BCV DEROGA IL TASSO DI CAMBIO DI 10 BOLÍVARES PER DOLLARO

BCV DEROGA IL TASSO DI CAMBIO DI 10 BOLÍVARES PER DOLLARO

CARACAS\ aise\ - “La Banca Centrale del Venezuela (Bcv) ha derogato il tasso di cambio di 10 bolívares per dollaro – 9,975 bolívares per dollaro ad essere pignoli -. Questo tasso di cambio, applicato dal lontano 2016, era impiegato, almeno in teoria, solo nelle operazioni relative all’acquisto di alimenti e medicine realizzate dallo Stato o autorizzate da questo. Ciononostante, è stato all’origine di un vortice di corruttela che ha dissanguato il Paese”. È quanto si legge sulla “Voce d’Italia”, quotidiano online diretto a Caracas da Mauro Bafile, che da questa settimana si presenta con una nuova veste grafica.
“Stando agli esperti, l’abrogazione del tasso di cambio considerato un canale preferenziale rappresenta una ulteriore svalutazione della moneta. E, a tutti gli effetti, lo é. Infatti l’entrata in vigore del nuovo “Convenio Cambiario”, approvato la scorsa settimana, trasferirá al “Mercato Dicom” tutte le operazioni in valuta estera. L’alternativa, come sempre, è il “mercato nero”.
GUERRA: “UNA SVALUTAZIONE”
José Guerra, deputato, noto economista e docente universitario, ha spiegato che la decisione della Banca Centrale rappresenta una svalutazione, poiché “il 70 per cento delle importazioni di alimento si realizzavano a questo tasso”.
Deputato José Guerra: “E una svalutazione a misura di Pdvsa. Migliorerá il suo flusso di cassa e permetterá d’avere denaro per la campagna elettorale”
– E una svalutazione a misura di Pdvsa – ha commentato -. Migliorerá il suo flusso di cassa e permetterá d’avere denaro per la campagna elettorale.
Nella Gazzetta Ufficiale é stata pubblicata la decisione della Banca Centrale. Questa deroga il “Convenio Cambiario N. 35”, che stabiliva il tasso di cambio di 9,975 bolívares per dollaro per l’acquisto di alimenti realizzato o autorizzati dal Governo e di 10 bolívares per il pagamento del debito estero.
Stando all’economista, il provvedimento, nel fondo, ha una ragione e avrá gravi conseguenze.
-Alimenterá l’inflazione – ha precisato -. Il tasso di cambio, anche in questa occasione, é un tema di carattere fiscale, come lo é sempre stato in Venezuela.
Da oggi, quindi, tutte le operazioni relative la valuta estera saranno trasferite al “Mercato Dicom”, regolato dal governo ma nel quale quest’ultimo pare deciso a non intervenire. Almeno direttamente.
Il funzionamento del Mercato Dicom, comunque, non èe ancora molto chiaro. I dubbi sono molti. Soprattutto da parte del settore privato che sarà l’unico erogatore della valuta. Il governo si limiterà al controllo perché divisa estera non ne ha.
I settori potenzialmente interessati sono in attesa di conoscere meglio le regole che disciplineranno il sistema”. (aise) 

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