SVIZZERA AL VOTO SULLA “IMMIGRAZIONE LIMITATA”: L’APPELLO DEL COMITES DI GINEVRA

SVIZZERA AL VOTO SULLA “IMMIGRAZIONE LIMITATA”: L’APPELLO DEL COMITES DI GINEVRA

GINEVRA\ aise\ - Archiviato il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari, i cittadini italo – svizzeri torneranno alle urne domenica prossima per votare l’iniziativa dell’UDC sulla “Immigrazione limitata”. Contro questa iniziativa si è espresso anche il Comites di Ginevra che, attraverso il suo presidente Oreste Foppiani, indirizza agli elettori una “lettera -appello” a sostegno del “no”.
La pubblichiamo integralmente di seguito.
“Questo Com.It.Es (Comitato Italiani all’Estero), organo elettivo cui spetta per legge una funzione istituzionale di promozione e tutela degli interessi della comunità italiana nella circoscrizione del Cantone di Ginevra, reputa doveroso contribuire all’informazione di connazionali e cittadini svizzeri in merito all’iniziativa in oggetto.
Premesso che (evidentemente) ogni cittadino esprimerà il proprio voto liberamente e in base alla propria coscienza civica e politica, la presente reca lo scopo di stimolare la riflessione su alcuni punti (a nostro avviso) cruciali per la tutela sia degli interessi dei cittadini italiani che svizzeri.
L’iniziativa, come noto, mira a limitare la libera circolazione dei cittadini tra l’UE e la Svizzera. A tal proposito, è utile ricordare come un cittadino dell’UE possa stabilirsi in Svizzera soltanto se munito di idoneo titolo (ad esempio, un contratto di lavoro): di conseguenza, sfugge ad ogni logica la constatazione o il timore che si stiano spalancando le porte a un’immigrazione irregolare e incontrollata, a danno dei lavoratori svizzeri.
A tal proposito, è falso pretendere che la Svizzera sia stata invasa dai lavoratori europei: corre l’obbligo di puntualizzare, infatti, che negli ultimi sei anni (2013–2019) l’afflusso di lavoratori provenienti dall’UE è diminuito del 54% (cfr OFP - Office Fédéral des Statistiques).
Più in generale, l’accordo sulla libera circolazione è parte integrante del pacchetto degli “Accordi Bilaterali” (sette accordi in tutto) negoziati dalla Svizzera con l’UE ed ispirati, ovviamente, ad un regime di reciprocità tra Svizzera e UE.
In riferimento a ciò, un eventuale accoglimento dell’iniziativa dell’UDC il 27 settembre comporterebbe il decadimento di tutti e sette gli accordi con conseguenze nefaste per l’economia svizzera, la quale gode di esportazioni verso l’UE per un equivalente di 128 miliardi di franchi all’anno (cfr Administration Fédérale de Douanes); in aggiunta, lavoratori e studenti svizzeri non beneficerebbero più della libertà di circolazione alla stregua dei cittadini europei.
Infine, si ricorda come l’accordo sulla libera circolazione abbia permesso di negoziare - fra sindacati e associazioni di categoria - le cosiddette “Misure di Accompagnamento”, con lo scopo di salvaguardare le condizioni lavorative di tutti i lavoratori in Svizzera (dunque, svizzeri e stranieri): da questo punto di vista, l’abrogazione, anche parziale, della libera circolazione inficerebbe sicuramente le menzionate misure di accompagnamento.
Con la viva speranza di aver offerto qualche spunto di riflessione sulla base di elementi puntuali, La ringrazio sentitamente per l’attenzione e il tempo dedicati”. (aise) 

Newsletter
Archivi