155° ANNIVERSARIO DELLE RELAZIONI DIPLOMATICHE TRA ITALIA E BOSNIA ERZEGOVINA

155° ANNIVERSARIO DELLE RELAZIONI DIPLOMATICHE TRA ITALIA E BOSNIA ERZEGOVINA

SARAJEVO\ aise\ - Quest’anno ricade il 155° anniversario dello stabilimento della prima sede diplomatica italiana in Bosnia Erzegovina. Infatti il 20 giugno 1863 venne inaugurato il primo Consolato Generale d’Italia, sotto la direzione del Console Cesare Durando.
È quanto ricorda l’Ambasciata italiana a Sarajevo che sta lavorando ad un volume per il quale è ancora alla ricerca di materiale e, soprattutto, testimonianze.
Quando venne istituito il Consolato, la Bosnia Erzegovina era ancora parte dell’Impero Ottomano e l’Italia era diventata uno Stato unitario da appena due anni. Il Consolato Generale a Sarajevo era quindi una delle prime sedi diplomatiche, necessaria ad osservare l’evoluzione della politica internazionale nei Balcani. I documenti dei primi Consoli rivestono ancora oggi una grandissima importanza, perché sono ricchi di dati, informazioni e ricerche e danno un’idea dell’attenzione con cui l’Italia guardava alla Bosnia Erzegovina.
Nei pressi di Begov Han riposa anche il terzo Console Generale d’Italia. Egli fu infatti ucciso nel 1878 da una banda di briganti che, sentendolo parlare tedesco con un mercante austriaco lungo la strada, scambiò entrambi per spie, nell’anno dell’occupazione austriaca della Bosnia Erzegovina. Queste informazioni su Perrod, e tante altre, sono raccontate anche da Rade Petrovic, già Preside della Facoltà di Filosofia a Sarajevo negli anni ’60, che ha scritto molto sulle relazioni tra l’Italia e la Bosnia Erzegovina.
Petrovic oggi vive a Dubrovnik e ha studiato approfonditamente la presenza italiana in Bosnia Erzegovina attraverso i primi documenti della missione diplomatica italiana.
Sulla base di queste e di altre informazioni raccolte dall’Ambasciata, è stata avviata la stesura di un libro che racconterà gli anni di amicizia tra questi due Paesi, contenente capitoli redatti da vari autori che ripercorreranno questi 155 anni con testimonianze qualificate.
La sede diplomatica, inoltre, intende organizzare una mostra fotografica sui primi documenti diplomatici, per fare rivivere i documenti del periodo 1863-1914.
Proprio a tal proposito, l’Ambasciata ha lanciato un appello stampa, sia in Bosnia Erzegovina, sia in Italia, per raccogliere testimonianze e fotografie particolarmente attinenti od interessanti, o eventualmente oggetti che raccontino della presenza italiana nel Paese, soprattutto per il periodo meno recente. “Speriamo in questo modo di conoscere anche particolari poco noti e di contribuire alla parte iconografica del libro”, l’auspicio dell’Ambasciata pronta a ricevere il materiale al proprio indirizzo (Cekalusa 39, Sarajevo) o via mail italia.bih@gmail.com entro il 15 Novembre.
Concludendo, da Sarajevo ricordano anche che quest’anno cade anche il Centenario dalla fine della Grande Guerra e in tale occasione sono state riesumate le spoglie di Cirillo Falcon, un Alpino catturato nell’attacco al Dente Austriaco, sulle Dolomiti italiane, deceduto nel campo di prigionia di Zepce nel 1917. Cento anni dopo la fine della I Guerra Mondiale, Cirillo Fancon rientrerà finalmente in Italia, da lì dove tutto iniziò. “Anche tale anniversario, ricco di significato, - conclude l’Ambasciata – è un ulteriore invito ad intraprendere questo progetto di memoria e di racconto”. (aise) 

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