OLEG SENTSOV RICEVE DI PERSONA IL PREMIO SACHAROV 2018 AL PARLAMENTO EUROPEO

OLEG SENTSOV RICEVE DI PERSONA IL PREMIO SACHAROV 2018 AL PARLAMENTO EUROPEO

STRASBURGO\ aise\ - Dopo cinque anni di detenzione in Russia, il regista e attivista ucraino per i diritti umani, Oleg Sentsov, ha ricevuto questa mattina di persona a Strasburgo, nella sede del Parlamento Europeo, il Premio Sacharov 2018.
Ha potuto quindi accettare di persona il Premio Sacharov per la libertà di pensiero 2018, consegnato dal Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, dopo essere stato rilasciato il 7 settembre 2019 come parte di un accordo di scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina. Sentsov era stato arrestato per aver protestato in Piazza Indipendenza a Kiev contro l’annessione della sua nativa Crimea alla Russia.
Il Presidente del PE, David Sassoli, consegnandogli il premio, ha dichiarato: “Lei è rimasto saldo nei suoi principi e nelle sue convinzioni e ha pagato per questo. Nessuno dovrebbe pagare un prezzo per la propria libertà”.
Sassoli ha ricordato inoltre il coraggio di tutti coloro che non restano in silenzio quando i diritti umani vengono violati e che pagano a carissimo prezzo il proprio impegno. “Sentsov – ha detto ancora il presidente del PE - è stato rilasciato, ma molti altri, fra cui giornalisti e blogger come Stanislav Aseyev, sono tuttora tenuti in ostaggio in Ucraina orientale. Chiediamo insieme che vengano liberati”.
Nel ricevere il premio, Oleg Sentsov ha dichiarato: “è un grande onore e una grande responsabilità ricevere questo premio. Lo accetto non come un onore personale ma come un premio a tutti i prigionieri politici ucraini che sono passati dalle prigioni russe o che ci si trovano tuttora.” Sentsov ha elogiato l’UE e i suoi valori democratici e criticato le pratiche “militariste” della Russia.
Oleg Sentsov è stato condannato a 20 anni di reclusione per “aver tramato atti terroristici” contro il governo de facto russo in Crimea. Amnesty International ha descritto il suo processo come “un processo ingiusto di fronte a un tribunale militare”. È diventato un simbolo per i circa 70 cittadini ucraini illegalmente arrestati e condannati a sentenze molto severe dalle forze di occupazione russe nella penisola di Crimea. Il regista ha fatto poi uno sciopero della fame da metà maggio 2018 al 6 ottobre 2018, quando l’ha concluso sotto la minaccia di venire alimentato con la forza.
Una volta liberato ha dichiarato: "Quando sei solo e non ti senti sostenuto è dura, ma io sapevo che le persone mi sostenevano e questo mi ha aiutato a essere forte. Vi ringrazio di questo sostegno". Ora che è un uomo libero, Oleg Sentsov chiede la liberazione degli altri prigionieri politici in Russia. "Non voglio guardare al passato – ha detto -, voglio guardare al presente e al futuro. Il problema ora sono gli altri prigionieri ancora dietro le sbarre". (aise) 

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