MARCINELLE/ FURLAN (CISL): ACCOGLIENZA CIVILE E SICUREZZA SUL LAVORO QUESTIONI SEMPRE ATTUALI

MARCINELLE/ FURLAN (CISL): ACCOGLIENZA CIVILE E SICUREZZA SUL LAVORO QUESTIONI SEMPRE ATTUALI

ROMA\ aise\ - “Sessantatré anni fa si consumava in Belgio la tragedia di Marcinelle dove morirono 262 lavoratori, di cui 136 italiani, sfruttati in maniera inumana ed in totale assenza di sicurezza in una miniera di carbone. La Cisl non dimentica quella pagina di storia terribile, sempre attuale, che rimane un monito per tutti”. È quanto dichiarato dalla Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, che ieri ha commemorato l’anniversario della strage di Marcinelle.
“Non dobbiamo mai dimenticare che l’Italia è stata e rimane ancora un paese di migranti come dimostrano i due milioni di giovani meridionali che hanno abbandonato la loro terra d’origine negli ultimi dieci anni”, ha aggiunto Furlan. “La ripresa dei flussi migratori rappresenta la vera emergenza meridionale, che negli ultimi anni si è via via allargata anche al resto del Paese. Sono più i meridionali che emigrano dal Sud per andare a lavorare o a studiare al Centro-Nord e all’estero che gli stranieri immigrati regolari che scelgono di vivere nelle regioni meridionali”.
“Una accoglienza civile per chi è costretto ad emigrare e la sicurezza nei luoghi di lavoro sono questioni sempre più attuali come dimostra anche la tragedia del ghetto de “La Felandina””, ha detto la leader della Cisl riferendosi alla morte di una giovane migrante nigeriana morta nell’incendio di un capannone in Basilicata dove vivevano 500 braccianti.
“Occorre una maggiore attenzione delle istituzioni, degli enti locali, delle parti sociali, di quanti hanno responsabilità di Governo”, ha aggiunto Furlan. “Dobbiamo uscire da questa gabbia omertosa, politica e culturale, lavorare insieme per garantire agli immigrati, che si trovano e lavorano in Italia in tanti settori, permessi regolari di soggiorno, tutele contrattuali, trasporti sicuri, abitazioni dignitose. La commemorazione della tragedia di Marcinelle ci deve far comprendere, in tutta la sua drammaticità, il sacrificio e la difficile scelta di chi è costretto ad emigrare, lasciare i propri cari ed il proprio paese per aspirare legittimamente ad una vita migliore e ad un lavoro per sé e la propria famiglia. Anche per questi motivi – ha concluso – la storia è una fonte d’insegnamento ed un monito per comprendere e saper cogliere la sfida che l’immigrazione come fenomeno globale offre a tutti noi”. (aise) 

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