A LUBIANA LA DONNA, LA LUNA, IL SERPENTE: UNA MOSTRA DI STEFANO CARINI

A LUBIANA LA DONNA, LA LUNA, IL SERPENTE: UNA MOSTRA DI STEFANO CARINI

LUBIANA\ aise\ - La Galleria Civica Jakopic di Lubiana ospita dal 4 dicembre 2018 al 3 marzo 2019 la grande esposizione Over my eyes. Storie dall’Iraq, che offre uno sguardo insolito su questo Paese, osservato dal punto di vista di una giovane generazione di fotografi locali. L’evento è curato da Stefano Carini e Dario Bosio (Darst Projects, Italia).
Per l’occasione, nella sala espositiva dell’Istituto Italiano di Cultura di Lubiana è contemporaneamente allestita una sezione monografica del progetto, intitolata La Donna, la Luna, il Serpente, che presenta le immagini e i testi di Stefano Carini a proposito dell’esperienza vissuta in Iraq, materiali che sono anche l’oggetto dell’omonimo libro pubblicato da Edizioni DARST.
La mostra sarà visitabile fino all’8 febbraio 2019.
Dopo avere studiato fotografia e fotogiornalismo, Stefano Carini ha lavorato come photo editor per NOOR Images ad Amsterdam. Nel 2014 si è trasferito a Sulaymaniyah, Iraq, dove è stato capo redattore di Metrography, la prima agenzia fotografica irachena. Ha formato fotografi e fotogiornalisti in Europa e in Iraq, tenuto lezioni per varie istituzioni internazionali (DOX, Praga; ICP, Parsons e Columbia University, New York; LCC e SOAS nel Regno Unito; World Press Photo nei Paesi Bassi e DMJX in Danimarca) e ha curato numerose esposizioni individuali e collettive.
“Mi sono trasferito in Iraq nel maggio del 2014. Andavo in un paese in pace a lavorare con la prima agenzia di fotografi iracheni.
Il 10 giugno, un mese dopo il mio arrivo, Mosul è caduta nelle mani dei militanti di Isis (Islamic State in Iraq and al-Sham), che in tre giorni sono arrivati alle porte della capitale Baghdad, causando lo sfollamento di oltre un milione di persone. Il 12 giugno, il mio capo, la persona che mi aveva portato in Iraq, è stato rapito dai miliziani.
Sono rimasto a lavorare con i fotografi perché non si poteva fare altrimenti: non è poi questo il nostro ruolo? Fare ciò di cui siamo capaci quando diventa necessario?
I mesi trascorsi in Iraq sono stati i più intensi, vertiginosi e difficili di tutta la mia vita, pieni di eventi incredibili, tragedie, dolore, guerra, ma anche successi, amore, felicità e follia. Tutto in Iraq è stata pura follia. Questo lavoro è un tentativo di mettere ordine per capire cosa è successo.
Nel testo c’è un tentativo di razionalizzare una follia impensabile; nelle immagini sono convogliate le emozioni che ho dovuto chiudere dentro per riuscire a sopravvivere e continuare ad andare avanti”. È quanto dichiara Stefano Carini. (aise) 

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