CENSIRE GLI ISCRITTI AIRE PROPRIETARI DI CASE IN ITALIA: BILLI (LEGA) INTERROGA TRIA

CENSIRE GLI ISCRITTI AIRE PROPRIETARI DI CASE IN ITALIA: BILLI (LEGA) INTERROGA TRIA

ROMA\ aise\ - Visto che “dal 2016, in applicazione della legge di stabilità, sono stati previsti sgravi e agevolazioni per le imposte (Imu, Tasi, Tari) sulla prima abitazione posseduta da cittadini Italiani residenti in Italia”, Simone Billi, deputato della Lega eletto in Europa, ha presentato una interrogazione al Ministro dell’economia Tria per sapere “quante siano le prime abitazioni di proprietà di cittadini italiani e pensionati residenti all'estero ed iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero e in che misura tali proprietari risultino distribuiti nei diversi continenti”.
“L'A.i.r.e. ovvero l'Anagrafe degli italiani residenti all'estero, è stata istituita con la legge 27 ottobre 1988, n. 470, e contiene un mero elenco dei cittadini italiani che risiedono all'estero per un periodo superiore ai dodici mesi”, ricorda Billi nella premessa. “Molti cittadini italiani residenti all'estero possiedono almeno un'abitazione in Italia; fino al 2013 era possibile, per il comune, “considerare direttamente adibita ad abitazione principale l'unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che l'immobile non risulti locato”; tuttavia, nel 2014 è stata eliminata la possibilità di assimilazione ad abitazione principale, in seguito all'entrata in vigore della legge del 23 maggio 2014, n. 80. L'introduzione di questa nuova norma ha fatto sì che dal 2014 l'immobile venisse considerato come seconda casa”.
Inoltre, aggiunge Billi, “la suddetta legge del 2014 prevede, al comma 1, che “a partire dall'anno 2015 è considerata direttamente adibita ad abitazione principale una ed una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato ed iscritti all'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero (A.I.R.E.), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d'uso”. Su tale unità immobiliare “le imposte comunali TARI (tassa sui rifiuti) e TASI (tassa sui servizi indivisibili) sono applicate, per ciascun anno, in misura ridotta di due terzi”; dal 1° gennaio 2015, - ricorda il parlamentare – per gli iscritti all'A.i.r.e., l'immobile in Italia si può considerare come abitazione principale (e di conseguenza esente IMU) solo se si è pensionati nello Stato estero di residenza, con pensione rilasciata dallo stesso Stato estero”.
Billi precisa poi che “se si è pensionati in Italia ma si risiede all'estero, non è possibile considerare l'immobile come abitazione principale e, di conseguenza, l'immobile non risulta esente da Imu; per tutti gli altri soggetti iscritti all'A.i.r.e., qualunque immobile posseduto in Italia (abitativo o non abitativo) è di fatto un normale immobile soggetto ad aliquota ordinaria deliberata dal comune in cui l'immobile è ubicato”.
Posto che “dal 2016, in applicazione della legge di stabilità, sono stati previsti sgravi e agevolazioni per le imposte (Imu, Tasi, Tari) sulla prima abitazione posseduta da cittadini Italiani residenti in Italia”, il deputato chiede di sapere “quante siano le prime abitazioni di proprietà di cittadini italiani e pensionati residenti all'estero ed iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero e in che misura tali proprietari risultino distribuiti nei diversi continenti”. (aise) 

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