TUTELA DELL’AMBIENTE E RICERCA SCIENTIFICA MADE IN ITALY

TUTELA DELL’AMBIENTE E RICERCA SCIENTIFICA MADE IN ITALY

ROMA – focus/ aise – Seconda edizione a Brescia per “I paesaggi. Salvaguardia e promozione di un patrimonio italiano”, giornate di studi in programma il 17 e 18 gennaio scorsi nell’Auditorium San Barnaba - Piazzetta Arturo Benedetti Michelangeli (Corso Magenta, 44).
“Paesaggi, agricoltura e ambiente tra tutela e valorizzazione” il tema della due giorni promossa da Ateneo di Brescia Accademia di Scienze Lettere e Arti, Fondazione ASM Gruppo a2a, Università degli Studi di Brescia, con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Brescia, Comune di Brescia e con il contributo di numerosi sostenitori sensibili all’argomento.
Nelle due giornate (il 17 gennaio mattina e pomeriggio, il 18 gennaio mattina), autorevoli studiosi e operatori hanno presentato con una serie di relazioni la necessità del rispetto e delle interconnessioni tra l’ambiente, l’economia e l’agricoltura, dove il paesaggio soprintende come bene fondamentale.
Si è voluto così proporre un approccio culturale che affronti paesaggi-agricoltura-ambiente in modo inclusivo per la comprensione dei tratti fondamentali geo-morfologici, agro-faunistici e storico-antropici del territorio, con attenzione ai piccoli borghi. Una maggiore conoscenza dei tratti fondamentali induce: consapevolezza e rispetto dei luoghi, turismo consapevole e controllato, educazione ad una agricoltura di qualità e sostenibile.
Il tema “Prospettive immediate e future, sicurezze e minacce”, coordinato dal giornalista Massimo Tedeschi, è stato introdotto dalla relazione di apertura di Salvatore Settis archeologo, storico dell’Arte e Accademico dei Lincei, a cui seguiranno importanti contributi di docenti e/o professori universitari esperti nelle diverse discipline (geologiche, ambientali, forestali, climatiche, agrarie).
Il tema “Insediamenti antropici nella pianura e nelle zone pedemontane”, coordinato dal giornalista Riccardo Venchiarutti, ha alternato interventi di approfondimento come il contributo di Attivaree-Fondazione Cariplo, ad altri di taglio più discorsivo e di intrattenimento come il contributo del musicista Enrico Intra o di Fiorello Primi presidente di I borghi più belli d’Italia.
Infine, il tema “Terra ed acqua: le politiche del paesaggio agrario”, coordinato dal giornalista Claudio Baroni, dopo relazioni di approfondimento, è stato concluso da una tavola rotonda con gli interventi e la discussione tra i quattro Presidenti di: Coldiretti, Confagricoltura, Associazione Industriale Bresciana, Camera di Commercio Brescia.
Le tre sessioni, sostenute e condivise dagli Ordini Professionali, sono state intercalate da coffee break offerti da Istituto Vincenzo Dandolo (che si occupa anche dell’accoglienza e dell’allestimento floreale) e da Coldiretti.
Migliorare l’accettabilità sociale e promuovere lo sviluppo sostenibile dell’eolico in alcune regioni di sei Paesi europei (Italia, Germania, Lettonia, Norvegia, Polonia e Spagna), dove la produzione di energia dal vento è diffusa in maniera limitata. È questo l’obiettivo del progetto europeo avviato in questi giorni WinWind, finanziato dal programma Ue Horizon 2020 e coordinato per l’Italia da ENEA e dalla società Ecoazioni, con il coinvolgimento delle Regioni Lazio e Abruzzo.
Grazie ad un approccio inclusivo sul piano sociale il progetto ha analizzato le specificità socioeconomiche e ambientali delle Regioni partecipanti con lo scopo di sviluppare soluzioni su misura per accelerare lo sviluppo del mercato dell’eolico, anche dove sussistono barriere che ne ostacolano l’accettabilità sociale. Per superare questi impedimenti WinWind ha condotto un'analisi comparativa di 10 buone pratiche selezionate in tutta Europa e ne ha testate alcune trasferendole in contesti locali, regionali e nazionali differenti rispetto a quelli in cui hanno prodotto risultati incoraggianti.
