AMMINISTRATIVE IN BELGIO: LE FIANDRE ALLA DESTRA, LA VALLONIA ALLA SINISTRA

AMMINISTRATIVE IN BELGIO: LE FIANDRE ALLA DESTRA, LA VALLONIA ALLA SINISTRA

BRUXELLES\ aise\ - I risultati delle elezioni locali belghe, che si sono tenute ieri, domenica 14 ottobre, sono state caratterizzate dall’arretramento, a Bruxelles e nella Vallonia (regione francofona), dei grandi partiti tradizionali (socialisti, liberali e cristiani centristi) e dall’avanzata dei verdi (ecologisti) e della sinistra radicale.
Anche nelle Fiandre (regione fiamminga) il partito socialista ha registrato significative difficoltà, e l’alleanza neo-fiamminga (N-VA) di Bart De Wever (che ha conservato comunque il comune di Anversa) è pure in leggero calo, limitando così l’avanzata dell’estrema destra.
Le elezioni amministrative belghe hanno riguardato Bruxelles, con 19 comuni, la regione fiamminga con 5 province e 308 comuni (nella città di Anversa, si terranno anche le elezioni per eleggere i rappresentanti dei 9 distretti) e la regione Vallone con 5 province e 262 comuni.
Nella regione di Bruxelles-Capitale, la grande sorpresa é stata la grande avanzata del partito Ecolo (verdi), che ha conquistato diversi dei 19 comuni che costituiscono la Capitale belga, mentre sinora ne governava uno solo. Gli Ecolo saranno gli arbitri della capitale, con probabili alleanze con i socialisti. “L’ecologia politica ha vinto, e non si potrà più fare la politica come prima”, ha dichiarato al quotidiano francese Le Monde Zakia Kattabi, copresidente del partito, per difendere l’idea di un vero progetto ecologico globale.
Secondo Béatrice Delvaux, capo editorialista del quotidiano francofono Le Soir, “il Belgio francofono ha plebiscitato i partiti di sinistra, ed ha sanzionato i partiti tradizionalisti. I brussellesi hanno scelto massivamente gli ecologisti nei loro comuni, mettendo sotto scacco MR (liberali - ndr)”.
Lo spettro politico spinto a sinistra, secondo l’opinionista belga, non faciliterà il dialogo con il nord del paese, dove la N-VA (fiamminghi) malgrado tutto mantiene la posizione e “dorme tra due cuscini”, con presidente e ministri federali tutti confermati dagli elettori di domenica.
Queste elezioni sono state anche un banco di prova, in alcuni comuni della capitale, per i due movimenti paneuropei: Volt e Cittadini d'Europa.
Volt ha ottenuto 1476 voti ad Anversa, 287 a Etterbeek e 191 a Ixelles (questi ultimi due comuni di Bruxelles) e si dice “soddisfatto e fiducioso”, secondo la bulgara Zlatimira Colova, candidata a Ixelles, in vista delle prossime elezioni europee.
Soddisfatta anche l’italiana Mariapaola Cherchi, avvocato che esercita da decenni presso il Foro di Bruxelles, che ha a sua volta costituito un altro movimento politico, che vuole coinvolgere maggiormente le diverse comunità straniere che vivono a Bruxelles intorno al tema della cittadinanza europea, Citoyen d’Europe.
Mariapaola Cherchi è stata ieri protagonista e testimone di alcuni problemi tecnici del voto elettronico registrati a Bruxelles. A causa delle sue animate proteste, il presidente del seggio le aveva ritirato il documento elettorale, che le ha poi restituito.
A Bruxelles le elezioni hanno registrato un successo femminile, con la maggiorità di donne elette in otto consigli comunali, e 339 elette, cifra che rappresenta il 48,8% degli eletti (41,5% nel 2012 e 42,2% nel 2006).
La capitale conterà almeno una donna sindaco nel comune di Molenbeek-Saint-Jean (la socialista Catherine Moureaux), mentre altrove sono ancora aperte negoziazioni e possibilità. (a.b.\aise) 

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