REGIONI E TURISMO DI RITORNO AL WEBINAR DELLA CONFERENZA STATO REGIONI CGIE

Regioni e turismo di ritorno al webinar della conferenza Stato Regioni Cgie

ROMA\ aise\ - Dedicato all’internazionalizzazione del Sistema Paese, il primo webinar dei quattro preparatori alla assemblea plenaria della Conferenza Stato - Regioni - Province autonome - Cgie ha dato spazio anche ad amministratori regionali e locali per parlare delle diverse esperienze in tema di proiezione all’estero del proprio territorio.
A rappresentare la Regione Lombardia è stato Christian Rizzi, sottosegretario alla presidenza con delega alle relazioni internazionali, che ha citato i “primati” della regione – dall’export ai consolati stranieri presenti sul suo territorio, eredità di ExpoMilano – per assicurare che a Palazzo Pirelli si intende puntare molto sul turismo delle radici: la regione non solo partecipa al tavolo con il Maeci – attivato dalla Direzione generale per gli italiani all’estero - “ma cercherà di coordinarlo”, viste “le caratteristiche della nostra regione”.
Regione che riconosce “il lodevole impegno delle associazioni dei lombardi nel mondo” e che ha partecipato “alla seconda Guida delle radici della Dgit”.
Il ruolo dei comuni è stato al centro dell’intervento di Francesco Lo Giudice, sindaco di Bisignano (Cosenza), dove è stato creato l’ufficio delle relazioni con i cittadini all’estero.
Duplice il suo obiettivo, ha spiegato il sindaco: “dedicare un canale dedicato ai bisignanesi all’estero, per il disbrigo di pratiche amministrative” e “aprire un canale di contatto con città”. Il comune, inoltre, “è coinvolto nel progetto sul turismo delle radici con l’Università della Calabria, dove partirà il primo master dedicato, di cui siamo partner”.
Nel turismo delle radici, ha aggiunto, “si promuovono territori, si accolgono turisti, si accompagnano alla scoperta delle loro origini sia genealogiche che culturali”. Si tratta di un “grande motore di sviluppo” importante per i comuni che “hanno bisogno di due “figure”, di due categorie: turisti e investitori. “Figure” – ha concluso - che possono coincidere nel turista delle radici”.
Un punto che ha trovato d’accordo Paolo Crudele, direttore centrale della Direzione generale per gli italiani all'estero della Farnesina, che ha lanciato il progetto nel 2018.
Due sono “le direttrici di fondo al ministero”; la prima consiste nell’obiettivo “primario”, anzi “strutturale”, cioè “valorizzare gli italiani all’estero come volano di promozione del Sistema Paese”, cercando di essere all’altezza delle “nuove e benvenute sfide” che “la nuova mobilità pone a tutti noi”.
Si tratta, ha spiegato Crudele, di lavorare a servizi consolari adeguati e digitali, ad azioni capaci di “attrarre la mobilità circolare” per farla “tornare in Italia” o, comunque, per “mantenerla collegata al Paese”, compito che la Direzione generale “cerca di svolgere attraverso i Consolati con i Comites che ci danno una grandissima mano”.
L’altro versante è appunto il “turismo delle radici, un’offerta strutturata con beni e servizi dedicati, ma che dà anche la possibilità di favorire la conoscenza della propria storia familiare e del proprio Paese di origine”. Il potenziale del turismo delle radici, ha ricordato Crudele, è di 4miliardi di euro, tanto è estesa la platea di possibili “turisti”.
“Dice bene il sindaco di Bisignano che cita il “turista investitore””, ha commentato Crudele, prima di citare l’esempio di Bernalda, in Basilicata, e il suo concittadino più celebre, Francis Ford Coppola, come “esempio tipico delle possibili positive ricadute sul territorio”.
Ma il progetto ha anche altri lati positivi: dalla “sfida digitale, grazie ai canali innovativi da sviluppare all’ecosostenibilità, visto che valorizza zone turisticamente “minori” e meno frequentate”, fino al farsi “premessa per il recupero del territorio”. La Direzione generale, ha concluso, “è molto impegnata, e con convinzione, su questo progetto, sempre ben coadiuvati da Cgie e Comites” perché questa “è una sfida che non vinciamo da soli”. (m.c.\aise) 

Newsletter
Archivi