ROBERTO RE: A DUBAI UNO DEI PERSONAL COACH PIÙ FAMOSI D’EUROPA

Roberto Re: a Dubai uno dei personal coach più famosi d’Europa

DUBAI\ aise\ - “Coach, motivatore e scrittore. Con oltre 25 anni di esperienza, più di 380mila partecipanti ai suoi corsi, migliaia di giornate d’aula, centinaia di personal coaching e diversi libri di grande successo, fanno di Roberto Re uno dei personal Coach più famosi in Europa”. Ad intervistarlo è stati “DubaItaly.com”, portale fondato e diretto da Elisabetta Norzi, tornato online da qualche giorno con una grafica completamente rinnovata.
D. Come sei arrivato a Dubai e quando?
R. Nel 2014 ero nauseato dalla situazione italiana sempre più precaria e volevo fare un’esperienza di vita diversa, spiaggia e caldo tutto l’anno. Avevo in mente da tempo un’esperienza internazionale in cui dar vita ad un progetto come quello che avevo visto realizzare da alcuni amici nel 2012.
D. Perché hai scelto di fermarti a Dubai?
R. Perché unisce il lavoro alla sensazione serena di essere in vacanza al caldo. È una città pulita, sicura, cosmopolita ed è anche una bella città. La qualità della vita è altissima. La vicinanza con Milano, dove ancora ho la sede principale della mia attività, mi ha fatto fare la scelta. Infatti la mia idea iniziale era quella di trasferirmi a Miami ma, tra fuso e viaggio, sarebbe stato troppo complesso. Dubai mi è sembrato il giusto compromesso. In quel momento avevo anche mio figlio che passava dalle elementari alle medie ed ho deciso di approfittare di questo passaggio in modo da non creargli un trauma… e ho fatto le valigie. Tutto si è incastrato come doveva.
D. Quali sono state le maggiori sfide che hai dovuto affrontare?
R. In particolare nessuna, la mia azienda è comunque rimasta in Italia, l’ho solo declinata in maniera diversa. Forse qualche difficoltà l’ho riscontrata con la burocrazia, molto rigida, ma nulla al confronto con il caos italiano. A livello personale non ho avuto grosse difficoltà, parlavo già fluentemente l’inglese ed ero abituato a spostarmi, mi sono subito ambientato. Anche mio figlio si è trovato molto bene in una scuola dove ha potuto stringere rapporti con ragazzi provenienti da ogni parte del mondo (più di 100 nazionalità diverse) avendo così l’opportunità di ampliare le sue vedute.
D. Quali le maggiori soddisfazioni?
R. Prima di tutto quella di aver dato a mio figlio la possibilità di vivere una vita più serena e piena di stimoli. Professionalmente, mi sono ritrovato a fare convegni in situazioni culturalmente diverse da quelle a cui ero abituato e l’ho trovato molto stimolante. Ho anche avuto modo di constare che l’italianità vera e di qualità viene ancora molto apprezzata. La qualità di vita vissuta in questi 5 anni a Dubai, la migliore gestione del tempo, la possibilità di avere cura di me stesso, legata all’opportunità di delegare che il mio lavoro mi offre, ha fatto sì che la qualità del lavoro stesso aumentasse. Ho imparato anche a fruttare al meglio la differenza di fuso orario, le due – tre ore di differenza mi consentono di dedicare la mattina al mio privato e di trovarmi attivo quando l’Italia “si sveglia”.
D. Cosa ami particolarmente di Dubai?
R. Varietà di offerta, la civiltà ed educazione della gente, il rispetto delle regole, la cortesia in qualunque ufficio o negozio, la pulizia, l’intelligenza con la quale viene gestita, quasi come un’azienda, e come viene sviluppata e pensata, ci sono spazi per figli piccoli, è una città a misura d’uomo con una forte attenzione ai dettagli. Unica cosa che manca è il verde delle nostre colline, qui l’entroterra è solo deserto. Comunque è bilanciato con uno sforzo di verde pubblico che in queste condizioni è ammirevole. Dubai sembra il frutto di una visione, dall’idea alla realizzazione. Qui si ha la possibilità di fare partendo da un’idea. Per una mente fluida che spazia dalla visione, dall’intuizione alla realizzazione, Dubai è una città di ispirazione.
D. A cosa devi il tuo successo?
R. A come ho fatto quello che faccio, la super attenzione alla clientela, il rispetto per la visione portata avanti con cura e qualità, il fatto che ho sempre mirato al miglioramento, stoico nel credere. Quando io ho iniziato a fare quello che facevo non c’erano riferimenti in Italia. Diciamo che sono stato un pioniere e come tale ho dovuto lottare per affermare la mia idea.
D. Cosa consiglieresti a un giovane che volesse venire a Dubai a fare il tuo lavoro?
R. In generale non pensare che a Dubai sia tutto facile perché ci sono i soldi e gli sceicchi, qui c’è già tutto e di qualità alta. Per emergere si deve veramente essere sopra la media, non pensate di arrivare da improvvisati. Bisogna darsi la possibilità di investire del tempo per creare connection ed opportunità e bisogna avere anche il coraggio di non mollare… qui è molto probabile che nei primi anni ci sia una perdita d’esercizio… a meno che non si venga a Dubai a lavorare per un’azienda già affermata e quindi a fare il dipendente”. (aise) 

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