VIOLENZE IN MYANMAR: LA “FERMA CONDANNA” DEI MINISTRI DEGLI ESTERI DEL G7

Violenze in Myanmar: la “ferma condanna” dei ministri degli Esteri del G7

ROMA\ aise\ - "Noi, i ministri degli esteri del G7 di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d'America e l'Alto rappresentante dell'Unione europea condanniamo fermamente la violenza commessa dalle forze di sicurezza del Myanmar contro le proteste pacifiche”. Inizia così la dichiarazione dei ministri degli Esteri del G7, tra cui l’italiano Luigi Di Maio, sulle violenze in Myanmar, dove continuano le manifestazioni di protesta dopo il colpo di stato.
Espresse “le condoglianze per la perdita di vite umane”, i ministri sostengono che “militari e polizia devono operare con la massima moderazione e rispettare i diritti umani e il diritto internazionale. L'uso di munizioni contro persone inermi è inaccettabile. Chiunque risponda alle proteste pacifiche con la violenza deve essere ritenuto responsabile”.
I ministri condannano “intimidazioni e l'oppressione di coloro che si oppongono al colpo di stato” e ribadiscono la loro “preoccupazione per la repressione della libertà di espressione, anche attraverso il blackout di Internet e le modifiche draconiane alla legge che reprimono la libertà di parola”.
“Il sistematico attacco a manifestanti, medici, società civile e giornalisti – si intima nella dichiarazione – deve cessare e lo stato di emergenza deve essere revocato. Continuiamo a chiedere il pieno accesso umanitario per sostenere i più vulnerabili”.
Concludendo, i Ministri degli esteri del G7, confermano “l’unanime condanna del colpo di stato in Myanmar. Chiediamo nuovamente il rilascio immediato e incondizionato di coloro che sono stati detenuti arbitrariamente, tra cui il consigliere di stato Aung San Suu Kyi e il presidente Win Myint, e continuiamo a sostenere il popolo del Myanmar nella loro ricerca di democrazia e libertà". (aise) 

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