto alto per i territori dove si investe”.
La presidente della Associazione italiana film commission Cristina Priarone ha sottolineato come “una regione così importante come l’Umbria, aveva bisogno di una film commission strutturata. Le film commission – ha aggiunto - incarnano l’osmosi tra territorio e settore audiovisivo. È dunque fondamentale la partecipazione del territorio attraverso la Regione e gli enti locali e da questo punto di vista l’Umbria parte da ottime basi, avendo anche a disposizione una buona dotazione di risorse e la presenza di Paolo Genovese che darà vita e belle scelte strategiche ed umane. La nostra Associazione ci sarà per eventi e iniziative di lancio e per aiutare la Film commission umbra in tutti i settori, per portarla alla conoscenza nazionale. Le film commission – ha concluso - sono avamposti che interagiscono su una scena mondiale e che innescano processi di virtuosi di sviluppo territoriale e turistico”.
Per il presidente di Anci Umbria Michele Toniaccini, “la costituzione della Fondazione rappresenta una nuova opportunità di promozione per i comuni che possono così mettere a leva le loro peculiarità ed eccellenze in una regione che ha già dimostrato di essere attrattiva per molti autori e registi e la sinergia fra Anci Regione e Comuni di Perugia e Terni rappresenta un valore aggiunto per l’intera Umbria”.
“Oggi è un momento storico che dà inizio ad una grande avventura – ha detto il sindaco di Terni, Leonardo Latini – e siamo pronti ad accogliere questa sfida di rilancio oltre che di resilienza dovuta alla pandemia. Siamo pronti a fare la nostra parte anche per l’interlocuzione con imprese e settore del turismo”.
Nel “ringraziare tutti i soggetti che hanno portato alla nascita della Fondazione”, il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, ha sostenuto che l’Umbria film commission “rappresenta un fattore importante per lo sviluppo dell’intera regione e per la sua promozione, ma anche costituisce un’occasione per recuperare consapevolezza della identità regionale”.
Presidente della fondazione il regista Paolo Genovese: “non mi risparmierò in questo impegno. Abbiamo ora a disposizione uno strumento fondamentale per il territorio e per incrementare l’attività cinematografica, lavorando per attrarre produzioni in Umbria, una regione che ha tantissime risorse e che è un set naturale. I finanziamenti per questo sono importanti, così come la flessibilità nell’erogare servizi e la logistica legate al settore per rendere più facili le produzioni. Occorre fare conosce inoltre la straordinaria accoglienza umbra e lavorare, con le istituzioni e gli amministratori comunali, perché grazie alle produzioni si possano esportare il nostro territorio, la cultura, il cibo, il paesaggio. C’è il nostro impegno anche sul fronte della didattica – ha aggiunto Genovese - con l’obiettivo di realizzare una scuola di cinema in Umbria che ci consentirebbe di avere maestranze, tecnici e professionisti disponibili sul territorio. Altro obiettivo – ha concluso – è quello di realizzare un grande Festival di cinema, come appuntamento culturale e cinematografico e mezzo per far conoscere il territorio e le sue eccellenze”.
Il presidente di Anica, Francesco Rutelli ha sostenuto che “l’Umbria, può ora far tesoro nelle precedenti esperienze delle altre film commission a livello nazionale. In questo ambito – ha aggiunto - la specializzazione rappresenta un elemento fondamentale e la specificità umbra va valorizzata come fattore strategico. La prima film commission italiana – ha ricordato – è nata a Roma durante la mia amministrazione. A distanza di 25 anni la platea si è notevolmente ampliata: non solo cinema, ma spot, web ed attività on line. Nel solo mese di marzo a Roma sono stati contati 207 set aperti. L’Anica si batterà per la riapertura del cinema in condizioni di sicurezza. Nel frattempo abbiamo lavorato con le maestranze, gli attori, i sindacati, registi e produttori. Grazie agli incentivi del governo per fronteggiare i costi covid, abbiamo potuto far girare e pieno regime le produzioni. In Umbria – ha concluso - ci son tutte le condizioni per fare grandi cose e non mancherà il nostro sostegno”.
“Abbiamo scommesso sin dal nostro insediamento, insieme alla presidente Tesei che ci ha sempre creduto, sul ‘progetto Fondazione’, come organismo stabile, a tempo indeterminato ed in grado di viaggiare con le proprie gambe e diventare volano di sviluppo per i settori della cultura, dello spettacolo e del turismo”, ha sottolineato l’assessore regionale alla cultura Paola Agabiti.
Il Cda di Umbria film commission è presieduto da Paolo Genovese e composto da Lidia Vizzino (Regione Umbria), Maria Rosi (Regione e Anci), Daniele Corvi (Comune Perugia) e Nicola Innocenti (Comune di Terni). (focus\ aise)