“MEDITERRANEO ORIENTALE: NUOVE DINAMICHE E SFIDE EMERGENTI”: IL REPORT DEL CESI

“Mediterraneo Orientale: nuove dinamiche e sfide emergenti”: il report del CeSI

ROMA\ aise\ - Nell’ultimo decennio, il Mediterraneo è diventato un epicentro globale di interessi geopolitici e geoeconomici. Una rilevanza accresciuta in virtù delle profonde trasformazioni che lo hanno attraversato e che continuano a manifestarsi sotto forme sempre fluide e mutevoli. I conflitti regionali in Libia e in Siria, le tensioni mai sopite tra Turchia, Grecia e Cipro, le rivendicazioni degli Stati rivieraschi sulle risorse offshore di gas naturale, le controversie in merito ai confini marittimi contestati nel Mar del Levante, nonché le politiche competitive delle potenze intra- ed extra-regionali rappresentano solo alcuni dei principali driver di instabilità nel Mediterraneo centrale e orientale.
Di questo parla il nuovo report del Centro Studi Internazionali (Ce.S.I.) riguardo le crisi del mediterraneo dal titolo “Mediterraneo Orientale: nuove dinamiche e sfide emergenti”.
Ai fattori di crisi dell’area bisogna aggiungere, infine, gli effetti socioeconomici, e durevoli nel tempo, prodotti dalla pandemia da Covid-19 e dal conseguente crollo dei prezzi energetici su scala globale. Di fatto, il contesto operativo mediterraneo si mostra colmo di elementi di conflittualità, nel quale si scorgono chiaramente diverse sfide e opportunità. Non a caso, in un Mare Nostrum in costante evoluzione, si registra un forte attivismo di attori del calibro di Egitto, Turchia, Israele, Francia, Grecia, Cipro, Russia, Emirati Arabi Uniti e Qatar, mossi dal desiderio di soddisfare sia i rispettivi interessi economici nel Mediterraneo orientale sia le proprie importanti ambizioni geopolitiche mirate a rinsaldare, e possibilmente ampliare, lo status regionale e internazionale.
Un ruolo più definito al quale aspira anche l’Italia nell’alveo delle iniziative dell’Unione Europea. Questo approfondimento esamina i driver di tensione, proponendo al contempo una prospettiva concreta nella quale i diversi attori coinvolti potrebbero svolgere un ruolo attivo per sostenere una de-escalation diffusa, dando vita contemporaneamente ad un meccanismo di cooperazione multilaterale inclusivo per superare le diverse linee di faglia esistenti nel Mediterraneo.
Questi i temi trattati nel report: “Confini, energia e geopolitica: driver di tensione nel Mediterraneo” e “Una cooperazione e competizione regionale sempre più ampia e Conflittuale”. (aise) 

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