In particolare tra le buone pratiche oggetto di trasferimento figurano il Repowering in Abruzzo, ovvero il rinnovo dei parchi eolici esistenti, con alti tassi di recupero e riutilizzo delle infrastrutture e riduzione dell'impatto visivo, e le riduzioni fiscali e gli incentivi economici per le 1.600 famiglie di Tula, il comune sardo che ospita uno dei parchi eolici più grandi d’Italia.
Tra i fattori di accettazione sociale riscontrati nelle buone pratiche che WinWind ha esaminato, quelli a maggiore impatto sono connessi a tre elementi chiave: processo decisionale, benefici economici e fiducia nei soggetti coinvolti (Amministrazione pubblica, operatori, ecc.).
“Come è emerso anche nel seminario internazionale sulle buone pratiche che abbiamo ospitato in ENEA, per favorire l'accettazione sociale dell’eolico sono cruciali i quadri normativi favorevoli e gli incentivi finanziari che facilitano la partecipazione diretta dei cittadini alla produzione, al consumo e alla distribuzione dell’energia. L’impegno attivo dei cittadini così come la creazione delle comunità energetiche rappresentano importanti fattori per la diffusione di un eolico socialmente inclusivo. Le buone pratiche consentono di ricavare denominatori comuni per supportare il raggiungimento degli obiettivi di accettabilità sociale dell’energia dal vento nei diversi contesti locali”, sottolinea la ricercatrice ENEA Tania Giuffrida.
Oltre a Lazio e Abruzzo, le regioni europee coinvolte nel progetto WinWind sono Turingia e Sassonia (Germania), l’intero territorio della Lettonia, l’area della Norvegia Centrale, il Voivodato della Varmia-Masuria (Polonia) e le isole Baleari (Spagna).
Infine, l’INGV ospita il kick off meeting di SAVEMEDCOASTS-2, la seconda fase operativa del progetto europeo volto a mitigare i rischi legati agli effetti di aumento del livello marino sulle zone costiere del Mediterraneo.
Si è tenuto il 15 gennaio, nella Sede di Roma dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) l’incontro tra i partner che ha dato ufficialmente il via alla seconda fase operativa del progetto europeo SAVEMEDCOASTS, partita lo scorso 2 dicembre. Obiettivo del progetto, prevenire gli effetti dell’aumento del livello marino globale per la fine di questo secolo, causato dai cambiamenti climatici.
SAVEMEDCOASTS-2 (Sea Level Rise Scenarios along the Mediterranean Coasts-2), prosegue quindi le attività del precedente progetto SAVEMEDCOASTS realizzato fra il 2017 e il 2019, ed è nuovamente coordinato dall’INGV con finanziamenti erogati dalla European Union Humanitarian Aid and Civil Protection (DG-ECHO) per il biennio 2019-2021, proponendosi come sostenitore della protezione civile europea nella valutazione dei rischi costieri.
“Tra le attività previste dal progetto - spiega Marco Anzidei, ricercatore INGV e coordinatore di SAVEMEDCOASTS-2 - sensibilizzare le comunità costiere sugli effetti dell'aumento del livello marino causato dai cambiamenti climatici e dalla subsidenza in zone specifiche del Mediterraneo, integrando quindi le proiezioni climatiche nella gestione dei disastri naturali”.
Nel corso dell’incontro, i partner INGV, ISOTECH (Cipro), CGIAM (Italia), AUTH (Università di Salonicco, Grecia), CTTC (Spagna), Fondazione CMCC (Italia), FARBAS (Italia) e Comune di Venezia (Italia) hanno discusso le attività progettuali, in particolare l’utilizzo dei dati satellitari e topografici che verranno analizzati insieme ai dati climatici dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) e di altre ricerche indipendenti per realizzare scenari di rischio in aree specifiche, informando i soggetti interessati.
“In questa seconda fase del progetto - prosegue Anzidei - gli sforzi saranno concentrati su alcuni dei principali delta fluviali e zone lagunari del Mediterraneo, dove la subsidenza naturale e antropica accelera gli effetti dell’ingressione marina, con conseguenti maggiori rischi di sommersione di tratti costieri ad alto valore naturale ed economico ed effetti a cascata sulle attività umane”. (focus\ aise) 

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